L’AQUILA – Una quindicina di ettari di boscaglia sono andati in fumo, ieri pomeriggio all’Aquila, con l’incendio divampato sulla montagna di Aragno, tra la città e il Gran Sasso.

Le origini del rogo sembrano di origine dolosa.

Le fiamme sono arrivate a duecento metri dalle abitazioni e hanno dato filo da torcere ai vigili del fuoco soprattutto in quota, dove la zona è più impervia e hanno operato un canadair, due elicotteri dei vigili del fuoco, uno dei carabinieri forestali e uno dell’esercito.

Fino alle ore 18 erano stati effettuati 65 lanci sulla zona interessata dal fuoco.

Le difficoltà nello spegnimento sono state legate anche all’assenza degli agenti forestali, ai quali in base alla nuova legge che li ha accorpati ai carabinieri è preclusa l’attività di antincendio boschivo.

Il Comune ha aperto nel primo pomeriggio il Centro operativo (Coc).

“Unitamente al comandante provinciale dei vigili del fuoco, ingegner Domenico Di Bartolomeo, e a Mario Verini – ha dichiarato l’assessore alla Protezione civile, Emanuele Imprudente – abbiamo effettuato un sopralluogo nell’area interessata dal fuoco”.

L’assessore Imprudente ha inteso inoltre ringraziare tutti coloro che stanno operando per tenere sotto controllo l’incendio.