L’AQUILA – Ha perso il posto di capo di gabinetto del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, ha masticato amaro, ma ora Pierpaolo Pietrucci è pronto a fare la sua grande rentrée al Comune: sarà il vice del direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, Paolo Aielli, o diverrà addirittura assessore se ci fosse qualche altro rimpastino nell’esecutivo cialentiano.

Le voci si accavallano sul giovane esponente del Partito democratico, 37 anni, negli ultimi 7 spalla del primo cittadino del capoluogo. Un’ombra di Cialente, prima e dopo il sisma, fin quando è stato defenestrato per aver ‘rotto il rapporto di fiducia’, ovvero, si è appreso poi, è accusato di aver funto da ‘gola profonda’ per ‘certa stampa’ invisa al sindaco.

Il rapporto Cialente-Pietrucci sembrava chiuso con la cacciata e strachiuso con la nomina del sostituto Mauro Marchetti. Com’è possibile perciò che il primo cittadino appena pochi mesi dopo possa ravvedersi e decidere di riportarlo così vicino a sé, addirittura in una ipotesi direttamente nella sua squadra di governo?

In primis, il primo cittadino, sanguigno ma non avventato, con il tempo ha sbollito la rabbia e ha riflettuto sugli scenari del dopo Pietrucci.

Nonostante il buon lavoro del rimpiazzo, ha considerato che in pochi mesi non si possono recuperare 7 anni di lavoro, un patrimonio di rapporti e contatti messo insieme con l’ulteriore peculiarità di averlo fatto in affiancamento a un politico ‘difficile’ come Cialente, che tende ad accentrare e lavora dalla mattina presto alla sera tardi.

C’è poi da dire che anche il Pd aquilano ha fatto lavorare la sua rete diplomatica, incoraggiando prima timidamente e poi con più convinzione il dialogo che preludesse al riavvicinamento per tentare di stemperare i toni che a un certo punto si erano fatti incandescenti da entrambe le parti e ricomporre la frattura.

C’è poi un terzo e imprevisto fattore che ha agito sulla trattativa: l’intervento diretto di Luciano D’Alfonso. Pietrucci, infatti, com’è noto, è uno tra i super accreditati per una candidatura alle prossime elezioni regionali nelle liste del Partito democratico, che dovrebbero essere guidate proprio dall’ex sindaco di Pescara, voglioso di recuperare il tempo politico perduto per i suoi guai giudiziari.

Liste affollate visto che, a contendersi una candidatura, il Pd aquilano schiera anche altri due assessori cialentiani, quelli che hanno le deleghe più pesanti, Pietro Di Stefano (Ricostruzione) e Alfredo Moroni (Lavori pubblici). I tre si sfideranno nelle primarie fratricide e qualcuno resterà di sicuro scontento, anche se non è detto che qualcuno degli sconfitti non trovi ospitalità in liste gemelle, seppure l’operazione disperderebbe voti dell’Aquilano quanto mai da compattare per sperare di eleggere un consigliere.

Il rapporto D’Alfonso-Pietrucci è relativamente recente, ma il delfino può contare su uno sponsor d’eccezione, l’ex parlamentare Giovanni Lolli, vice presidente designato qualora l’adriatico riesca a scalzare Gianni Chiodi da palazzo Silone.

Un ticket per le due poltrone più importanti simboleggiato dalla “foto dell’Aquila” all’ultima Festa democratica, che potrebbe rafforzarsi ancora con Pietrucci come intercettore del voto giovane di un partito che dietro i ‘pezzi da 90’ dell’ultimo ventennio ha molti emergenti con idee nuove e voglia di un posto al sole.

Di qui il diktat che ha affiancato le trattative per la grande pace. Un’ingerenza che Cialente ha maldigerito ma che, per la ‘ragion di stato’ di contribuire a togliere di mezzo il suo nemico giurato Chiodi, si rassegnerà ad accettare, ricostruendo un rapporto con il suo scudiero e piazzandolo in un posto al sole, anche se non di primissimo piano, che possa fungere da vetrina per preparare al meglio la competizione elettorale.

Come detto le ipotesi al vaglio sono due, la prima riguarda il potente Ufficio speciale da poco costituito, che dovrà coordinare la ricostruzione guidato dal supermanager da 200 mila euro l’anno Aielli, una struttura che ha fatto incetta di numerosi consulenti oltre che dei vincitori del “concorsone”, 25 contratti a tempo indeterminato, e del “concorsino”, 25 a tempo determinato.

Oppure c’è la Giunta comunale del capoluogo, che ogni tanto ha bisogno di “manutenzione”: recentemente sono cambiate due pedine, Emanuela Di Giovambattista ha sostituito Stefania Pezzopane alle Politiche sociali dopo l’elezione a senatrice di quest’ultima, mentre Giancarlo Vicini è subentrato a Marco Fanfani alle Attività produttive, successivamente alla nomina a presidente della Fondazione Carispaq del collega socialista.

Chissà che di qui ai prossimi mesi non possa che cambiare qualche nuovo pezzo: in questo caso Pietrucci sarebbe un nome da tenere in altissima considerazione.