L’AQUILA – Il parcheggio a pagamento arriva a viale Duca degli Abruzzi, e scatta la polemica.
Da questa mattina alcuni operai sono a lavoro per realizzare le strisce blu sull’asfalto: già completata l’area vicino l’aiuola che divide via Genca e viale Nizza (un’area dove prima del terremoto si sostava liberamente), mentre in queste ore si sta lavorando lungo il viale.
I cartelli relativi al parcheggio a pagamento sono spuntati ieri: su questi è riportata la tariffa di 50 centesimi l’ora, mentre un piccolo giallo riguarda la parte relativa alle autorizzazioni, completamente coperta da una striscia bianca.
I parcometri presenti in zona sono quelli pre-sisma, ancora inattivi.
La predisposizione della sosta a pagamento è ancora in corso, quindi, ma la polemica sta già montando in maniera aspra.
Alla vista dei cartelli e delle strisce blu alcuni cittadini hanno iniziato a lamentarsi. “In questa zona c’è l’Università e ci sono gli uffici della Sovrintendenza – tuona qualcuno – si tratta di gente che lavora anche 8 ore al giorno. Dove dovrebbe andare a parcheggiare per non spendere un capitale?”.
Anche i titolari di alcune attività, che coraggiosamente hanno scelto di riaprire in centro, sono furiosi. “Così il Comune crede di invogliare i turisti a visitare il centro della nostra città, facendo pagare il parcheggio?!”.

“PRIMA IL CENTRO POI I PARCHEGGI”
Se la predisposizione del parcheggio a pagamento lungo il viale Duca degli Abruzzi ha provocato proteste e lamentele, dall’altro ha anche sortito effetti “creativi”. E così qualcuno ha elaborato una specie di fac simile “polemico” della ricevuta della sosta a pagamento (quella da apporre sul cruscotto dell’auto).
“Prima il centro poi i parcheggi, oppure mandaci Equitalia a tutti”, la scritta riportata su questi ticket che si possono scaricare dal web e che sono già diventati un fenomeno virale sui social network, condivisi da utenti sdegnati per la decisione dell’amministrazione di far pagare la sosta in un centro storico deserto come quello aquilano, dove le poche attività commerciali che hanno riaperto sopravvivono con molta fatica.




