L’AQUILA – Un altro duro colpo all’economia dell’Aquila arriva dal Gruppo Compel, pronta a chiudere le sue fabbriche.
”Dopo che ha chiuso la CnSystem, la vendita della Technolabs e aver abbassato la saracinesca alla InterCompel – spiega ad AbruzzoWeb Clara Ciuca della Uilm-Uil – ora la stessa sorte tocca alla P&A Service. Insomma altri 50 posti di lavoro che non ci sono più nel capoluogo abruzzese, il tutto nel disinteresse delle istituzioni”.
Ieri mattina presso la sede della Confindustria dell’Aquila i vertici della Compel hanno convocato Gino Mattuccilli della Fim-Cisl, Alfredo Fegatelli della Fiom-Cgil e la stessa Ciuca per comunciare il fatto che il gruppo ha problemi di liquidità e non può più rispettare gli accordi sindacali.
Come era già noto, l’immobile di Bazzano (L’Aquila), che ospita l’InterCompel e la P&A Service sarà venduto per fare cassa, mentre l’attività della P&A sarà rilevata da un’impresa che potrebbe essere straniera.
”Sul cambio di gestione della P&A – prosegue la Ciuca – i responsabili della Compel non hanno specificato di più e non sappiamo cosa succederà. Tra l’altro bisogna vedere dove sarà ricollocata l’azienda, visto che l’immobile di Bazzano sarà venduto”.
L’altra novità è che su 69 dipendenti dell’InterCompel, che aspettano da mesi che il ministero del Lavoro prepari la norma per erogare la cassa integrazione per cessata integrazione, solo 10 potranno avere di nuovo un lavoro in un’altra piccola fabbrica (non si conosce il nome) che produce cavi elettronici.
Invece alla P&A Service si aspetta con ansia se effettivamente ci sia un acquirente altrimenti altri 30 posti di lavoro che andranno in fumo.
Attualmente alla P&A Service al lavoro ci sono solo 10 maestranze, mentre le altre 20 sono in cassa integrazione.
Grande delusione quindi per i lavoratori che mentre era in corso il vertice hanno effettuato un sit in di protesta davanti alla sede degli industriali.
Oggi i sindacati hanno organizzato un’assemblea con i lavoratori per cercare di trovare le forme di ammortizzatori sociali adatti a questi lavoratori che hanno l’età media di 33 anni, tra di loro ci sono diverse mamma con almeno un figlio.
Il problema è che le nuove norme sugli ammortizzatori sociali del ministro Elsa Fornero sono molto restrittive.
Sempre oggi i sindacati hanno un altro appuntamento con il dirigente del personale della Finmek Gianni Mancini, perché a ottobre scadrà la cassa integrazione per fallimento.
JUCHICH E MAROLA (PRC), ”SOLIDARIETA’ ALLE MAESTRANZE”
“Rifondazione Comunista esprime la sua solidarietà ai lavoratori dell’Intercompel che in questi giorni hanno ricevuto la notizia della chiusura dello stabilimento P&A, nella totale incertezza sul futuro degli stabilimenti vista l’assenza per ora di nuovi compratori”.
Lo sostengono Francesco Marola, segretario provinciale Prc L’Aquila e Goffredo Juchich, segretario comunale Prc del capoluogo abruzzese.
”In tal modo l’azienda contraddice tutti i precedenti accordi per la tutela, pur parziale, dei livelli occupazionali – proseguono i due esponenti politici – e lascia i lavoratori privi del secondo anno di cassa integrazione. È un comportamento vergognoso privo di rispetto per i lavoratori e le lavoratrici, per lo più giovani e madri, come per la condizione della nostra città, per cui l’azienda non ritiene di dover prestare particolare attenzione”.
Per Marola e Juchich ”è necessario un intervento immediato delle istituzioni. Rifondazione Comunista segue da tempo la vertenza con l’assessore comunale Fabio Pelini. Nel corso del prossimo consiglio regionale di martedì 18 il nostro capogruppo Maurizio Acerbo presenterà un’interrogazione all’assessorato regionale alle attività produttive affinché anche la Regione prenda seri impegni sulla vicenda, prima di tutto intervenendo nei confronti del ministero per sbloccare la cassa integrazione, sollecitando nel frattempo un tavolo di concertazione tra le parti sociali per trovare soluzioni opportune alla tutela dei posti di lavoro tramite il reperimento di nuovi acquirenti o di nuove soluzioni occupazionali”.



