L’AQUILA – Il Gran Sasso Science Institute, la scuola di dottorato internazionale che ha sede all’Aquila, alla Villa comunale, è a caccia di un nuovo direttore generale.
Simonetta Negrini, ferrarese, 52 anni, che si era insediata il primo gennaio scorso, ufficialmente per motivi personali e familiari è stata costretta al rientro a Cagliari, città dove è dirigente a tempo indeterminato all’Università. Il suo mandato sarebbe terminato il 31 dicembre 2020.
Era stata scelta dal rettore, Eugenio Coccia, con apposito decreto firmato lo scorso 2 gennaio, dopo un bando che aveva fatto emergere gli idonei.
Per questo motivo l’istituto ha ora riaperto un bando della durata di un mese che scadrà il prossimo 14 luglio. Una selezione riservata a “personalità di elevata qualificazione professionale e comprovata esperienza pluriennale con funzioni dirigenziali”.
Il dg, infatti, dovrà sovrintendere la complessa gestione organizzativa e dei servizi, delle risorse strumentali e del personale tecnico amministrativo. L’incarico avrà una durata di due anni, rinnovabile, e avrà decorrenza 4 ottobre 2019. Una casella prestigiosa e anche ben remunerata: il compenso, infatti, è frutto dei criteri e dei parametri stabiliti dal decreto ministeriale Miur numero 194 del 30 marzo 2017: si va da un minimo di 102 mila euro a un massimo di 183 mila.
La valutazione dei cv spetterà al rettore, che potrà avvalersi di una apposita commissione. Al termine dei colloqui i profili migliori verranno proposti al Cda per la nomina.
Il Gran Sasso Science Institute è stato istituito nel 2013 grazie ai fondi per il rilancio dei territori colpiti dal sisma dall’allora presidente della Regione e commissario, Gianni Chiodi. E’ stato reso stabile nel 2016, dopo il positivo triennio di sperimentazione. E’ divenuto, in breve tempo, un riferimento nazionale e internazionale nel campo della ricerca avanzata. Ha ricevuto e riceve attestati dall’Italia e dal mondo.
Oggi conta 160 studenti, 130 ricercatori e professori di differenti nazionalità. Nel 2018 sono arrivate circa 1300 domande per 34 borse di dottorato. Il suo piano di espansione, anche immobiliare, si è completato con l’acquisizione dell’edificio ex Gil, nel complesso dell’Emiciclo, che oggi ospita il Rettorato, donato dal Consiglio regionale. E’ stata creata una sorta di foresteria con l’affitto per tutto l’anno di stanze al vicino Grand Hotel.
A fine 2018 il fondo per la stabilizzazione della Scuola è salito a 5 milioni di euro all’anno, grazie a un emendamento firmato dal senatore a vita e premio Nobel Carlo Rubbia e dal senatore Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’.
Fin dal momento della sua istituzione, il Gssi è stato oggetto di un fervido dibattito nel mondo culturale e della ricerca. Esiste un fronte “critico” che ritiene che la Scuola debba essere integrata completamente nell’Università, piuttosto che rappresentare a tutti gli effetti un secondo Ateneo cittadino. Attualmente, però, non si intravedono all’orizzonte progetti di “fusione”.
L’attuale rettore, Eugenio Coccia, resterà in carica fino al 2022, al termine del suo mandato di sei anni.






