L’AQUILA – Oggi è un giorno importante per il discusso caso della centrale a biomasse dell’Aquila.

A Pescara infatti si svolgerà la Conferenza di servizi per decidere se andare avanti con la realizzazione della tanto contestato impianto che sorgerà a Monticchio, frazione del capoluogo nel nucleo industriale di Bazzano sud.

Si deciderà di dire stop al progetto, andando incontro al rischio di un risarcimento milionario all’azienda che ormai ha tutte le carte in mano per costruire? Oppure la Conferenza di servizi deciderà di spostare la centrale in un altro luogo, sempre nel territorio aquilano, magari più lontano dai centri abitati?

Questi e altri sono i nodi che, soprattutto i comitati anti biomasse, sperano verranno sciolti oggi a Pescara.

Le parti contrapposte, che si sono delineate nel corso degli ultimi mesi, sembrano dunque essere due: da un lato il Comune e la Provincia dell’Aquila, che nonostante il parere positivo espresso nella conferenza di servizi del 30 agosto, hanno fatto marcia indietro considerando impossibile realizzare la centrale senza il consenso del territorio; al lato opposto c’è sicuramente la Futuris Aquilana, che realizzerà e gestirà l’impianto, e la Regione, l’ente che avrà la parola definitiva sull’affaire biomasse.

I comitati oppositori, che non potranno assistere alla riunione in quanto non pubblica, saranno comunque presenti in “rappresentanza delle persone che non vogliono la centrale” ha detto Patrizia Righi della onlus “Salviamo Paganica”, che sarà a Pescara insieme al presidente della circoscrizione di Paganica, Ugo De Paulis.

Le strategie del Comune, ente che sarà rappresentato nella Conferenza di oggi dall’assessore all’Ambiente, Alfredo Moroni, verterà essenzialmente sulla filiera di approvvigionamento e sul cambiamento urbanistico della zona interessata all’insediamento della centrale, prima del sisma prettamente zona industriale mentre ora sede dei nuovi progetti C.a.s.e, dell’Università e del Tribunale.(e.m.)

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