L’AQUILA – “Dopo le forti precipitazioni dello scorso fine settimana, ci sono alcuni problemi che stanno interessando i Musp (Moduli a uso scolastico provvisorio, ndr) di via Antica Arischia e Coppito, ma gli operai sono già a lavoro per contenerli”.

Questo il quadro della situazione di Stefania Pezzopane, assessore alle Politiche scolastiche del Comune dell’Aquila, in merito ai disagi causati dalle copiose nevicate. I Musp che hanno avuto maggiori disagi sono stati quelli di Arischia, Pianola, Coppito e via Antica Arischia.

“Nelle scuole di via Antica Arischia – spiega – al momento c’è una ditta che è già intervenuta, a Coppito e agli altri moduli ci sono proprio adesso imprese che stanno pulendo i tetti perché per alcuni s’è palesato il problema della copertura. Ci sono inoltre infiltrazioni d’acqua e si sono ghiacchiate le canale perché non erano coibentate bene”.

“Purtroppo non è come pensa Gianni Chiodi – continua l’assessore – e cioè che i Musp possano durare vita natural durante. Adesso si sta cercando di arginare il problema, ma è chiaro che, passata l’invernata, si porrà la grande questione di avere scuole vere e proprie. I musp sono provvisori, possono durare, uno, due, tre anni, ma questo è già il terzo inverno”.

Secondo l’assessore, infatti, “all’Aquila servono scuole in muratura, abbiamo mandato tutti i progetti per scuole in muratura da ristrutturare, per alcune sono solo progetti di ristrutturazione per cui non servirebbero neanche tanti soldi, altre, invece, sono da fare nuove. La muratura è la muratura – sospira – non c’è nulla da fare”.

Vedendo i cortili stracolmi di neve davanti alle scuole provvisorie, qualcuno ha chiamato in causa i ‘bidelli’. “I collaboratori scolastici – commenta la Pezzopane – dipendono dal ministero e non si sa fino a che punto è il loro ambito. Ma credo che nell’emergenza siamo tutti spalatori e dovremmo sentirci in dovere di contribuire, fermo restando le condizioni fisiche”.

“Non c’è nessuna possibilità di agire solo con i mezzi pubblici – conclude – perché non è un’ipotesi praticabile, l’esercito si fa addirittura pagare. O scatta un senso civico molto elevato oppure l’emergenza durerà di più: per uscire prima dall’emergenza dobbiamo collaborare un po’ tutti. Il personale scolastico dipende dai presidi, sono loro che in qualche modo devono coinvolgerli in queste operazioni”.