L’AQUILA – Manifesteranno tutti insieme gli studenti aquilani e teramani il prossimo 17 novembre all’Aquila, per fare sentire più forte la voce della loro protesta.
L’occasione è la Giornata mondiale di mobilitazione dei diritti degli studenti che si svolge da oltre sessant’anni proprio il 17 novembre, data di grande valore simbolico per gli studenti: in quella data centinaia di studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra furono arrestati e uccisi dai nazisti nel 1939.
Il corteo della protesta, promossa dalla Flc-Cgil, partirà dal liceo Classico a Pettino per raggiungere Palazzo Silone, sede della Giunta regionale.
Anche l’Unione degli universitari dell’Aquila, che proprio ieri ha organizzato due sit-in per il diritto allo studio presso le sedi universitarie di Coppito e della ex-Optimes, sarà in prima fila “per manifestare – ha affermato Michele Di Biase, responsabile dell’Udu – contro la Regione Abruzzo e le sue politiche inesistenti sul diritto allo studio universitario”.
Il punto più importante sul quale gli universitari insistono sono le borse di studio “inesistenti”, la cui graduatoria è stata pubblicata lo scorso 27 ottobre dall’Azienda al diritto allo studio universitario, suscitando lo sconcerto degli studenti.
“Abbiamo – ha spiegato Di Biase – lo zero per cento di copertura delle borse di studio. In pratica tutti coloro che possiedono i requisiti figurano come ‘idonei’ ma non ‘beneficiari’, cioè ne hanno diritto ma non ricevono i soldi”.
“Per non parlare – ha aggiunto – delle mense ancora chiuse a due mesi dall’inizio delle lezioni e degli alloggi per gli studenti che non ci sono. A questo proposito, chiediamo che vengano riassegnati i posti alla Reiss Romoli, dove l’anno scorso alloggiavano gli studenti e che quest’anno invece è vuota. Chiediamo la gestione pubblica della casa dello studente ‘San Carlo Borromeo’ o comunque una maggiore chiarezza nell’assegnazione degli alloggi”.
Il 17 novembre, insieme agli studenti, anche gli universitari si uniranno al coro del no al decreto di legge Gelmini, che “distrugge l’università pubblica, toglie potere agli studenti e, cosa inaccettabile, prevede il conferimento delle borse di studio solo in base al merito e non al reddito”.
In occasione della manifestazione, tutte le organizzazioni sindacali del comparto scuola torneranno a sollecitare la Regione Abruzzo riguardo il documento, approvato nella seduta straordinaria dedicata alla scuola, in cui si chiede al governo una deroga per l’Abruzzo ai tagli agli organici per il prossimo anno scolastico, oltre l’utilizzo delle risorse del Fondo sociale Europeo 2007-2013 e l’assegnazione alla scuola delle risorse economiche residue della legge 77.
Sull’attuazione di questa delibera ad oggi, fanno sapere i sindacati, non si hanno ancora notizie.






