L’AQUILA – Chiamano i soccorsi perché il bambino di un anno sta male, poi verrà accertato un semicollasso, ma il 118 si rifiuta di intervenire.

È successo all’Aquila nella notte tra il 26 e il 27 dicembre scorsi, quando una giovane coppia, in apprensione per le gravi condizioni del proprio figlio, si è sentita rispondere dagli operatori di turno: “Portatelo voi in ospedale. Noi impiegheremmo troppo tempo”.

Il piccolo, semicosciente a causa della febbre alta, cianotico e con evidenti difficoltà respiratorie, è arrivato fortunatamente sano e salvo pronto soccorso pediatrico, grazie alla tempestività di mamma e papà che si sono precipitati al San Salvatore.

“Ho chiamato io stessa l’operatore del 118 – spiega la nonna del bimbo – e mi è stato risposto che avrebbero mandato la guardia medica più vicina. Poi, forse, rendendosi conto della gravità della situazione, mi hanno invitato ad avvolgerlo in una coperta e a portarlo direttamente lì, perché con la nostra macchina avremmo impiegato meno tempo dell’ambulanza”.

Fortunatamente la vicenda si è risolta per il meglio e il bambino, al quale è stato poi diagnosticato un semicollasso, dopo una degenza di una settimana e un brutto spavento, ora sta bene.

I genitori, però, continuano a chiedersi come sarebbe andata a finire se ci fossero state complicazioni durante il tragitto in ospedale.

Nel capoluogo succede anche questo: il 118 va in vacanza nella notte di Santo Stefano e a farne le spese è un bambino di appena un anno, vittima innocente della disinvolta leggerezza di operatori negligenti, forse appesantiti dagli eccessivi bagordi natalizi. (red)