L’AQUILA – Incatenarsi sabato sera davanti al Comune non è servito a nulla, le rassicurazioni del coordinatore Sge Roberto Petullà nemmeno: i Bellaprima, coppia di sfollati aquilani, sono ancora senza un tetto.

“Ci hanno cacciato”, dicono loro. “Se ne sono andati volontariamente perché non hanno soldi”, smentisce il direttore dell’albergo dove hanno passato le ultime notti.

Sia come sia, la vicenda continua a essere molto intricata.

I BELLAPRIMA: ”CI HANNO CACCIATO”

“Questa mattina – racconta Carmela Guardo – ci hanno presentato un foglio in cui ci comunicavano che, non potendo noi pagare l’albergo, eravamo costretti a lasciarlo. Il direttore dell’hotel ci ha detto che lui non ha mai ricevuto una comunicazione scritta da parte di nessuno affinché potessimo rimanere qui e quindi ci ha dovuto cacciare via”.

“Ora siamo ospiti da alcuni cari amici. Appena mio marito si sarà rimesso, dopo i malori che ha avuto, metteremo in atto un’altra protesta”, ha aggiunto.

“Vogliamo sapere cosa dobbiamo fare – tuona la signora – Anzi, desideriamo che si faccia una tavola rotonda con il prefetto, il sindaco, la Pezzopane, Petullà e Rossini, alla quale prendere parte anche noi. Vogliamo risposte chiare e precise da chi ci rappresenta!”. (e.m.)

IL DIRETTORE DELL’ALBERGO: ”NON LI HO CACCIATI”

L’AQUILA – Arriva in serata la secca smentita del direttore dell’albergo Federico II dell’Aquila, Alberico Contini, riguardo la situazione dei coniugi Euplio e Carmela Bellaprima, da sabato sera sul piede di guerra insieme alla figlia Francesca per il caos sull’emergenza abitativa.

“Nessuno ha cacciato via i signori Bellaprima – spiega ad AbruzzoWeb il direttore Contini – è stato il signor Euplio a presentarsi da me questa mattina, affermando di non poter più alloggiare nella struttura e scrivendo nella motivazione di uscita di non poter pagare perché in difficoltà economiche”.

“I signori, insomma, sono andati via di loro spontanea volontà – aggiunge Contini – ma, in ogni caso, prima di far firmare loro il foglio in cui si certifica il tutto ho voluto sincerarmi della situazione mettendomi in contatto con alcuni responsabili delle istituzioni, i quali mi hanno risposto che si stanno occupando del caso”.

Il direttore ripete ancora che “nessuno ha cacciato via i coniugi Bellaprima. Il signor Euplio e la signora Carmela – prosegue – hanno lasciato l’albergo di loro spontanea volontà e a costo zero, poiché, trattandosi di un’emergenza momentanea, hanno potuto usufruire gratuitamente della stanza a loro assegnata e dei pasti, garantiti per i tre giorni in cui hanno alloggiato al Federico II. Non si è mai parlato di denaro, della loro condizione qualcuno se ne sta occupando, la camera qui era garantita al cento per cento”.

“Non capisco per quale motivo bisogna puntare il dito contro chi sta andando incontro ai cittadini aquilani – concluce Contini – mi spiace che i Bellaprima abbiano tirato in ballo chi li stava aiutando senza chiedere loro neppure un soldo”. (r.s.)

PETULLA’: ”FARO’ IL POSSIBILE PER AIUTARLI”

“Stiamo facendo tutto il possibile  per venire incontro alle esigenze abitative di tutta la popolazione aquilana, duramente colpita dal sisma del 6 aprile 2009, in attesa che possa rientrare nelle proprie abitazioni. Anche nel caso della famiglia Bellaprima  ci siamo adoperati per trovare un‘adeguata sistemazione a questa famiglia, nonostante non avesse i requisiti per avere un alloggio del progetto Case o un Map, perché la casa in cui viveva era tornata agibile”.

Dati alla mano il coordinatore della Struttura per la Gestione dell’Emergenza (Sge), Roberto Petullà, spiega così, nel dettaglio, la vicenda della famiglia che, in segno di protesta, sta abusivamente occupando un modulo abitativo provvisorio (Map) a Paganica.

Secondo una relazione dettagliata, fornita dall’Area Assistenza alla popolazione, alla signora Francesca Bellaprima è stata garantita la sistemazione alberghiera e successivamente l’ospitalità presso la Guardia di Finanza dalla Sge, pur non trovandosi di fronte ad un caso di propria competenza avendo la sig.ra Bellaprima da tempo casa “A” (agibile).

La Sge ha informato il Comune di L’Aquila sin da aprile della situazione di disagio in cui versava la sig.ra Bellaprima e le sue figlie minori, ma non ha ottenuto riscontro.

Allo stesso modo ha comunicato agli uffici competenti del Comune dell’Aquila la situazione disagiata della famiglia di Euplio Bellaprima, che fino al 10 marzo 2011 ha usufruito dell’ospitalità alberghiera, non potendo rientrare nell’appartamento in cui viveva perché l’edificio era ancora inagibile e perché il proprietario aveva inviato lettera di sfratto prima del sisma. Anche in questa occasione la Sge ha tempestivamente informato della situazione i servizi sociali del Comune dell’Aquila affinché valutassero se prendere in carico questo nucleo familiare.

“Oggi, alla luce dei recenti avvenimenti, mi auguro – conclude il coordinatore Petullà – che il Comune valuti con maggiore attenzione i casi dei cittadini aquilani più bisognosi e conceda a queste famiglie il necessario sostegno”.

ARTICOLI CORRELATI:

IN CATENE I NONNI DELLE BIMBE SFRATTATE