L’AQUILA – Le 13 fatiche di Massimo Cialente, da poco tornato a pieno regime sindaco dell’Aquila dopo il ritiro delle dimissioni e alle prese con mesi in cui dovrà dare un cambio di passo alla sua amministrazione.

Il grande tema è la ricostruzione post-terremoto, ovviamente, che fa a pugni con l’esiguità delle risorse che arrivano da Roma e con i rapporti burrascosi tra il Comune capoluogo e il ministro Carlo Trigilia che deve occuparsene.

Ma non è tutto. Cialente e la sua Giunta, recentemente integrata dalla nomina pesante dell’ex procuratore Nicola Trifuoggi come vice, devono lavorare anche su questioni di amministrazione squisitamente ordinaria, perché dopotutto oltre che terremotata L’Aquila resta anche una città.

AbruzzoWeb ha selezionato dalla fittissima agenda di Cialente una serie di 13 temi più o meno scottanti, più o meno ostici, che il primo di cittadino dovrà affrontare assieme alla maggioranza di centrosinistra, uscita abbastanza ricompattata dalla crisi provocata da inchieste e attacchi mediatici.

SUPERAMENTO 3% DEFICIT/PIL

Il tema dei temi, che pure pochi conoscono. L’Aquila chiede all’Europa, ma ovviamente non è un filo diretto, il governo Letta dovrà fare da tramite, di derogare al rapporto del 3% tra deficit e Pil (prodotto interno lordo) in caso di grandi calamità naturali. L’effetto concreto sarebbe quello di poter indebitare lo Stato per investire nella ricostruzione, un po’ come quando le slot machine cominciano a sputare soldi a raffica. Creerebbe un precedente continentale e proprio per questo, nell’Europa dei tecnocrati, sembra una chimera. “Non esiste un diritto europeo alla ricostruzione” le parole di un’europarlamentare del Ppe in audizione che fanno tremare i polsi.

NUOVO PIANO REGOLATORE

Il ritardo è mostruoso. Sia perché il nuovo strumento urbanistico è atteso da quarant’anni. Sia perché nel frattempo si è costruito, eccome, anche senza Prg, specialmente da dopo il terremoto. Sia perché Cialente nel 2012 aveva promesso il varo entro la metà del 2014, a 40 anni esatti dal vecchio, ma il traguardo è lontanissimo, anzi sfumato. La Giunta ha approvato a dicembre un documento preliminare, parlando di “due anni e mezzo”, insomma, metà 2016, ma l’ufficio ancora non si insedia. A dirigerlo dovrebbe essere l’architetto Daniele Iacovone, già responsabile della redazione del piano di ricostruzione del Comune capoluogo, è uscito ieri inoltre il bando per 3 consulenti.

NORMAZIONE AREE BIANCHE

Vicenda strettamente connessa a quella del Prg. Ci sono oltre 7 milioni di metri quadrati di aree sottoposte a un vincolo urbanistico, ma mai acquisite alla pubblica utilità. Negli ultimi tre decenni, in assenza di leggi, i proprietari hanno fatto ricorso al Tar che ha nominato commissari ad acta per stabilire la destinazione delle aree al posto dell’istituzione comunale, con indici di edificabilità molto alti e slegati da un progetto complessivo. L’amministrazione Cialente ha risposto con una delibera di Giunta che andrà a integrare le Norme tecniche di attuazione del vigente Prg e che fissa un indice di edificabilità in cambio della cessione al pubblico di pezzetti di territorio. Chi possiede un’area bianca potrà costruire 0,08 metri cubi per ogni metro quadrato di terreno. La norma pronta da due anni ma in aula continua a slittare, e i ricorsi proseguono. Molti consiglieri sono proprietari e, quindi, incompatibili con la votazione sul tema.

ADUNATA NAZIONALE ALPINI 2015

Mancano meno di 500 giorni al 15 maggio 2015, all’Aquila e nell’hinterland si stima che arriveranno circa 400 mila persone, molti alberghi sono già pieni e la sensazione è che si stia molto sottovalutando l’impatto di questo evento. Il consigliere Giuliano Di Nicola ha ricevuto una delega ma senza soldi e senza una struttura non è che possa inventarsi più di tanto. Il rischio è di dover fare delle corse contro il tempo quando mancheranno pochi mesi e il margine di errore si amplierà notevolmente.

MANUTENZIONE ALLOGGI C.A.S.E.

La strategia prevedeva la nascita di una società di gestione specifica per affrontare quella che il neo assessore al ramo Lelio De Santis ha bollato eloquentemente come “rogna” ereditata da Alfredo Moroni. Non se n’è più saputo nulla. A ottobre è stata concessa a Manutencoop la proroga di un anno per occuparsi dei 19 quartieri che dentro i 4.500 alloggi hanno ospitato fino a 15 mila persone. Resta il debito siderale da 10 milioni e la cifra dei morosi, 1.100 nuclei su 1.500, che lo ‘sceriffo’ De Santis dovrà provvedere a far saldare.

PERDONANZA PATRIMONIO UNESCO

L’annuale giubileo aquilano sarà l’unica entità italiana a presentare la candidatura per divenire nel 2015 “patrimonio immateriale” dell’Unesco. Il presidente italiano ha già avvisato, il difficile verrà dopo l’investitura, quando bisognerà valorizzare siti e riti. L’edizione 2013 si è chiusa in attivo, è la prima volta. La Basilica di Collemaggio resterà chiusa fino al 2016 per i lavori di ricostruzione pagati dall’Eni. La prima riunione del Comitato Perdonanza 2014 c’è già stata, della seconda si è saputo con un’intervista, della terza non si sa nulla. Bisognerà anche fare in modo che l’esclusione come candidata Capitale europea della cultura 2019 non abbia ripercussioni negative in questo comparto.

RIASSETTO AREA VIA ROMA

Porta Barete sì o no è divenuto un tormentone, con la proposta nata da un prelato, monsignor Orlando Antonini, nunzio apostolico del Vaticano in Serbia, di riscoprire quello che resta dell’antico accesso Ovest della città. Un’antiporta che si trova vicino a un palazzo da ricostruire, che ora potrebbe essere bloccato per un vincolo archeologico. Questa questione si incardina nell’ipotesi di accorciamento di via Roma, con l’abbattimento del viadotto di via Vicentini che, tra gli effetti “collaterali”, andrebbe a dare aria al polo commerciale lì vicino, mentre al centro si accederebbe da via dei Marsi. Manca un piano strategico e vincolante, Comune e direzione regionale del ministero dei Beni culturali si parlano solo sui giornali.

APERTURA STADIO ACQUASANTA

A gennaio L’Aquila Calcio giocherà nello stadio pensato e costruito trent’anni fa per il rugby ad Acquasanta, che diventerà la nuova casa dei rossoblù. Questo l’annuncio che spergiuravano il sindaco e almeno un paio di assessori, Iorio e Moroni, lo scorso inverno. Gennaio è arrivato, lo stadio è ancora lontanissimo dall’essere pronto. Gli spalti sono montati, anche se la curva ospiti in tubi innocenti ha suscitato le ire dei tifosi, le torri faro ci sono ma il terreno di gioco è ancora quello modello-tendopoli. E lo ‘stadio senza barriere’ che la Lega Pro vantava come modello tarda mesi e mesi. E a Firenze non sono affatto contenti.

RICOSTRUZIONE CIMITERI

Le cifre le sanno anche i bambini, circa 5 milioni per il cimitero monumentale dell’Aquila e gli altri 19 (!) delle sue tante frazioni, altri 3,5 circa per quelli dei Comuni del “cratere” danneggiati dal terremoto di 5 anni fa. C’è che, almeno per quanto riguarda L’Aquila, ci si è impantanati tra progettazioni preliminari ed esecutive e quei soldi, stanziati quando c’era il commissario delegato Chiodi e la struttura tecnica di Gaetano Fontana, giacciono ancora lì. “I morti non votano”, commentano gli aquilani scavalcando una transenna e andando a deporre un fiore ai propri cari dentro un loculario inagibile.

TERRENI CASALE CALORE

L’impegno di Eni per Collemaggio è successivo alla cancellazione di un altro progetto che prevedeva la realizzazione di un centro di ricerca nella zona Ovest, in località Casale Calore. In 3 anni, tuttavia, si è riusciti solo a cambiare la destinazione d’uso dei terreni di proprietà dell’Ateneo da agricola a edificabile, ma a quel punto il protocollo d’intesa con Eni era scaduto e l’amministratore delegato Paolo Scaroni, furioso con l’Università (molto) e con il Comune (un po’), ha fatto saltare l’accordo, virando su Collemaggio. A proposito di quei famigerati terreni, il sindaco Cialente ha chiarito che “torneranno agricoli”, sgombrando il campo dal possibile rischio di speculazioni edilizie, ma 60 mila metri quadrati, un anno e mezzo dopo, sono ancora edificabili e bisogna decidere che fine devono fare.

ROTAZIONE DEI DIRIGENTI

Il caso-intercettazioni su procedimenti archiviati di dicembre e la nuova inchiesta “Do ut des” di gennaio hanno riaperto il tema dello strapotere dei dirigenti comunali rispetto ai vertici politici, consacrato d’altronde da una legge dello Stato, la Bassanini. A chiedere la rotazione tutta l’ala sinistra della maggioranza cialentiana, Rifondazione, Sinistra e libertà, ma anche il fronte civico legato ai comitati di Appello per L’Aquila. Un possibile problema pratico è che i dirigenti con qualifiche tecniche di rilievo da far girare sono troppo pochi, ma il tema resta aperto e c’è stata una mezza promessa di affrontarlo in occasione del ritiro delle dimissioni di Max.

AEROPORTO DEI PARCHI

Cialente lo ha sempre presentato come un colpo da maestro, uno scalo pagato dai privati che “non costa nulla al pubblico”, anche se così non è proprio così: circa 3 milioni di fondi Fas spesi per le infrastrutture, 200 mila all’anno per 3 anni di fondi comunali per lo start-up e 10 mila euro sempre da Villa Gioia per la comunicazione e il primo volo. Suggestivo quest’ultimo, un Ciampino-L’Aquila partito tardissimo per cause tecniche e arrivato prestissimo. Intanto, non c’è una compagnia che ritenga sostenibili tratte di linea, i 60 lavoratori sono stati licenziati quasi per metà, la Regione ha bloccato i fondi per finanziare proprio quelle assunzioni, c’è mistero sul centro commerciale che dovrebbe sorgere da quelle parti, e così via.

CENTRALE A BIOMASSE

La politica, non solo il Comune, ha concesso le autorizzazioni per cominciare i lavori di costruzione di una nuova centrale e poi, quando si è accorta che montava la protesta popolare, e quindi troppo tardi, ha provato a ostacolarla. “Non inquina e porterà 100 nuovi posti”, ha detto a questo giornale l’esponente della Futuris Aquilana Antonio Nidoli, i comitati sorti per scongiurarne la nascita giurano il contrario. L’azienda è sicura di sé e si dichiara pronta a chiedere i danni, l’amministrazione balbetta, con la vaga idea di stare scivolando su una pericolosa buccia di banana.