L’AQUILA – Si acuisce sempre più la spaccatura in Forza Italia nell’Aquilano, partito che si porta dietro le devastanti divisioni che c’erano nel Popolo della libertà in quel territorio.

Nella guerra per il nuovo organigramma, dopo il duello tra l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, che vorrebbe confermare suoi fedelissimi nei ruoli chiave, e l’assessore provinciale e capogruppo in Consiglio comunale dell’Aquila Guido Liris, che ribadisce l’azzeramento delle cariche, si inserisce anche Antonio Morgante, segretario della presidenza della Regione Abruzzo e papabile candidato alle prossime Regionali.

Morgante era già intervenuto con un post su Facebook, poi cancellato, sposando la tesi di Liris: la mappa del potere va ricostruita daccapo. Oggi, in una nota, bacchetta duramente Giuliante.

“Le mie considerazioni, peraltro svolte non con comunicati stampa o interviste, sono solo ed esclusivamente mirate a invitare gli ex responsabili del Pdl, ora in Forza Italia, a non fare pericolose fughe in avanti”, dice Morgante.

“Se c’è qualche esponente locale come Liris che la pensa come me, Giuliante non deve pensare che ci siano secondi, terzi o quarti fini, ma solo che, a volte (ma sempre più spesso), la nuova classe dirigente della sua aree politica ha smesso di parlare politichese e ha iniziato a occuparsi dei problemi veri”, conclude.

LA NOTA COMPLETA

Comprendo l’ansia e l’agitazione dell’assessore Gianfranco Giuliante, ma le mie considerazioni, peraltro svolte non comunicati stampa o interviste, sono solo ed esclusivamente mirate a invitare gli ex responsabili del Pdl, ora in Forza Italia, a non fare pericolose fughe in avanti.

Questo per il bene del movimento e per creare le migliori condizioni per riaffermare in Abruzzo la vittoria del centrodestra, alle prossime amministrative, regionali ed europee.

Giuliante è persona ben introdotta negli ambienti romani per non sapere che oggi la preoccupazione principale del Presidente Berlusconi è quella di rinnovare, rilanciare e far cambiare aria nelle stanze di un partito che è divenuto, nel tempo, fortino esclusivo di una élite con poco radicamento territoriale (e non mi riferisco solo dell’Abruzzo, ovviamente).

Il consenso che gli italiani attribuiscono a Berlusconi non è replicato dagli esponenti locali nei territori. Le elezioni amministrative di L’Aquila, Avezzano e Sulmona, per limitare l’analisi alla sola provincia aquilana, lo hanno dimostrato in modo inequivocabile!

Ciò che ho voluto dire con il mio post su Facebook, ritirato perché era stato commentato in modo non elegante per i suoi destinatari da un nutrito gruppo di persone, è che, al di la del formalismo amministrativo del mantenimento delle cariche di vertice locale, sarebbe consigliabile occuparsi dell’ordinaria amministrazione e attendere politicamente che quelle finestre vengano aperte per rinnovare un’aria che altrimenti ci porterà inevitabilmente a fare i conti con una minoranza nel partito che è divenuta per caso unanimità, con le prevedibili magre conseguenze elettorali.

Forza Italia sul territorio deve essere forte, almeno quanto quella nazionale.

Abbiamo il dovere di essere forti perché le risposte che la politica deve dare sono tante e solo dando la massima forza possibile all’area liberale, liberista e moderata del centrodestra si può pensare di affrontare con successo i tanti problemi che affliggono il nostro Paese.

Se c’è qualche esponente locale come l’assessore Guido Liris che la pensa come me, Giuliante non deve pensare che ci siano secondi, terzi o quarti fini, ma solo che, a volte (ma sempre più spesso), la nuova classe dirigente della sua aree politica ha smesso di parlare politichese e ha iniziato a occuparsi dei problemi veri che uccidono da ormai molto tempo la politica ad ogni livello.

Da navigato pater familias Giuliante dovrebbe invece preoccuparsi di coloro che, pur classificabili tra le nuove leve, ancora non ragionano in questi termini.