L’AQUILA – Una nuova grana per il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, dopo il polverone alzato nella stessa maggioranza di centrodestra per alcune delibere di affidamento di organizzazione eventi culturali e dopo il voto di ieri in Consiglio comunale sullo Sprar, che ha visto il centrodestra dividersi, arriva dall’affidamento alla moglie, Elisa Marulli, della comunicazione dell’ostello comunale di Campo Imperatore, recentemente riaperto e dato in gestione ad una società.

A denunciare il presunto conflitto d’interessi è il collettivo Globuli Rossi, animato dall’ex presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti.

La replica è stata affidata al portavoce di Fratelli d’Italia, partito del sindaco, Michele Malafoglia, che in una nota parla di metodo “disgustoso che certa sinistra adotta per gettare discredito e fango sul sindaco e suoi familiari”. 

“Il 25 aprile, il giorno della liberazione, il sindaco di Fratelli d’Italia (già Casa Pound), al suo primo mandato, era in altre faccende affaccendato – ha scritto Globuli Rossi – Non era alla deposizione della Corona al monumento ai Caduti alla Villa Comunale come non era a quella a dei 9 martiri aquilani davanti alla lapide in loro ricordo. Non c’era il sindaco alle manifestazioni che ricordano l’Italia liberata dal nazifascismo, da dove nacque la Costituzione Repubblicana su cui ha giurato al suo insediamento”.

“Ha delegato il suo vice, perché il sindaco di FdI (o Casa Pound) non può riconoscere la lotta partigiana di liberazione – continua Globuli Rossi nella nota – Però nello stesso giorno, il 25 aprile, le redazioni sono state informate da un comunicato stampa, della riapertura dell’ostello a Campo Impertore: grande festa, un biglietto, una birra a  quota 2115”.

“Firmataria del comunicato stampa era Elisa Marulli, quale ufficio stampa per www.ostellocampoimperatore.com e titolare con altri della srls Didimà Comunicazione”, denuncia il collettivo.

“In sostanza il Centro turistico commissariato col dirigente Domenico De Nardis ha affidato in via diretta a una società (Esso quissi) la gestione dell’Ostello ‘Lo Zio’ e questi, guarda un po’ il caso, si sono serviti della società Didimà per la comunicazione e l’ufficio stampa”.

“Noi facciamo i migliori auguri ai coraggiosi ragazzi che hanno preso in gestione l’ostello e siamo sicuri che faranno bene e di qualità il loro lavoro, ma non possiamo chiuderci gli occhi difronte a queste congiunture astrali”, prosegue con sarcasmo la nota di Globuli Rossi.

“Come detto la Didimà è della moglie del sindaco e di Alessia Di Giovacchino che sta nello staff dello stesso sindaco ma viene pagata da Abruzzo Engineering con i soldi della ricostruzione. Questo filotto ricorda tanto tempi dell’arraffo: un capitombolo all’indietro  per modi e fatti che fa rabbrividire”.

“Del resto a Campo Imperatore è facile scivolare ma al posto dell’aria fresca e frizzantina del luogo, che avevano promesso e spergiurato, quella che si respira sa di muffa antica che prende la bocca dello stomaco”, conclude la nota.

Per Malafoglia, invece, “la gestione dell’ostello di Campo Imperatore è stata affidata dal commissario con una trattativa aperta e pubblicizzata con tanto di avviso pubblico dopo che ben due esperimenti di gara erano andati deserti. Una procedura, quindi, più che legittima, oltre che necessaria perché la struttura venisse aperta in tempi ragionevolmente rapidi”.

“Il rapporto tra Centro turistico del Gran Sasso e gestori, pertanto, si è concluso con la consegna delle chiavi dell’ostello – spiega ancora Malafoglia – La comunicazione dell’evento di apertura è stata affidata alla società di comunicazione in cui lavora anche la moglie del sindaco, con un contratto di natura privatistica tra le parti. Lasciar intendere che ci siano manovre opache di qualche manovratore oscuro dietro questo passaggio, invece, così chiaro e trasparente è vergognoso”.

“Quando non si ha qualcosa di intelligente da dire o da offrire si ricorre alla chiacchiera e al pettegolezzo per far parlare di se e il fango gettato su persone che lavorano onestamente e in modo professionale ne è la dimostrazione”, conclude Malafoglia.

ANCHE LA LEGA DIFENDE BIONDI, “VILE ATTACCO DA TROMBATI”

“Ennesimo attacco vergognoso da parte di una minoranza extra-consigliare”.

Così il gruppo della Lega al Consiglio comunale dell’Aquila definisce la denuncia del collettivo Globuli Rossi, animato dall’ex presidente dell’assise civica Carlo Benedetti, di un presunto conflitto d’interessi per l’incarico di addetta alla comunicazione dell’ostello comunale di Campo Imperatore affidato dalla società che si è aggiudicata la gestione della struttura, alla moglie del sindaco Pierluigi Biondi, Elisa Marulli.

“Quando ci si riduce a coinvolgere i familiari del proprio avversario – attacca il gruppo della Lega in una nota – vuol dire che si è arrivati a raschiare il fondo del barile e l’ex presidente Benedetti, che per ben 10 anni ha guidato nell’assise comunale la maggioranza del Partito democratico, il fondo del barile l’ha raschiato da un pezzo”.

“Ci sembra ridicolo, oltre che volgare, attaccare il sindaco Pierluigi Biondi scendendo su un piano umano e personale. Questo denota la viltà di chi, clamorosamente trombato dalle ultime elezioni amministrative, non solo non riesce a trovare pace e serenità nella propria vita politica ma cerca quotidianamente di mettere in ridicolo la propria opposizione e i consiglieri del Partito democratico”.

“Ormai è chiaro che l’intento di questi personaggi sia quello di voler dimostrare alla città che gli eletti del Partito democratico non sono in grado di fare opposizione in Consiglio comunale, ma è ingiustificabile la bassezza morale che porta un ex amministratore come Benedetti a pontificare sulla vita privata della moglie del sindaco e sulle sue collaborazioni lavorative che nulla hanno a che vedere con incarichi pubblici o strutture comunali”.

“Esprimiamo solidarietà politica e umana al sindaco Biondi e alla moglie Elisa Marulli. Carlo Bendetti ed il suo manipolo di riciclati si vergognino e prima di scrivere certe schifezze si facciano un esame di coscienza sugli ultimi 10 anni di connivenza con le politiche clientelari del Partito democratico”, conclude la nota firmata dal capogruppo della Lega Daniele Ferella, dai consiglieri Francesco De Santis, Fabrizio Taranta e Luigi Di Luzio, e dagli assessori Luigi D’Eramo, neo deputato, e Emanuele Imprudente.