L’AQUILA – “Premettendo che ti ringraziamo per aver ricordato ai tuoi riferimenti politici quelle che dovrebbero essere le priorità di questa amministrazione in questo momento così difficile per la nostra città, e che ci sarebbe piaciuto vedere anche in consiglio comunale lo stesso attivismo che hai sui social e sulla stampa, magari prendendo la parola ogni tanto e non soltanto votando a comando, analizziamo insieme i punti da te citati, uno ad uno”. 

Inizia così la nota dei Giovani Democratici dell’Aquila che rispondono al consigliere comunale Leonardo Scimia (Fratelli d’Italia), che aveva parlato di “nuova fantasia targata PD” in merito al ritorno in ospedale dell’assessore regionale Guido Liris, “per non parlare del mantra dell’attivazione del Coc, come se fosse panacea”.

Per i Giovani democratici “il Coc lo attiva il Comune come hanno fatto tutti i Comuni d’Italia seguendo le indicazioni della Protezione Civile del 4 marzo 2020. L’Unità di Crisi da te citata per noi equivale solo al ‘caminetto’ di Biondi, e non ci sentiamo rappresentati dalla stessa perché è un organismo costruito solo per consentire gestioni personali dell’emergenza”.

“Liris non andrà in corsia ad intubare nessuno, ma andrà nella direzione strategica della Asl ad occuparsi di gestire la sanità con un conflitto di interessi con il suo ruolo di assessore regionale al Bilancio grande come una casa. Non solo, da questo ruolo riceverà anche un compenso, che si aggiungerà a quello non proprio misero di assessore regionale. In questo periodo di crisi diffusa, non lo riteniamo un gesto meritevole di applausi”.

“Il Coronavirus ci ha risparmiato (speriamo) per la conformazione del territorio e per le misure del Governo, non certamente per Biondi o Marsilio, da cui aspettiamo ancora i 1.000 euro come anticipato e promesso dal vostro capo bastone di riferimento. Vedi, siamo sicuri che alla fine di tutto, emergeranno tanto le capacità quanto le incapacità, gli interessi e i disinteressi. Soprattutto, rimarrà la percezione di chi è competente, e chi non lo è”.

“Beninteso, questa è un emergenza nuova, nessuno ha risposte certe, non ci sono protocolli da seguire, bensì da istituire. Ma un conto è sbagliare in buona fede, un conto è in malafede la voluta intenzione di approfittarsene, per propaganda o peggio. Siamo i primi, ti assicuro, a voler ritrattare quanto scritto, per il bene della nostra città. Pensiamo di essere molto utili alla città: non meritiamo di essere governati da personaggi che usano l’emergenza per ambigui scopi personali. Noi questo lo denunceremo sempre, non accettando che questo venga considerato ‘lottare contro i mulini a vento'”, concludono i Giovani democratici.