L’AQUILA – Alla vigilia del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, all’Aquila esplode la polemica sul convegno “La gestione del codice rosa e la task force interistituzionale”, organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune dell’Aquila, “perché i Centri Antiviolenza provinciali sono stati invitati ad intervenire a margine, in una ‘tavola rotonda’ posta alla fine della giornata”, in modo “riduttivo ed irrispettoso del ruolo centrale e insostituibile che gli stessi occupano nel contrasto della violenza maschile”, come ha spiegato l’avvocato Simona Giannangeli, presidente dell’associazione Donatella Tellini- Centro Antiviolenza per le Donne dell’Aquila.
Gainnangeli ha quindi annunciato che l’associazione non parteciperà all’iniziativa, motivo che ha spinto l’assessore Maria Luisa Ianni, assessore alle Pari opportunità al Comune dell’Aquila a rispondere con una lunga ed articolata lettera sottolineando, dopo aver ricevuto la risposta di Giannangeli all’invito: “mi dispiaccio di una risposta così piccata anche perché non abbiamo il piacere di conoscerci”.
“Sicuramente questa iniziativa poteva dare l’occasione a me di conoscerla personalmente e a lei di far conoscere la posizione che i Centri Antiviolenza hanno all’interno delle Reti così auspicate a livello nazionale insieme alle criticità che ivi vengono ravvisate allo scopo di trovare una modalità per il superamento delle stesse”, ha aggiunto Ianni.
Ma ha anche cercato di stemperare i toni: “E’ possibile che io non sia stata sufficientemente esaustiva nel presentarle il Convegno fino ad ora in quanto, l’Assessorato le ha inviato un invito formale senza lettera di accompagnamento da parte della sottoscritta che sto peraltro per tutti scrivendo ora. Per questo mi scuso e farò di nuovo tutto daccapo come se le stessi inviando per la prima volta l’invito.
“Il convegno – ha spiegato l’assessore – è inserito all’interno dell’Evento ‘Chiamarlo amore non si può’ e data la risonanza e l’importanza sociale e sanitaria del tema, è stato promosso e fatto proprio dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune dell’Aquila nel quale rivesto il ruolo istituzionale di Assessore alle Pari Opportunità. L’ iniziativa è stata condivisa con l’Amministrazione Comunale ma è stata sollecitata in prima battuta da professionisti della salute, Infermieri, Medici, Psicologi che troppo spesso nell’esercizio del proprio servizio si trovano a dover gestire situazioni complesse e a prendersi “CURA” di Donne vittime della Violenza di genere”.
“Un convegno organizzato quindi per puntare a fare rete, per condividere, per conoscere e per affrontare concretamente un problema sociale e culturale ancora troppo radicato purtroppo nel nostro Paese. Dato il suo ruolo inoltre sono sicura che come me ha a cuore questo argomento in cui siamo coinvolte in primis come Donne. Sappiamo anche che, per fare Rete, gli operatori sanitari tutti non sono sufficienti a mettere in campo strategie di aiuto e di gestione di situazioni complesse e articolate dai mille risvolti come quelle che si legano a episodi di violenza di genere in cui la donna spesso è anche mamma, è bambina, è sorella, è compagna, è moglie”.
“Per fare Rete è necessario identificare i tanti anelli e le tante maglie del sistema e questo spesso è talmente complesso che spinge più facilmente ad agire ognuno per proprio conto. Ognuno ha le proprie ragioni, ognuno le proprie difficoltà, ognuno le proprie battaglie e i propri risultati da vantare ma, per fare bene, per meglio comprendere anche come il territorio ed i vari soggetti che vi interagiscono si organizzino per garantire tutela alle donne, per dare risposte adeguate, è fondamentale adottare le migliori modalità di funzionamento e di collaborazione”.
“E quindi, grande importanza avranno le Forze dell’Ordine: Questura e Carabinieri, psicologi, psicoterapeuti, criminologi, avvocati, magistrati, formatori, ricercatori, medici, infermieri, Operatori dei Centri Antiviolenza, Referenti territoriali per il monitoraggio di quanto si fa e di quanto accade.
Saranno infatti loro che porteranno al convegno in qualità di Relatori o di partecipanti alla Tavola Rotonda al termine dell’Evento, le loro visioni, i loro saperi, i loro diversi spunti di riflessione, in un percorso di conoscenza e formazione insieme”.
“L’evento sarà aperto a tutti, Donne, Uomini che possano dimostrare la loro solidarietà e consapevolezza, professionisti, forze dell’ordine, amministratori, associazioni e semplici cittadini”, conclude Ianni.





