L’AQUILA – I primi due furti in 45 anni di attività.

È surreale l’atmosfera per Chiara Petrocco, giovane imprenditrice aquilana dell’azienda di famiglia che si occupa di infissi e di vendita di stufe, camini a legna e pellet, barbecue e forni prefabbricati.

L’azienda di San Gregorio, pochi chilometri dall’Aquila, sta infatti facendo i conti con i furti, l’ultimo ieri notte a distanza di un mese dal primo in assoluto subìto in più di quattro decenni di attività, che hanno ‘traghettato’ la famiglia Petrocco dall’era del “cancello aperto” alla realtà che vive L’Aquila post-sisma, un’ondata di furti storica che preoccupa la popolazione.

“La prima volta i ladri hanno portato via due termostufe dal magazzino, 9 mila euro il valore, per una piccola azienda come la nostra una cifra che fa male”, dice la Petrocco ad AbruzzoWeb.

“Stavolta soltanto un computer – racconta l’imprenditrice – evidentemente qualcosa è andato storto perché il resto dell’attrezzatura è rimasto dov’era. Sono preoccupata per la prima volta in vita mia, le cose qui in città sono cambiate: i ladri praticamente fanno quello che vogliono”.
A tal proposito, la Petrocco si chiede come sia possibile che non si riesca a fermare l’ondata di furti ‘pesanti’, “roba da camion, da mezzo capace di trasportare cose decisamente poco leggere. Il controllo del territorio non è all’altezza. Abbiamo pure cambiato la serratura del cancello, che mio padre fino a qualche anno fa diceva che non serviva chiudere, perché c’è la possibilità che sia stato fatto un calco. Ma non è servito a niente, stavolta hanno scavalcato”.

La notizia del furto arriva nel giorno in cui un altro imprenditore aquilano, Eliseo Iannini, ha dovuto prendere carta e penna per calcolare l’importo della refurtiva portata via dall’abitazione di Sassa, nell’Aquilano.