L’AQUILA – “Mi è stato attribuito un Map che non è mio. Non ho mai fatto domanda per averlo e non ho percepito il contributo di autonoma sistemazione oltre i termini stabiliti”.

L’aquilano Maurizio Mellone chiarisce la sua posizione in relazione all’accusa di truffa, nell’ambito del processo che lo vede imputato per aver ottenuto l’assegnazione di un Map (Modulo abitativo provvisorio) a Cansatessa, percependo allo stesso tempo il contributo di autonoma sistemazione.
 
Il processo è stato disposto per il 3 marzo del prossimo anno.
 
“In quella data dimostrerò che non ho rubato nulla a nessuno – afferma – Non ho mai fatto richiesta di un Map, l’alloggio in questione è quello della mia compagna dove ho dormito due o tre volte a settimana per poter vedere il mio figlio naturale, che vive con lei. Ho abitato a lungo in una casa mobile che ho posizionato nella mia proprietà, non in quel Map”.
 
Riguardo al contributo di autonoma sistemazione che avrebbe percepito in maniera indebita, Mellone afferma: “L’ho riscosso a partire da settembre 2010, per sei mesi, periodo nel quale la ditta stava eseguendo i lavori a casa mia, dopo i danni del terremoto – aggiunge – Al sesto mese ho comunicato al Comune di non avere più il diritto e non ne ho più beneficiato, lasciando alla tesoreria della Carispaq gli ultimi due pagamenti”.
 
Nel corso dell’udienza preliminare di ieri sono state rinviate a giudizio altre quattro persone, componenti della stessa famiglia di Sassa, accusate di avere percepito il Cas senza averne diritto.
 
I quattro presunti “furbetti” sono Tancredo Crosta, di 59 anni, la moglie Nella Giovanna Spaziani, (57), e dei figli Nicoletta Crosta (28) e Quirino Crosta (31). Marianna Galeota