L’AQUILA – Ci sarà nei prossimi giorni, forse anche domani ma non è scontato, la proclamazione degli eletti del rinnovato Consiglio comunale dell’Aquila, che farà scattare le procedure per avviare in concreto il mandato nel nuovo sindaco, Pierluigi Biondi.

Come già avvenuto nel primo turno, a occuparsene sarà l’Ufficio centrale, presieduto dal magistrato Giuseppe Romano Gargarella, delegato dal presidente del Tribunale, Ciro Riviezzo, e composto da altri cinque dipendenti “laici”, dipendenti degli uffici giudiziari.

Dopo la proclamazione l’Ufficio cesserà le sue funzioni mentre i consiglieri saranno tutti formalmente già in carica.

Da allora, il sindaco Biondi avrà 10 giorni di tempo per indire il primo Consiglio comunale, che dovrà essere tenuto nei 10 giorni successivi. Da notare che sarà la prima e unica volta in cui a convocare l’assemblea civica è il primo cittadino.

La prima seduta verrà presieduta dal cosiddetto consigliere “anziano”, ovvero quello più votato. Come erroneamente creduto non sarà il forzista Guido Liris, che ha raggiunto il maggior numero di preferenze, 872, ma il consigliere con la “cifra individuale” più alta, composta dalla somma dei voti di lista più i voti di preferenza: sarà, quindi, Emanuela Iorio del Partito democratico, che avrebbe svolto questo compito con qualsiasi esito del ballottaggio.

Nella prima seduta si svolgono alcuni adempimenti obbligatori: l’elezione del presidente del Consiglio, il giuramento del sindaco, che da quel momento assume anche le funzioni di ufficiale di governo, la convalida degli eletti.

Prevista, come dispone il Testo unico degli enti locali, anche la nomina della Giunta, che darà il via al gioco delle “surroghe”, ossia le sostituzioni con i primi dei non eletti, di quei consiglieri che, nominati assessori, cessano la loro funzione in aula.

Anche il voto sul programma di mandato è previsto dalla legge, ma non nella prima seduta.