L’AQUILA – Sarà realizzato in due fasi il palazzetto dello sport di Centi Colella, nella zona Ovest dell’Aquila, per cui c’è una donazione del Giappone di 5,7 milioni di euro, insufficiente a garantire il completamento definitivo dell’opera.

La cifra stanziata dal governo nipponico non riuscirà a coprire l’intero costo della struttura, valutato in 7 milioni al netto delle spese di progettazione, gestione dei lavori e trasferimento dei materiali dal Paese del Sol levante all’Aquila.

I fondi sono depositati presso la banca di Tokyo e sono gestiti dalla Japan international cooperation system (Jics), la società governativa per la cooperazione internazionale, che si sta occupando della fornitura “chiavi in mano” del primo lotto funzionale del palasport.

Il Comune dell’Aquila, invece, oltre al compito dell’individuazione del sito su cui sorgerà l’impianto, dovrà trovare altri finanziamenti per circa 3 milioni di euro.

“Il primo stralcio consentirà di avere il palazzetto dotato di strutture agibili e quindi utilizzabile a tutti gli effetti – spiega il vice sindaco dell’Aquila con delega allo Sport, Giampolo Arduini – per il momento, però, la prevista capienza di 1.500 persone non può essere assicurata, mentre sarà garantito lo svolgimento delle attività sportive”.

“Per il completamento dell’opera – aggiunge Arduini – l’amministrazione si sta attivando per trovare la somma necessaria”.

Soldi che potrebbero arrivare anche dalla legge sulle donazioni raccolte dalla Regione nel post-terremoto appena approvata all’Emiciclo: “È una delle ipotesi – ammette Arduini – ma non l’unica, ma è certo che risponderemo al bando”.

Sui tempi il vice sindaco non si sbilancia: “Ci vorranno due anni dal momento dell’affidamento dei lavori, per il momento la Jics ci ha consegnato il progetto preliminare, siamo in attesa degli elaborati definitivi ed esecutivi”.

Il palasport di Centi Colella sarà costruito con le migliori tecnologie antisismiche già sperimentate in Giappone, tra cui delle piastre simili a quelle utilizzate per il progetto C.a.s.e., anche se gli isolatori sismici realizzati nella nazione asiatica avranno bisogno della certificazione europea.