L’AQUILA – Ritirare il ricorso contro la graduatoria finale del bando relativo ai cosiddetti ‘fondi Giovanardi’, per sbloccare finalmente le risorse congelate ormai da quattro anni destinate a finanziare iniziative sociali nei comuni del “cratere” sismico.

È il pressing che sarebbe in corso sul Comune dell’Aquila, ente che all’indomani della pubblicazione della graduatoria per la ripartizione degli 8,9 milioni di euro, fece ricorso al Tar del Lazio contro il dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri per alcune irregolarità riscontrate nel procedimento.

Su tali fondi è in corso un processo per tentata truffa che vede imputati Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere. I procedimenti amministrativi non hanno però nulla a che vedere con questa vicenda giudiziaria.

Il Tar laziale lo scorso luglio ha respinto il ricorso fatto dal Comune dell’Aquila e la vicenda si è spostata al Consiglio di Stato. In attesa del pronunciamento, tutto è  fermo: fondi e progetti, frutto dell’impegno di moltissime associazioni, giacciono in un cassetto a fare la muffa.

Per questo, stando a quanto si è appreso, si starebbe cercando di spingere affinché l’amministrazione comunale aquilana ritiri l’istanza.

Si erano rivolti al Tar per contestare la graduatoria anche i comuni di Bugnara e Cocullo: sebbene risultati primi in graduatoria, avevano ottenuto meno soldi di quelli richiesti. I due hanno infatti presentato una progettazione di 1 milione e 800 mila euro per la realizzazione di un ospizio, ma a essere finanziata è stata solo la parte relativa alla gestione, con 350 mila euro.

I giudici amministrativi in questo caso hanno dato ragione ai due comuni peligni, ma la situazione è comunque rimasta ferma.

I progetti finanziati, alla fine, erano risultati sei: su uno, quello da 3,5 milioni risultato ultimo classificato, secondo la procura dell’Aquila ci sarebbe lo zampino dei due accusati di tentata truffa, e riguarda i comuni di Acciano, Barisciano, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Fagnano Alto, Ocre, Poggio Picenze, Tione degli Abruzzi e Tornimparte.

Tra le varie possibilità per risolvere al meglio la questione e sbloccare le risorse, ci sarebbe anche quella di poter prendere questi soldi, 3,5 milioni, e distribuirli agli altri progetti, tra i quali anche quelli di Bugnara e Cocullo.

A spingere verso una pronta risoluzione anche la Regione Abruzzo, che secondo quanto appreso avrebbe contattato direttamente il capo di gabinetto del dipartimento per le Politiche per la famiglia sollecitando una conclusione in tempi brevi della vicenda.

A questo punto, però, appare chiaro che il nodo di tutto risiede nei ricorsi, in particolare in quello fermo al Consiglio di Stato, che allunga di parecchio i tempi affinché si metta un punto su tutta la vicenda.