L’AQUILA – “Siamo contente che la situazione si sia in qualche modo sbloccata ma il testo dell’emendamento genera confusione riguardo la corretta destinazione dei fondi per il centro anti-violenza”.
Queste le parole del legale dell’associazione Biblioteca delle donne – Centro antiviolenza melusine, Simona Giannangeli, in riferimento allo stanziamento di 3 milioni di euro contenuto nel maxi emendamento alla legge di stabilità nella parte che riguarda la ricostruzione dell’Aquila e del cratere.
La somma era stata prevista sin dal 2009 dall’allora ministro Mara Carfagna e destinati alle politiche di genere nel post-sisma, quindi nel 2011, con un’ordinanza firmata dall’ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, le risorse erano state spacchettate e destinate in parte alla diocesi dell’Aquila che, attraverso il “progetto Samaria”, si sarebbe dovuta occupare della realizzazione di un nuovo centro antiviolenza.
“Si parla di 3 milioni destinati alla Provincia dell’Aquila per costruire, d’intesa con il Comune, un centro poliedrico per le donne. È sicuramente una novità positiva – aggiunge la Giannangeli – ma adesso aspettiamo decisioni concrete: come centro anti violenza operiamo già dal 2007 e, proprio per questo, chiediamo semplicemente che questi fondi, al di là delle future iniziative, possano andare a finanziare innanzitutto ciò che già esisteva prima del terremoto”. Mariangela Speranza



