L’AQUILA – “Sono particolarmente grato al capo dello Stato per aver indicato L’Aquila e Coppito come sede di questa cerimonia. Le ferite sono ancora visibili in questa città, ma proprio in questo territorio sfregiato come l’Emilia, l’opera delle forze armate e di polizia si è dimostrata indispensabile per fornire soccorso”.

Questa la sottolineatura del presidente del Consiglio, Mario Monti, ieri in visita all’Aquila per la seconda volta da quando risiede a palazzo Chigi, in occasione del 238° anniversario della fondazione della Guardia di finanza, celebrato nella Scuola ispettori e sovrintendenti del corpo alla periferia Ovest del capoluogo.

Oltre al premier, all’Aquila è tornato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo essere venuto l’ultima volta oltre un anno fa in occasione del secondo anniversario del sisma.

“Ricordo di essere stato qui per un’altra cerimonia, molto triste”, ha detto il capo di Stato ai cronisti prima di ripartire per Roma, poco prima di mezzogiorno, andando indietro con la memoria e riferendosi ai funerali di Stato del 10 aprile 2009.

Ma Napolitano ha anche rievocato una sua visita ancora precedente, la prima, che ci fu un anno dopo la sua elezione per una cerimonia simile, nel 2007. E dato che anche quella fu una giornata molto calda, l’inquilino del Quirinale ha scherzato con il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente: “Ho capito che lei non governa il caldo!”.

È stata una visita lampo, come ampiamente preannunciato: il capo dello Stato è arrivato intorno alle 11 ed è rimasto circa un’ora, poco di più Monti. Impossibile, in un contesto del genere, affrontare gli scenari della ricostruzione con le massime cariche dello Stato da parte della governance, lo stesso Cialente e il commissario Gianni Chiodi, che hanno scambiato solo poche parole.

Alla Scuola ispettori e sovrintendenti di Coppito delle Fiamme gialle anche il vice presidente del Senato Vannino Chiti e quello della Camera Antonio Leone. Dei tre partiti che sostengono il governo Monti, Pdl, Pd e Udc, c’era in rappresentanza di quest’ultimo il segretario Lorenzo Cesa accompagnato dal docente dell’ateneo aquilano Sergio Tiberti.

NAPOLITANO A CIALENTE: ”LEI NON GOVERNA IL CALDO!”

“Ho capito che lei non governa il caldo!”.

Con questa battuta il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha salutato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ricordando un’altra sua visita nel capoluogo, quella del 2007, quando entrambi si erano insediati da poco e prima degli sconvolgimenti del terremoto.

Una visita flagellata dal caldo, quella di cinque anni fa per il 233° anniversario della fondazione della Guardia di finanza, con numerosi svenimenti di militari in divisa sotto al sole cocente.

Una scena che in misura minore si è ripetuta nella visita di oggi, quella del 238°, oltretutto troppo rapida e rigidamente regolata sui tempi e le procedure istituzionali per poter intavolare discussioni approfondite sulla ricostruzione come si sperava alla vigilia.

Napolitano, comunque, ha fatto a tempo a rincuorare il sindaco, “Si faccia forza e tenga duro”, in vista dei cinque anni non certo facili che lo attendono.

Saluti di prammatica invece quelli con il più algido presidente del Consiglio, Mario Monti, che ha parlato brevemente tanto con Max quanto con il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

I DISCORSI ISTITUZIONALI


IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO ALLE FIAMME GIALLE

Questo il testo del messaggio inviato dal presidente della Repubblica in occasione del 238° anniversario di fondazione della Guardia di finanza.

IL MESSAGGIO

Rivolgo il mio deferente pensiero a tutti i finanzieri caduti nell’adempimento del dovere e rendo omaggio alla bandiera, simbolo di dedizione al servizio e alla nazione.

Istituzione di gloriose tradizioni, moderna ed efficace, dotata di personale altamente qualificato e mezzi di avanzata tecnologia, la Guardia di Finanza costituisce oggi fermo presidio della legalità per il benessere dei cittadini, il risanamento dei conti pubblici e la crescita del paese.

Nell’attuale travagliato periodo di crisi che stanno vivendo l’Europa e l’Italia, rilevanza ancora maggiore assume l’impegno degli uomini e delle donne delle Fiamme Gialle nella lotta all’evasione fiscale e alle frodi, nel contrasto del riciclaggio di denaro, dei traffici illeciti, dell’immigrazione clandestina e, in generale, della criminalità organizzata in Italia e oltre confine.

In tale quadro e in quello più ampio di un sistema economico internazionale in rapida e profonda trasformazione, sempre più complesso e interdipendente, la Guardia di Finanza costituisce un’istituzione operativa centrale rispetto all’azione dell’autorità economica nazionale e comunitaria.

In tale prospettiva, essa concorre altresì, con le altre Forze Armate, alle missioni internazionali per la sicurezza e la stabilizzazione delle aree di crisi, ove garantisce un qualificato apporto alla ricostruzione delle istituzioni e delle strutture economiche e finanziarie, riscuotendo l’ammirazione dei contingenti dei paesi alleati e la riconoscenza delle autorità locali.

Con l’apprezzamento per la così rilevante attività svolta e i brillanti risultati conseguiti nei molteplici e articolati settori di intervento, formulo agli ufficiali, ai sottufficiali e al personale di truppa e civile della Guardia di Finanza, in servizio e in congedo, e ai loro famigliari i più fervidi voti augurali cui unisco un caloroso saluto. Viva la Guardia di Finanza! Viva l’Italia!

L’INTERVENTO DI MONTI: ”PRIORITÀ ASSOLUTA LOTTA ALL’EVASIONE”

“La lotta all’evasione fiscale – ha detto Monti – è una priorità assoluta per il nostro governo perché erode la legalità e mina il patto con i cittadini”.

Secondo il presidente del Consiglio, la Guardia di finanza è “un presidio insostituibile contro la criminalità finanziaria e un alleato preziosissimo per la lotta all’evasione fiscale”.

“La legalità è la miglior polizza di assicurazione per il futuro degli italiani – ha aggiunto – Saremo intransigenti con i più forti e comprensivi con i più deboli e avremo la capacità di saper distinguere i primi dai secondi”.

Parlando del cambio della guardia al vertice delle Fiamme Gialle, Monti ha detto che quella del generale Saverio Capolupo “credo sia stata una scelta consapevole e credo sia la scelta migliore”.

Il professore ha poi sottolineato di essersi trovato “di fronte a una scelta difficile in un contesto di grande qualità”, dopo aver vagliato la ‘storia’ professionale dei tre generali che erano candidati alla guida del corpo, tutti con “grandi qualità professionali”.

Il governo “ha dato alla Guardia di finanza strumenti nuovi e senza precedenti per una missione sempre più importante che è anche quella del controllo della spesa e della lotta alla corruzione per riportare l’Italia al livello degli altri Paesi”.

Così il premier Monti ha salutato l’insediamento del nuovo comandante Capolupo.

Ringraziando il comandante uscente Nino Di Paolo per l’impegno e la “grande professionalità” dimostrata in questi due anni alla guida del corpo, Monti ha rivolto i suoi auguri al nuovo comandante per “questa nuova sfida importante e grave”.

CAPOLUPO: ”SU EVASIONE DAREMO UNA RISPOSTA ADEGUATA”

Contro l’evasione fiscale ma anche contro la corruzione e per il controllo della spesa pubblica la Guardia di finanza darà “una risposta attenta e adeguata, leale e corretta”.

Lo ha assicurato il nuovo comandante della Guardia di finanza, il generale Saverio Capolupo.

“Ci attendono sfide molteplici e difficili, condizionate da una situazione economica particolare – ha aggiunto – ma sono fiducioso e consapevole delle attese di governo e cittadini”.

La crisi, l’evasione fiscale, la corruzione e la criminalità economica, ha spiegato il comandante delle Fiamme Gialle, “richiedono una risposta attenta ed adeguata, leale e corretta” che sia sostenuta dalla politica”.

“Non era facile prima e non sarà facile adesso – ha aggiunto Capolupo – abbiamo un carico di responsabilità enorme ma siamo confortati dalla responsabilità, correttezza, trasparenza e lealtà di ogni finanziere”.

Il nuovo comandante ha poi ricordato che il riconoscimento dato dal governo alla Guardia di finanza come polizia economico finanziaria è uno strumento indispensabile per i compiti assegnati al corpo.

“La lotta all’evasione fiscale fa parte della nostra cultura – conclude Capolupo – come lo sono il controllo della spesa pubblica e la corruzione. Due fenomeni legati tra loro che stiamo cercando di combattere”.