L’AQUILA – “Terre Nude”, rassegna di incontri su vari aspetti della cultura, legati dalla rappresentazione del vero e del reale tramite la cultura stessa, è la nascita della nuova piazza culturale aquilana, una vera e propria agorà, divisa fra l’asilo occupato e il dipartimento di Scienze umanistiche (ex facoltà di Lettere) dell’Università del capoluogo.
L’intenzione dell’evento è quella di “liberare” l’Università dalla propria veste puramente accademica per rilanciarla socialmente: il sapere torna a essere alla portata di chi vuole accoglierlo.
“Qui si fa cultura”, spiega ad AbruzzoWeb Davide Desiderio, studente di Lettere presso il polo umanistico aquilano e uno degli organizzatori dell’evento.
L’evento si è aperto lunedì scorso all’asilo occupato in viale Duca degli Abruzzi, e si è concluso ieri.
Il progetto prende vita dall’interazione fra studenti del polo umanistico che fanno parte dell’Asilo occupato e alcuni docenti dell’UnivAq, Antonello Ciccozzi, antropologo culturale, Massimo Fusillo, docente di letterature comparate, Anna Tellini, docente di letteratura russa, Luca Zenobi, docente di letteratura tedesca, e Ferdinando Taviani, storico del teatro.
Hanno partecipato anche gli attori Gerardo Mastrodomenico, dal cast di Diaz, e Luca Vonella, del progetto “Teatro a canone”.
Studenti e curiosi hanno assistito in gran numero agli incontri, tanto da riempire fino all’orlo l’aula dell’asilo che ha ospitato i vari dibattiti, spettacoli teatrali e proiezioni di film.
Dai singhiozzi di sgomento durante la proiezione del film sul G8 di Genova del 2001, alla comunione di pubblico e attore nel meta-teatro di Vonella, che ha portato in scena il disagio di coloro che “hanno perso la dimensione dell’irrealtà”, come ha commentato Taviani, dalla questione del ruolo del dipartimento all’interno del palcoscenico aquilano affrontata da Ciccozzi, al valore catartico del teatro nei gulag siberiani, di cui ha parlato la Tellini.
I dibattiti fra professori e ragazzi e il dialogo diretto fra artisti e pubblico, hanno arricchito promotori e spettatori, rendendo il concetto di “cultura libera”, a tutti i livelli. E soprattutto umana.
Eventi simili contribuiscono allo “svecchiamento” del sapere, rivitalizzano il centro storico, arricchiscono lo scenario culturale aquilano, combattono la disgregazione sociale della città. La ricostruzione è anche intellettuale.
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Perché “Terre Nude”?
Abbiamo pensato che in un luogo del genere, quale l’asilo occupato, si potesse creare una commistione tra la cultura accademica e universitaria e la spinta creativa “dal basso”, perché anche noi giovani possiamo insegnare qualcosa. È lo scambio di idee alla base di un’incontro-scontro culturale.
Cosa pensate della vicinanza tra l’asilo e il polo umanistico?
Non possiamo che esserne felici. Dopo tre anni c’è di nuovo un centro culturale in centro, scusa il gioco di parole! Ed è appunto per questo che abbiamo avuto l’idea di questi tre giorni di incontri, una sorta di gemellaggio artistico.
Che ruolo hanno avuto i docenti in questo evento?
Sono stati preziosi per noi, hanno voluto contribuire alla riuscita dell’incontro con i loro interventi, hanno portato l’Università dentro l’asilo. Sono rimasti anche loro soddisfatti, e altri docenti hanno manifestato la volontà di esprimersi in futuro. Questo ci fa pensare che non è escluso un seguito a Terre Nude…
Ci saranno altre iniziative simili?
L’idea è di riproporlo a breve e magari farlo diventare un appuntamento fisso. La maggior parte dei docenti ha detto che questa attività può essere complementare alla didattica! In anteprima dico che personalmente mi sto occupando della creazione, sempre nell’Asilo, di una biblioteca pubblica. Nel nostro centro storico aprono bar, ristoranti, pub, pizzerie… Va bene, ma la lettura? Per questo, insieme ad altri ragazzi, stiamo già raccogliendo donazioni di libri per permettere a chiunque la fruizione di letteratura a costo zero. Questo non c’entra con Terre Nude, ma appena la biblioteca e la sala lettura saranno pronte, pensavo a un’inaugurazione con qualche scrittore…
Si potrebbe pensare di sfruttare anche gli spazi che offre il polo umanistico per i prossimi eventi?
Sarebbe un piacere immenso! Questo dipenderà dal contributo che potranno dare i docenti per questo tipo di attività. Loro sono stati la colonna portante di questa iniziativa, spero che l’unione nata grazie a quello che abbiamo appena creato non si fermi qui. Certo, mi impegnerò in prima persona, ma tutto dipenderà dai docenti, io sono solo uno studente dell’ex-Lettere! Comunque siamo vicini di casa, ci guardiamo prima con sospetto, poi con curiosità… Ci rispettiamo, soprattutto. Alla fine troviamo per forza dei punti in comune.
Si può dire che eventi simili faciliteranno lo “svecchiamento” del sapere accademico, avvicinando i giovani alla cultura?
Sì e la cosa che mi ha colpito è che metà delle persone intervenute non hanno a che fare con le varie Università o accademie. Quando vedi ventenni aquilani che partecipano anche solo per curiosità, magari solo per aver visto il cancello aperto e le persone fuori a chiacchierare… Beh, allora credo che l’evento sia più che riuscito!






