L’AQUILA – Si preannunciano scintille nella riunione di questo pomeriggio tra i rappresentanti dei partiti di centrosinistra.
All’ordine del giorno la fissazione della data per elezioni primarie di coalizione, sulla quale c’è ancora da appianare divergenze che, nell’incontro tentutosi non più tardi di due settimane fa, ha fatto saltare tutto.
Nello statuto del Pd è scritto che le primarie debbono tenersi tra il 15 dicembre e il 22 gennaio dell’anno in cui si va al voto per le amministrative.
In casa democrat, dove è ancora tutto da sciogliere il nodo legato alla candidatura, fino a qualche giorno fa l’orientamento era quello di provare a chiedere la convocazione della consultazione popolare agli inizi del nuovo anno. Sia per provare a intavolare un discorso di collaborazione con i movimenti cittadini (anche se con “L’appello per L’Aquila” la strada dei comitati sembra segnata verso un percorso autonomo) sia per definire la questione del competitor.
Massimo Cialente, anche se non lo dice apertamente, sembra non volerne sapere di farsi da parte e i risultati dello studio di ieri, che lo danno al tredicesimo posto tra i sindaci italiani, lo conforterebbero nella sua aspirazione di ricandidatura.
Di contro l’Italia dei Valori preme per delle primarie da tenersi prima delle festività natalizie. Ed è su questo punto che si accenderà la discussione. I dipietristi hanno già palesato l’intenzione di candidare Angelo Mancini, che finora non ha rifiutato l’investitura del partito, e vogliono confrontarsi al più presto e testare il polso della città.
Una candidatura, quella di Mancini, che avrebbe il sostegno anche di altre forze di sinistra, come Prc, mentre Sel chiede da tempo le elezioni primarie. (red)




