L’AQUILA – Domani dalle 18 alle 20 in quasi 50 città italiane scenderanno in piazza oltre 250 realtà, tra associazioni, collettivi, insegnanti, studenti, forze progressiste ed esponenti dell’istituzioni, che si oppongono all’approvazione della risoluzione Sasso (Lega) che “vieta l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, tacciandola di essere espressione di una fantomatica ed inesistente ‘ideologia gender'”.

Ad organizzare i sit in Tocca a Noi e Tocca a Noi e Arcigay.

“Anche L’Aquila si mobilita contro l’approvazione della risoluzione Anti-gender del leghista Sasso”: domani, mercoledì 25 settembr,e alle ore 18.30, presso Corso Vittorio Emanuele (Quattro Cantoni) si terrà un sit-in di protesta “per sostenere l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole”.

Supportano l’iniziativa e aderiscono al manifesto le seguenti realtà del territorio: Associazione Donne TerreMutate, Associazione Donatella Tellini – Biblioteca delle Donne e Centro Antiviolenza, Fuori genere, Giovani Democratici Abruzzo, Giovani Democratici provincia dell’Aquila, L’Aquila Coraggiosa, Marsica LGBT, Presenza Femminista, Sinistra Italiana L’Aquila, Svergognat3.

“Non possiamo e non vogliamo restare indifferenti alla deriva illiberale e antidemocratica dell’Italia al tempo del Governo Meloni – spiegano le realtà organizzatrici – sentiamo il dovere e l’urgenza di reagire ed opporci con fermezza all’approvazione della risoluzione Sasso (Lega) che vieta l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, tacciandola di essere espressione di una fantomatica ed inesistente ‘ideologia gender'”.

“Il sit-in coinvolgerà associazioni e collettive, insegnanti e comunità studentesca, forze progressiste ed esponenti delle istituzioni anche in tante altre città – si legge ancora nella nota – Il messaggio è ovunque lo stesso: la scuola che libera tuttɜ è una scuola dove non c’è posto per i pregiudizi sessisti, razzisti, omolesbobitransfobici e abilisti. È una scuola che si fa comunità educante e spazio sicuro per tutte le persone che la attraversano; una scuola che condanna e rifiuta l’odio e la discriminazione”.

“Scendiamo in piazza anche per chiedere alle istituzioni di assumere un impegno concreto a sostegno dei progetti di educazione sessuale e affettiva nelle scuole che la risoluzione Sasso vuole mettere al bando, perché al contrario, rappresentano uno strumento indispensabile per la prevenzione e di contrasto al bullismo e alla violenza patriarcale, un presidio fondamentale per la tutela della salute riproduttiva e sessuale e per l’educazione al consenso – concludono le realtà organizzatrici – la risoluzione Sasso è solo l’anticamera di una legge anti-LGBTQIA+* che avvicina l’Italia a Paesi illiberali, antidemocratici e responsabili di numerose violazioni dei diritti umani come l’Ungheria di Orbán e la Russia di Putin. Ecco perché non possiamo stare a guardare, c’è bisogno di fare fronte unitario con quella maggioranza silenziosa che in questo momento non decide, ma sta dalla nostra parte. A tutte queste persone chiediamo di unirsi a noi e di non lasciarci sol3”.