L’AQUILA – Sono pronte ad adottare porzioni di mura urbiche, le associazioni aquilane che da sempre hanno a cuore il recupero della cinta muraria dell’Aquila.
La proposta è arrivata l’altro ieri da Cesare Ianni del gruppo civico Jemo Nnanzi, durante l’affollato convegno all’auditorium dell’Ance, nel quale l’architetto della Soprintendenza unica belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del cratere Antonio Di Stefano ha svelato il nome di Porta di Poggio Santa Maria, riaffiorata dai lavori di restauro della cinta muraria.
Il nuovo varco è stato riscoperto nel tratto di mura nei pressi della stazione ferroviaria, mentre il cantiere di recupero e valorizzazione dell’intera cinta muraria di 5 chilometri volge quasi al termine.
Durante il convegno Ianni è intervenuto proponendo alle associazioni, ma anche a tutti i cittadini, “di adottare parti di mura”, che nel corso degli anni sono state spesso preda di vandali, ma anche di erbe infestanti che ne hanno deturpato l’immagine.
“Sarebbe molto bello se le associazioni potessero prendersene cura, non solo per la pulizia, ma anche riferendo di volta in volta agli enti preposti la necessità di eventuali interventi”, afferma Ianni ad AbruzzoWeb.
“Ci stiamo finalmente per riappropriare del nostro monumento maggiormente identitario, simbolo della città territorio, poiché ogni tratto delle mura civiche venne costruito da un Castello fondatore – aggiunge – Sarebbe bello se le associazioni facessero rete intorno a questo sentimento, aprendo le porte anche a tutti i cittadini che volessero farne parte”.
A dimostrare interesse alla proposta di Ianni anche le associazioni di Italia Nostra e Archeoclub, da sempre in prima linea per la salvaguardia delle mura urbiche insieme al gruppo civico.
Il restauro delle mura è stato finanziato per 8 milioni di euro da fondi Por Fesr e per altri 3 dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici d’Abruzzo: manca ora solo l’ultimo tratto, quello che corre lungo viale Tancredi da Pentima che partirà a giorni.
“La cittadinanza attiva è un valore aggiunto per il capoluogo che si appresta a recuperare i suoi tesori – dice Antonio Muzi presidente di Italia Nostra – Le associazioni potranno adottare tratti di mura anche per prendersene cura e per richiamare all’attenzione delle autorità eventuali atti vandalici, oltre che a ripulire la cinta da erbacce e rifiuti”.
Lidea ha trovato il favore anche di Archeoclub.
“Ci occupiamo da vari anni delle mura – sottolinea Maria Rita Acone, presidente di Archeoclub – Prima del sisma la nostra associazione insieme a Panta Rei aveva presentato un piano di recupero di una passeggiata che girasse intorno alle mura. Siamo molto legatio a questo monumento per quello che rappresenta per la città. Per due anni, inoltre, abbiamo lavorato per eliminare i graffiti su Porta Tione”.
“Siamo d’accordo nell’adottare tratti di mura per poter meglio vigilare su un bene così importante – conclude – Auspichiamo che tutto il percorso venga presto recuperato”.



