L’AQUILA – Lavori in corso in due chiese aquilane del centro storico, quelle di San Marco e Santa Giusta, seriamente danneggiate dal terremoto del 6 aprile 2009 e messe ancor più in pericolo dalle scosse di quest’anno che ad agosto e ottobre hanno flagellato il Centro Italia.
SANTA GIUSTA
La chiesa di Santa Giusta è capoquarto, ovvero dà il nome a uno dei quartieri storici dell’Aquila, intitolato a San Giorgio come pure era l’antica denominazione dell’edificio sacro.
Come documentato settimane fa da AbruzzoWeb, le scosse hanno ampliato le fessurazioni esistenti e posto l’edificio sacro a serio rischio crollo, “diagnosi” confermata anche dagli esperti della soprintendenza che si sono messi in azione.
Con una procedura di somma urgenza sono state affidate nuove opere di messa in sicurezza alla Picalarga di Roma, impresa che sta già lavorando, dal 1° febbraio 2015, nella zona dell’abside, in “fondo” all’edificio sacro, ovvero la parte più danneggiata.
La chiesa è stata svuota degli arredi, custoditi altrove, il materiale è stato scaricato e nei prossimi giorni si provvederà a mettere in sicurezza la facciata, al momento ancora intonsa e splendidamente ripulita da precedenti lavori di restauro, eppure precaria.
All’interno, i lavori sono invece già in corso. L’obiettivo è concludere i lavori di qui a una decina di giorni, prima, comunque, delle festività natalizie.
SAN MARCO
A San Marco la situazione è simile, con i lavori urgenti cominciati dalla ditta Costruzioni Iannini che si è anche aggiudicata i lavori di ricostruzione da 6,5 milioni di euro, bloccati da una guerra burocratica e giudiziaria tra la committenza, la parrocchia, e il Comune capoluogo.
Motivo del contendere, le modalità di aggiudicazione di una parte dei lavori da 4 milioni: privati e, quindi, ad affidamento diretto secondo i proprietari; pubblici e, di conseguenza, inevitabilmente legati a un appalto europeo secondo l’amministrazione.
Anche qui la zona più danneggiata è quella dell’abside, sulla quale stanno lavorando in questi giorni i tecnici e gli operai; ma anche la facciata presenta numerose problematiche e rischia il distacco, perciò si dovrà mettere in sicurezza con urgenza, pure in questo caso prevedibilmente concludendo prima di Natale.
Tra le altre criticità, gli ulteriori puntellamenti laterali che “collegano” la chiesa sul lato destro a palazzo Sidoni e sul lato sinistro a palazzo De Marchis, quest’ultimo che ospitava una nota pizzeria prima del sisma: opere provvisionali che, sempre secondo i tecnici, hanno generato un pericoloso “effetto domino” nelle ultime scosse, e soprattutto impediscono ora di cominciare i lavori di riparazione pure in quei due edifici.






