L’AQUILA – Un uomo di 50 anni, Teodosio Fedullo, minaccia di gettarsi nel vuoto dal balcone di un’abitazione inagibile per protestare contro la mancata assegnazione di un alloggio.
Accade in queste ore in via dei Vestini, nel quartiere Banca d’Italia, nei pressi di via XX settembre.
L’uomo è salito sul balcone della sua abitazione, resa inagibile dal terremoto di tre anni fa e si è incatenato, minacciando di buttarsi. Sul muro, con uno spray, ha scritto: “La dignità dei miei figli calpestata dalla burocrazia”.
L’uomo è un dipendente di Thales Alenia Space e sarebbe già assegnatario di un alloggio al progetto C.a.s.e. di Coppito 3. Per esigenze familiari avrebbe fatto richiesta di un appartamento più grande, non ricevendo alcuna risposta.
L’uomo è sposato con una donna originaria dell’Ucraina: la coppia ha già un figlio piccolo ed è in attesa di un secondo, che nascerà tra tre mesi.
I due hanno quindi fatto richiesta di un alloggio più grande, con almeno una stanza in più per il bimbo in arrivo.
A questo, la Struttura per la gestuione dell’emergenza, stando a quanto si è appreso, ha risposto di inoltrare una nuova domanda solo una volta che il bimbo fosse venuto alla luce.
Una risposta che non è andata giù al signor Fedullo, che ha quindi deciso di mettere in atto la sua protesta.
Sul posto si sono recati gli agenti di polizia e le squadre dei vigili del fuoco con il “carro teli”.
Per il momento nessuno è entrato nell’abitazione per non innervosire l’uomo. Si attende l’arrivo del sindaco o di un delegato del Comune che tenti di dissuaderlo dal compiere l’insano gesto. (e.m.)
LA MOGLIE: “E’ L’ULTIMO PASSO CHE POSSIAMO DA FARE”
Sotto la palazzina inaginile, a guardare l’uomo incatenato sul balcone, oltre le forze dell’ordine, i giornalisti e i curiosi, c’è anche la moglie di Fedullo.
“È l’ultimo passo che ci è rimasto – dice – non sappiamo più cosa fare. Viviamo in un alloggio di 45 metri quadrati, questo inagibile è di 90, ma è ovviamente pericoloso stare lì”. (alb.or.)





