L’AQUILA – Dopo oltre 16 anni la Croce Bianca lascia il 118 dell’Aquila: il servizio terminerà al termine del turno della notte tra il 31 luglio e il 1° agosto.

A comunicarlo, in una nota, è la stessa Croce Bianca L’Aquila OdV-ETS che fa sapere che interromperà definitivamente la propria attività nell’ambito del servizio di emergenza territoriale 118 della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

“Si conclude così un percorso iniziato il 1° aprile 2010 che, per oltre sedici anni, ha visto centinaia di volontari, autisti soccorritori, soccorritori e infermieri garantire, giorno e notte, un servizio essenziale per il territorio aquilano”, viene sottolineato.

“Dopo aver già lasciato nelle scorse settimane la postazione di Barisciano, terminerà anche il servizio presso la storica postazione dell’Aquila, chiudendo definitivamente una presenza che ha rappresentato per anni un punto di riferimento nell’emergenza sanitaria del territorio”, viene aggiunto.

“Quella assunta dalla Croce Bianca è una decisione sofferta ma maturata con senso di responsabilità”, spiega l’associazione che aveva infatti scelto di non partecipare alla nuova procedura comparativa indetta dalla Asl, ritenendo che le condizioni economiche e organizzative previste “non fossero compatibili con una gestione sostenibile del servizio”.

Nonostante questa decisione, viene evidenziato, “la Croce Bianca ha continuato a garantire il servizio per diversi mesi oltre la naturale scadenza della convenzione, assicurando la continuità dell’emergenza territoriale fino al termine dell’affidamento provvisorio disposto dalla Asl e consentendo il completamento della procedura di subentro delle Organizzazioni di Volontariato risultate aggiudicatarie delle rispettive postazioni”.

“Le ragioni della scelta sono legate principalmente alla crescente difficoltà di sostenere economicamente il servizio. Negli ultimi cinque anni le continue proroghe della convenzione hanno reso impossibile programmare investimenti fondamentali, come il rinnovo delle ambulanze, mentre la nuova convenzione introduce ulteriori obblighi organizzativi a carico delle associazioni, mantenendo un tetto massimo ai rimborsi. Tra le principali criticità vi è anche la copertura del personale infermieristico. La convenzione riconosce, per una postazione H12, un rimborso di 4.600 euro mensili. Tuttavia, per garantire la copertura continuativa del servizio sono necessari almeno tre infermieri, con un costo complessivo di circa 9.000 euro al mese. Un divario economico che rende estremamente difficile sostenere il servizio senza dover ricorrere a risorse proprie”.

La Croce Bianca ribadisce che “tutto il personale impiegato nel servizio di emergenza è sempre stato regolarmente remunerato nel pieno rispetto della normativa vigente. La cessazione dell’attività nel 118 comporterà anche la perdita di importanti opportunità lavorative per numerosi autisti soccorritori, soccorritori e infermieri che in questi anni hanno prestato servizio con professionalità e dedizione”.

“Lasciamo il servizio con profonda amarezza, ma anche con la serenità di aver operato sempre con correttezza, trasparenza e nell’esclusivo interesse della collettività. Continueremo comunque a servire il territorio attraverso tutte le nostre altre attività istituzionali, dal trasporto sanitario ai servizi socio-assistenziali, dalla protezione civile all’antincendio boschivo”, conclude la nota.