L’AQUILA – “Durante le elezioni Alessandro Piccinini non ha mai sollevato il problema della mia incompatibilità e quando ha fatto ricorso la legge Barca ancora non era uscita. Già gli vagava in testa l’idea di rompere le scatole se fosse arrivato primo dei non eletti. Un’azione che ritengo spregevole, fatta solo per interessi personali”.

Velenosa la replica del consigliere comunale dell’Unione di centro, Piero Di Piero, che in base alla nuova normativa deve scegliere se continuare a essere amministratore oppure proseguire la sua attività di tecnico nella ricostruzione.

Un’incompatibilità su cui Piccinini, primo dei non eletti della lista della Vela, che sosteneva il candidato sindaco Giorgio De Matteis, ha presentato un ricorso già lo scorso giugno sulla scorta di una norma del 1982; oggi che il conflitto d’interessi è stato riattualizzato con la legge Barca, l’ex capogruppo di Alleanza nazionale è intervenuto ancora.

“Se vuole fare il consigliere comunale – la replica di Di Piero – Piccinini deve prendere i voti adeguati. Fa riferimento a una legge dell’Irpinia che non c’entra niente, mentre il Testo unico degli enti locali non prevede incompatibilità”.

L’architetto ricorda che “mi sono candidato con una legge che permetteva di candidarmi, quindi è ovviamente tutto regolare. In un secondo momento – aggiunge – la legge Barca ha tirato fuori questo problema che ritengo incostituzionale. Non può essere retroattiva, ma solo futura”.

“Mi sono candidato – aggiunge – anche perché ritengo che in questo momento i tecnici in Consiglio siano determinanti. Non lo penso solo io, ma anche il sindaco, Massimo Cialente, in tempi non sospetti disse che la professionalità non doveva essere persa”.

Nel merito della questione Di Piero spiega che “ho incaricato un professore di diritto costituzionale, Tommaso Frosini, di studiare la vicenda della mia presunta incompatibilità, solo dopo deciderò cosa fare”. (alb.or.)