L’AQUILA – Comincia a muoversi la politica aquilana e regionale per la vicenda del call center Inps-Inail-Equitalia dell’Aquila.

Vicenda che rischia di veder andare in fumo 560 posti di lavoro di cui il 25 per cento composto da disabili, un pezzo consistente di un comparto che in tutto l’Abruzzo dà lavoro a più di 4 mila persone, di cui oltre 1.500 nell’Aquilano.

Il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha annunciato oggi di aver messo a punto “un’idea da coordinare con il vice presidente della Giunta regionale con delega alle Attività produttive, Giovanni Lolli“, idea che verrà spiegata domenica “a un politico molto importante”.

“Sono in costante contatto con Lolli – ha dichiarato ad AbruzzoWeb il governatore piddino – la nostra sarà una iniziativa all’altezza della situazione. Vogliamo essere di sostegno e di supporto”.

Lo stesso D’Alfonso oggi aveva espresso soddisfazione per “i 37 mila occupati in più che si sono determinati nel corso dei primi 24 mesi della nostra amministrazione. Ormai tutti gli istituti, Istat, Svimez, Cresa, registrano la ripresa dell’occupazione nella nostra regione”.

Lolli, nel frattempo, ha già cominciato a tessere una tela politica con Roma, mentre la senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, ha annunciato una interrogazione parlamentare “sulle ultime disposizioni dell’Inps in merito alle nuove procedure di gara per il servizio dei contact center Inps-Inail-Equitalia, che rischiano di provocare una carneficina sociale”.

Il consigliere regionale aquilano del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci, sta per presentare insieme al capogruppo del Pd in Consiglio comunale all’Aquila Stefano Palumbo, e al segretario del Pd aquilano Stefano Albano, una risoluzione in Consiglio regionale con cui si chiede alla Regione Abruzzo di impegnarsi immediatamente a livello nazionale per la “corretta applicazione della clausola sociale con cui si deve assolutamente salvare l’occupazione”.

La preoccupazione sulla situazione aquilana, d’altra parte, è “figlia” di due “filoni”: uno riguarda appunto le nuove procedure che rischiano concretamente di produrre una gara per l’assegnazione della commessa a un clamoroso, quanto drammatico, massimo ribasso; un altro, riguarda proprio la clausola sociale, la cui applicazione non è ben vista ai “piani alti” a Roma e che prevede la continuità del rapporto di lavoro degli attuali addetti con l’azienda subentrante.

Al Comune dell’Aquila, si sono ufficialmente anche i consiglieri di opposizione di Noi con Salvini Luigi D’Eramo, Emanuele Imprudente e Daniele Ferella.

Domani, una delegazione di lavoratori del contact center incontrerà Giovanni Lolli.

Sabato 26 novembre, nella sala convegni della casa del Volontariato, alle ore 10.30, ci sarà spazio per un’assemblea aperta organizzata dalla associazione Lavori@mo per L’Aquila, la prima a lanciare l’allarme sul rischio di gara al massimo ribasso.

L’affidamento del servizio aggiudicato nel 2010, è scaduto il 15 giugno 2016 ed è stato prorogato fino al 31 dicembre 2016.

A gestire il servizio, l’azienda Lavorabile per conto di Transcom.

Nei giorni scorsi avevano fatto particolarmente rumore l’arresto del  titolare di Transcom, Roberto Boggio, e le dimissioni del direttore generale dell’Inps, Massimo Cioffi.