L’AQUILA – È un giorno importante per l’intera comunità di Preturo, frazione ad ovest del comune dell’Aquila: a due anni dalla chiusura della scuola elementare, risultata pericolosa sismicamente, sono stati oggi inaugurati i lavori di rifunzionalizzazione di una struttura inutilizzata dell’Ater, che in tempi record, entro maggio, ospiterà i piccoli alunni, in un edificio sicuro simicamente, a risparmio energetico.
Presenti alla simbolica posa della prima pietra il consigliere Roberto Junior Silveri, gruppo misto, in rappresentanza del Comune dell’Aquila, l’assessore regionale Guido Liris, ex assessore Opere pubbliche del Comune dell’Aquila, il presidente dell’Ater, Isidoro Isidori, la dirigente scolastica Monia Lai, l’architetto Francesco Montazzoli.
Gli operai della Md appalti, in realtà sono già al lavoro. L’importo dell’intervento sarà di appena 300 mila euro, cifra contenutissima, al confronto di quelli che occorre per realizzare edifici scolastici ex novo. L’intervento prevede di ripensare in toto gli spazi di quello che stato prima del sisma un centro polivalente a servizio del vicino quartiere di case popolari, ora inagibili e poi, dopo il sisma e in fase di emergenza, sede della Protezione civile e Croce Rossa.
Come spiega l’architetto Montazzoli, “sono state effettuate delle verifiche sismiche sull’edificio che è risultato idoneo ad accogliere un edificio scolastico. Il progetto prevede di adeguare tutti gli spazi ad una fruizione ottimale per gli studenti. Al piano terra avremo le aule della prima e della seconda classe, con tutte le funzioni adibite all’attività scolastica, e una sala centrale che sarà uno spazio polifunzionale con pareti mobili che si apriranno e si chiuderanno per rendere flessibile lo spazio. Al secondo piano ci saranno le aule della terza, quarta e quinta classe, con servizi multimediali e anche qui un grande spazio comune da adibire alla didattica. I tetti saranno predisposti per collocare pannelli fotovoltaici. Grande cura sarà infine accordata all’aspetto estetico: sarà una scuola colorata e accogliente”.
Ha poi aggiunto Silveri, residente a Preturo, in prima linea in questo progetto: “La chiusura della vecchia scuola, risultata negativo sulle prove anche di vulnerabilità a novembre del 2017 è stata per tutti una doccia fredda – spiega ad Abruzzoweb – . Vincente ora si dimostra la scelta, fatta da subito, di utilizzare una struttura già esistente, ovviamente sicura sismicamente, per minimizzare i tempi di realizzazione, e i costi dell’intervento, anche perché qui a Preturo si poneva il problema di individuare un terreno edificabile ed idoneo. Ringraziamo l’Ater per disponibilità che ha dato di questa struttura”.
L’iter è cominciato nel 2018, con Liris assessore comunale alle opere pubbliche, prima della sua elezione in Regione a febbraio 2019
“Questo intervento è la prova tangibile di quanto sia importante il principio della continuità amministrativa – afferma l’assessore regionale -, ovvero portare a termine i processi a prescindere di chi ricopra il ruolo di competenza. L’esigenza di restituire nel più breve tempo possibile una scuola elementare alla frazione di Preturo, è stata da subito espressa dall’intera comunità, dai genitori e dal corpo docente, c’è stata una vera e propria mobilitazione, a cui il Comune ha saputo dare un adeguata e soddisfacente risposta. Mantenere vive le frazioni e i piccoli centri, è fondamentale”.
Dal canto suo il presidente Ater Isidori afferma che “abbiamo lavorato in forte sinergia con il Comune, e su stretto impulso della Regione, per poter in tempi brevi mettere a disposizione questa struttura, che prima del sisma ospitava un centro polivalente a servizio dell’adiacente quartiere di case popolari, poi danneggiate dal terremoto, e per le quali stiamo lavorando alla ricostruzione. Questa scuola è solo il primo passo di rinascita dell’intera area, e che non può non cominciare dai bambini”.
A far comprendere l’importanza di questa scuola, quando aprirà i battenti a settembre, la dirigente scolastica Monia Lai.
“Ricordo come fosse ieri quando il sindaco ci comunicò, che la scuola elementare era da evacuare immediatamente, perché pericolosa, con un indice di vulnerabilità pari quasi allo zero.
In un giorno abbiamo svuotato l’edificio delle nostre cose, e da allora è iniziata la diaspora, con disagi per le famiglie. I 13 bambini, che a settembre saranno 19, frequentano ora il Musp di Sassa, i loro fratellini piccoli frequentano l’asilo qui a Preturo, e questo comporta tempi e costi di spostamento superiori per i genitori. Tutto ciò ha creato un vuoto all’interno della comunità perché comunque la scuola è un punto di raccordo tra le generazioni, tra il territorio e i suoi abitanti”.
LA DIRETTA:



