L’AQUILA – Non ci sono colpevoli per il crollo del palazzo all’Aquila in via XX Settembre 79, dove nella notte del 6 aprile 2009 morirono 9 persone e altre rimasero ferite.

Lo ha sentenziato la Corte d’Appello del capoluogo, confermando le assoluzioni di primo grado del 14 dicembre 2014 per costruttori e tecnici che realizzarono il nuovo palazzo Belvedere situato accanto a quello imploso.

Si tratta di Armido Frezza, Francesco Laurini, Diego Scoccia, Pietro Paoloni, Enrico De Cristoforo, scagionati dalle imputazioni di omicidio colposo e lesioni gravissime.

Tra le vittime di questo crollo la studentessa laziale Giulia Carnevale, alla cui memoria dopo il sisma sono stati intitolati un campus per 250 a studenti a Pizzoli (L’Aquila), ancora chiuso, e una scuola materna nella frazione di Onna.

La tragedia ha segnato anche la vita dell’avvocato aquilano Maurizio Cora, che in questo crollo ha perso la moglie Patrizia e le giovani figlie Alessandra e Antonella. “Non so ancora se ricorreremo in Cassazione, attendo di leggere le motivazioni”, spiega il legale ad AbruzzoWeb.

Come riportato dal quotidiano Il Centro, ieri nell’ultima e decisiva udienza i legali delle parti civili hanno chiesto ai giudici di riaprire l’istruttoria con una nuova consulenza per dimostrare quanto sostenuto invano in primo grado.

Ovvero, che il nuovo edificio “Belvedere” sarebbe stato realizzato troppo a ridosso di quello crollato e l’effetto di trascinamento e trasmissione delle scosse da un fabbricato all’altro sarebbe stato determinante a causare il collasso.

Inoltre, il palazzo imploso, “Cioni-Berardi”, realizzato 50 anni fa, sarebbe stato edificato secondo le norme in vigore e, dunque, non sarebbe imploso per difetti costruttivi.

Ma dopo due ore e mezzo di camera di Consiglio, il collegio giudicante, composto dai magistrati Carla De Matteis (presidente), Maria Gabriella Tascone e Flavia Grilli, ha ritenuto di confermare l’assoluzione “per non avere commesso il fatto” disposta dal giudice monocratico del tribunale Giuseppe Grieco, condannando le parti lese anche al pagamento delle spese di giudizio.

Questo anche sulla scorta delle richieste del sostituto procuratore generale Ettore Picardi, rappresentante della pubblica accusa, che nella mattinata aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado.

Nel corso del procedimento, durato cinque anni e con l’intervento di dieci periti, gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Ernesto Venta, Ascenzo Lucantonio, Massimiliano Venta, Giuseppe Marazzita, Floriana De Cristofaro, Amedeo Ciuffetelli. Alberto Orsini