L’AQUILA – Si aggrava la crisi dell’Aquilana società multiservizi (Asm), partecipata del Comune dell’Aquila che gestisce la raccolta dei rifiuti, con il rischio sempre più concreto di mobilità e licenziamenti per alcuni dei 160 dipendenti, a causa del debito milionario.
È lo scenario desolante che emerge al termine di una riunione che si è svolta oggi con l’amministratore unico dell’azienda, Rinaldo Tordera, il primo cittadino, Massimo Cialente, e alcuni sindacati, spaccati tra loro.
Al vertice erano presenti Cgil, Cisl e Fiadel mentre è stato disertato da Uil e Ugl, queste ultime sigle su posizioni molto più oltranziste.
Scopo dell’incontro il “raffreddamento” dello stato di agitazione lanciato dalla stessa Cgil che almeno per ora, nonostante la situazione che si fa più pericolosa per i lavoratori, è destinato a placarsi.
“Non si sono verificate alcune previsioni di ricavo per nuovi servizi, contribuendo a peggiorare la situazione economico-finanziaria nell’ultimo trimestre del 2014 – ammette Tordera ad AbruzzoWeb – La situazione permane tragicamente delicata, pertanto ritengo possibile la decisione di attivare quanto previsto dal decreto 147/2013, così chiaramente indicatomi dal sindaco Cialente nella sua lettera del luglio scorso”.
Missiva nella quale il primo cittadino ricordava a Tordera le nuove disposizioni che impongono ricollocamento, mobilità e in ultimo licenziamento in caso di esuberi nelle società pubbliche.
Sempre nella riunione di oggi è stata stracciata anche la discussa intesa siglata lo scorso 1° agosto che prevedeva il taglio del 50% delle ferie per i dipendenti. Una misura tampone, che avrebbe portato al risparmio per l’Asm di appena 400 mila euro, bazzecole rispetto al debito milionario.
Passivo che si cerca di colmare in ogni modo. Solo qualche giorno fa Tordera ha annunciato di voler inoltrare un decreto ingiuntivo nei confronti dell’amministrazione comunale per i circa 4,5 milioni di euro di crediti ancora non versati dall’ente dal 2007 a oggi.
Ai crediti vantati da Comune si aggiunge anche la perdita di 2,3 milioni di euro nel bilancio dello scorso anno e una previsione negativa per il 2014 di meno 1,2 milioni circa.
Somma, quest’ultima, che come denunciato dalle rappresentanze sindacali “eroderebbe l’intero capitale sociale di 944.900 euro, determinando in tal modo la liquidazione immediata dell’azienda”. Alberto Orsini



