L’AQUILA – Tirchi? A dir poco. Gli imprenditori edili che hanno affondato le zanne nella grande torta di soldi pubblici stanziati per la ricostruzione dell’Aquila si scoprono super taccagni nel ridare indietro qualcosa per il capoluogo in termini di investimenti sulla cultura, sullo sport, sul sociale.

Nella “top 15” delle aziende che hanno incassato di più per i puntellamenti, infatti, solo in quattro hanno partecipato alla maxi-colletta promossa dall’associazione costruttori (Ance) per il salvataggio dell’Aquila Rugby dalla cancellazione.

Altre undici ditte non hanno cacciato un euro che è uno, pur avendo ricevuto da circa 3,5 fino anche a 7 milioni di euro, con un margine di guadagno altissimo, tolte le spese, anche in considerazione delle procedure urgenti per l’emergenza.

Una situazione che non sfugge al presidente provinciale Ance, Gianni Frattale, che dopo aver esaminato le cifre ha sospirato: “I quattrini bisognerà stanarli”.

Una situazione, inoltre, che AbruzzoWeb aveva promesso di tenere sotto controllo, quella della “restituzione” morale di una parte anche piccola di quanto incassato dalle aziende per rifare le case degli aquilani e degli enti: una battaglia per la “ricostruzione equa” che, alla luce delle difficoltà post-terremoto, appare più che mai doverosa.

E invece è bastato un primo caso in cui i costruttori sono stati chiamati all’appello, quello della maxi-colletta per i neroverdi, per portare alla luce una tendenza al “braccino corto” che non fa onore alla categoria.

Già in termini assoluti le cifre della raccolta avevano fatto arricciare il naso: è vero che gli iscritti Ance hanno raccolto 150 mila euro, che non sono bruscolini, ma è altrettanto vero che, a contributi congrui a quanto richiesto per ogni azienda, 30 o 20 mila euro, se ne sono aggiunti altri a dir poco risibili, poche migliaia di euro e perfino uno da 300, leggasi trecento euro.

La taccagneria appare ancor più evidente oggi, se si confrontano le cifre delle donazioni con quelle liquidate alle aziende per la messa in sicurezza degli edifici, aggiornate al 26 luglio scorso, cioè proprio quando è partito il tam tam della maxi-colletta (obiettivo previsto, 600 mila euro) per il club della palla ovale.

Questo è solo un primo esempio. Questo giornale continuerà nella sua ricerca di chi dal post-terremoto prende e basta, senza dare indietro nulla, esaminando i conti anche della ricostruzione “pesante”, quella degli edifici più danneggiati, che porterà a guadagni altrettanto milionari.

LA TOP 15 DELLE AZIENDE E LE DONAZIONI
 Azienda Incassi
per i puntellamenti
Versamento
per L’Aquila Rugby
 Ati Soccodato Unirest  9,57 milioni  15 mila euro
 Mancini Srl  7,25 milioni  
 Consorzio Stabile Edimo  6,80 milioni  30 mila euro
 Meg Costruzioni Srl  6,68 milioni  
 I Platani Srl  6,63 milioni  20 mila euro
 Dipe Costruzioni  5,70 milioni  
 Ati Sac Costruzioni Iannini  5,66 milioni  
 Archeores Srl  5,45 milioni  
 Fiordigigli Sabatino  4,85 milioni  
 Orione Costruzioni Generali  4,75 milioni  
 Tecnogroup Srl  4,47 milioni  
 Consorzio Proimeco  4,32 milioni  
 Soalco Sas di Italo ed Ennio Albani  4,03 milioni  
 Consorzio Federico II   3,41 milioni  
 Ati Mee Soccodato Edilfrair  3,36 milioni  30 mila euro
fonte: Comune dell’Aquila e L’Aquila Rugby 1936 Srl