L’AQUILA – I medici di provenienza universitaria avranno gli stessi diritti ma, soprattutto, gli stessi doveri dei colleghi ospedalieri, con i quali la rivalità è storica,nell’assistenza ai malati all’ospedale San Salvatore dell’Aquila: dovranno garantire la presenza per almeno 20 ore settimanali (15 per i medici a tempo definito), spalmati in almeno quattro giorni, mentre in precedenza godevano di maggiore libertà di azione considerato che le ore erano le stesse ma si potevano concentrare in due o, addirittura, in un giorno non essendo prevista una scadenza temporale. Tutto ciò fermo restando le ore da dedicare all’insegnamento dei studenti della facoltà.

È uno degli aspetti salienti della convenzione siglata tra Università dell’Aquila ed Azienda sanitaria numero 1, Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che norma l’utilizzo del personale universitario della facoltà di Medicina dell’Aquila per conto della Asl provinciale dell’Aquila presso l’ospedale del capoluogo.

IL TESTO COMPLETO DELLA CONVENZIONE (formato pdf)

Sempre stando alla nuova convenzione, saranno più puntuali i controlli sul tempo effettivo dei circa 70 professori universitari convenzionati con la Asl: qualora non venissero effettuare le 880 ore all’anno, scatterebbe la riduzione dello stipendio.

Come riportato all’articolo 4 della convenzione, inoltre, il personale tecnico-amministrativo di area socio-sanitaria e di area tecnica nelle unità operative convenzionate a direzione universitaria presterà attività ordinaria assistenziale per numero di ore non inferiore alle 20 settimanali, su cinque giorni. Detto personale è tenuto a svolgere l’ulteriore orario di lavoro settimanale per esigenze di supporto alla didattica ed alla ricerca, fino al raggiungimento delle 36 ore settimanali previste dal contratto.

Al varo dell’importante documento, per la verità criticato da più di un docente universitario, si è giunti nonostante il rettore, Ferdinando Di Orio, non fosse in perfette condizioni di salute per il malore (una colica addominale) che lo ha colto martedì mattina: la firma è avvenuta ieri nella stanza del reparto di cardiologia dove è ricoverato Di Orio, le cui condizioni migliorano sempre più, alla presenza dell’altro firmatario, il manager della Asl, Giancarlo Silveri. Hanno assistito alla fumata bianca avvenuta dopo una lunga trattativa, i professori Claudio Ferri, direttore del reparto di Medicina Interna e Sanità Pubblica, e Antonio Famulari, direttore dell’unità operativa complessa di Trapianti d’organo, che hanno partecipato ai lavori della commissione che ha predisposto la convenzione. Il documento era molto atteso visto che la convenzione era il primo gennaio 2010, quando è entrata in funzione l’azienda sanitaria unica per l’intero territorio provinciale.

Altro aspetto nodale della nuova convenzione che fa capire concretamente il riequilibrio del potere decisionale tra Asl e Ateneo è il percorso che porterà alla definizione del numero dei medici universitari convenzionati e dei primari: verrà stabilito, in base alle esigenze, d’intesa tra il direttore generale dell’azienda sanitaria e il rettore, a differenza di quanto accaduto finora quando quest’ultimo in pratica aveva campo libero. Attualmente il personale convenzionato è di circa 70 medici di cui 16 primari. Per questa delicata fase la convenzione prevede un atto aziendale. Si tratta comunque di un documento provvisorio, in quanto quello definitivo potrà essere stipulato dopo una intesa tra le facoltà di medicina dell’Aquila e Chieti e la Regione.

L’approvazione della convenzione è destinata a produrre una coda polemica considerando che già in sede di confezionamento della bozza, c’era stata la contestazione di una parte degli accademici, non ultimo Edoardo Alesse, professore ordinario di Patologia Generale, direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologiche. Dall’altra parte era stato difeso a spada tratta dai professori Annalisa Monaco, componente del Cda dell’università, e Carmine Marini e la preside della facoltà di Medicina, Maria Grazia Cifone, che siedono nel senato accademico e dall’ateneo stesso, i quali hanno ribadito la correttezza dell’iter amministrativo.

Ma i tamburi di guerra stanno ancora rullando e sembra che già la prossima settimana potrebbe esserci una conferenza stampa dei docenti che non hanno digerito la firma. Intanto, i protagonisti del nuovo corso sono soddisfatti: “La nuova convenzione nasce sulle esperienze degli ultimi anni  – spiegano i rappresentanti dei due enti – e consente un reale concorso di tutti al necessario miglioramento dell’offerta sanitaria alla popolazione”.