L’AQUILA – Il lato d’ombra del diritto, quello in cui la norma rimane cieca all’ “indegno”, lo maschera o peggio ancora lo promuove.

Questo il tema del convegno che si è tenuto questa mattina presso la Facoltà di Lettere e filosofia, dal titolo “L’ombra del diritto ovvero vicende di diritto indegno”, che ha purtroppo visto una scarsa partecipazione di pubblico, specialmente di giovani.

Un confronto interdisciplinare in cui sono state proposte alcune “letture” del tema della dignità, rintracciato non solo in testi giuridici ma anche in opere letterarie e cinematografiche.

Tra il nutrito gruppo di giuristi che ha approfondito queste problematiche, anche l’ex Garante della privacy Stefano Rodotà.

“Della dignità si parla in molti testi, a partire dalla Carta europea dei diritti fondamentali – ha spiegato il giurista – L’ampliamento della nozione di dignità fa sì che ci siano molte situazioni di ‘scarto’ tra la dignità come viene proclamata dai testi, tra cui la nostra Costituzione che all’articolo 3 proclama che tutti hanno pari dignità sociale, e quella effettiva, che poi porta alla violazione e alla nascita di situazioni di indegnità”.

Una “indegnità” che si assimila a una “riduzione di diritti”, contestualizzabile, oggi, al problema “scottante degli immigrati”, ha aggiunto Rodotà.

Tra i relatori, anche Paolo Zatti dell’Università di Padova, che ha tenuto un intervento dal titolo “L’esperienza dell’indegno”, un’indagine sul significato giuridico di dignità partendo dall’analisi di narrazioni, letterarie e filmiche, che hanno affrontato questo tema.

Durante il seminario è stato poi presentato il Trattato di biodiritto, il primo del suo genere in Italia, coordinato da Rodotà e Zatti e pubblicato dall’editore Giuffrè:  un’opera che per la prima volta affronta le varie problematiche giuridiche connesse ai progressi della scienza negli ultimi decenni e alla corrispondente evoluzione della vita sociale e del sentire comune.

Nella prima parte dell’incontro, oltre Rodotà e Zatti, sono intervenuti il professor Raffaele Morabito dell’ateneo aquilano, il professor Paolo Cappellini dell’Università di Firenze e Maria Rosaria Marella, docente all’Università di Perugia.

Alla seconda parte del convegno hanno preso parte Cosimo Mazzoni dell’Università di Siena, Gilda Ferrando dell’ateneo di Genova, il professor Checchini dell’Università di Padova, Angelo Venchiarutti dell’Università di Trieste ed Elisabetta Palermo dell’Università di Padova.