L’AQUILA – “Non c’è nessuna fronda, non ne abbiamo voglia, tempo e non è il nostro modo di agire”.
Lo afferma il portavoce del gruppo regionale del Popolo della libertà, Riccardo Chiavaroli, in riferimento al convegno di sabato all’Aquila, dove è prevista la presenza dell’ex ministro e attuale parlamentare Altero Matteoli, dove si ritroveranno una buona parte degli scontenti del partito e di altri spezzoni del centrodestra in rotta di collisione con i vertici berlusconiani.
Sull’iniziativa AbruzzoWeb aveva scritto un pezzo ieri, e oggi arriva la precisazione di Chiavaroli, che non ci sta a passare per un “insorto”.
“Il nostro appuntamento è solo una fase di quel percorso che abbiamo più volte annunciato: ossia la necessità di tornare a discutere, con chi ci vuol stare, di politica e di azioni concrete per il buongoverno”, spiega Chiavaroli.
“Quello che ci muove, con passione – conclude Chiavaroli – è il semplice anelito a contribuire attivamente a progettare e realizzare in concreto le riforme attuali e di prospettiva, anche all’interno del Consiglio regionale, di cui l’Abruzzo ha necessaria urgenza”.
LA NOTA COMPLETA
Gentile redazione,
mi permetto di intervenire in relazione al vostro articolo dal titolo “La fronda del Pdl si organizza, sabato Matteoli a L’Aquila”.
Il titolo è accattivante e parlare di fronda, soprattutto quando la politica regionale sembra essere stagnante, può catturare l’interesse dei lettori.
Ed in effetti il pezzo, godibilissimo, fa cenno al “dissenso” solo in qualche parte di commento, ma giustamente non calca troppo la mano in tale direzione.
Tuttavia voglio rassicurare i numerosissimi lettori di AbruzzoWeb.it (fra i quali mi annovero sempre e volentieri): non c’è nessuna fronda, non ne abbiamo voglia, tempo e non è il nostro modo di agire.
Più semplicemente, senza contrasti con nessuno e senza contrapposizione con il Pdl e i suoi vertici, il nostro appuntamento è solo una fase di quel percorso che abbiamo più volte annunciato. Ossia la necessità di tornare a discutere, con chi ci vuol stare, di politica e di azioni concrete per il buongoverno.
Il convegno organizzato per sabato, infatti, metterà a confronto alcuni protagonisti della vita politica regionale e nazionale per ragionare sui modi in cui far ripartire L’Aquila (intesa in questo caso non solo come città da ricostruire ma come paradigma di una politica che spesso non giunge a conclusione nelle cose da fare) e l’intero Abruzzo, cercando di rendere davvero “cittadini e territorio protagonisti della nuova politica” anche mediante il lavoro coordinato di liste civiche, reti di amministratori e movimenti politici ed istituzionali non imbrigliati nel perimetro, spesso necessariamente angusto, dei partiti classici.
Quindi nessuna fibrillazione e di conseguenza nessuna necessità di qualcuno che armonizzi tutto ciò; quello che ci muove, con passione, è il semplice anelito a contribuire attivamente a progettare e realizzare in concreto le riforme attuali e di prospettiva (anche all’interno del Consiglio regionale) di cui l’Abruzzo ha necessaria urgenza.






