L’AQUILA – Un Consiglio comunale con una maggioranza compatta, anche se potenzialmente ha già perso una pedina, la lista civica legata all’Italia dei valori “L’Aquila oggi”, e un’opposizione (o meglio più opposizioni) che hanno ancora tanta strada da fare per armonizzarsi e costituire una minaccia per Massimo Cialente.
Alla prima votazione di peso, quella del presidente del Consiglio, infatti, i sette consiglieri di Giorgio De Matteis, quello del Pdl e i tre candidati sindaci non eletti hanno seguito strategie diverse andando a tentoni in alcuni casi, tanto che la maggioranza si è potuta permettere anche qualche colpetto basso verso il riconfermato Carlo Benedetti.
Questa la matrice della prima assemblea civica andata in scena oggi nella sala “Spagnoli” di palazzo dell’Emiciclo dopo il rinnovo alle urne nelle elezioni del 6 e 7 maggio scorsi.
Un Consiglio molto, forse troppo simile a quello precedente, con una sola donna, Antonella Santilli del Pd, tanti volti noti e vecchie volpi, poche novità.
Oggi si sono appena scaldati i motori: eletto, al terzo scrutinio e con qualche asperità di troppo, il presidente del Consiglio, scelti anche i due vice presidenti, Ermanno Giorgi (Api) per la maggioranza e Roberto Tinari (Mpa) per la minoranza.
Votata infine la commissione elettorale e presentata formalmente la nuova Giunta di Max, mentre la mozione di Appello per L’Aquila a sostegno dei tre imputati del processo che si svolgerà a ottobre sul corteo del 7 luglio 2010 a Roma è stata trasformata in ordine del giorno, votato all’unanimità.
L’INIZIO
Convocato alle 9.30, dopo una selva di interviste e fotografie a nuovi e vecchi eletti il Consiglio è cominciato alle 10 in punto.
A presiedere la seduta in avvio il consigliere anziano, Maurizio Capri (Pd), che ha invitato i molti cronisti presenti a sospendere le interviste e i suoi colleghi a prendere posto, annunciando un minuto di raccoglimento per la morte di Angelo Onorato, medico nonché candidato scomparso ieri improvvisamente.
Dopo la convalida degli eletti e il giuramento di Cialente, è cominciata la procedura per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio.
LE PRESIDENZE
Antonello Bernardi (Pd) ha preso la parola, annunciando la ricandidatura di Benedetti, già ampiamente anticipata nei giorni scorsi. Per bocca di Emanuele Imprudente (Mpa), l’opposizione ha dichiarato di non voler votare nei primi scrutini, pur restando in aula. Un programma rispettato solo in parte.
Alla prima votazione non è stato raggiunto il quorum di 22 voti. Infatti 20 preferenze sono andate a Benedetti, 2 a Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo), 2 le schede bianche.
Al secondo scrutinio Benedetti ha ottenuto meno voti, 21, Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) 2, Fabio Cortelli (L’Aquila oggi) 1, Sergio Ianni (Pd) 1, 8 le schede bianche.
Successivamente Luigi D’Eramo (La Destra) ha chiesto una sospensione del Consiglio per fare il punto sulle strategie per questa elezione, probabilmente per chiedere ai suoi a che razza di gioco stessero giocando visti gli strani numeri.
Ma la proposta è stata respinta a maggioranza e si è proceduto alla terza votazione, che ha sancito l’agognata rielezione di Benedetti.
Erano 17 i voti necessari, il riconfermato ex Pdci ne ha raccolti 23. Sono stati 7 i voti per Ianni, 2 per Vittorini, 1 bianca.
Eletti anche i due vice presidenti: 17 voti per Giorgi (Api), 12 per Tinari (Mpa), 2 Di Cesare (Apl), e 2 Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila).
BENEDETTI: “SARO’ IL PRESIDENTE DI TUTTI”
“Ringrazio l’assise che mi ha confermato la fiducia – ha detto brevemente il rieletto – Sarò il presidente di tutti poiché ritengo che, soprattutto in questo momento, si debba rispettare l’istituzione del Consiglio comunale come espressione più alta della rappresentanza cittadina. Vorrei ricordare a quest’assemblea il dovere morale di mantenere sempre il doveroso senso di sobrietà”.
“Ognuno – ha aggiunto – dovrà portare il proprio ‘granello di sabbia’ per la ricostruzione, impiegando tutto il proprio sapere, il proprio impegno e il proprio entusiasmo. Siamo in una fase in cui l’asse è tornata finalmente in discesa ma i problemi sono tanti e questa assemblea avrà il difficile compito di traghettare la città verso il recupero della propria vita e del proprio sentirsi di nuovo una comunità”.
LA COMMISSIONE ELETTORALE
Si è votato anche per la composizione della Commissione elettorale del Comune. La votazione ha portato alla nomina di Vito Colonna dell’Mpa (8 preferenze), Ianni del Pd (10 preferenze) e Giuseppe Ludovici dell’Api (9 preferenze).
CIALENTE E LA GIUNTA CONTESTATA
“Un augurio a tutti per il lavoro che ci aspetta – ha dichiarato il sindaco Cialente durante il suo intervento in aula, nel corso del quale ha presentato la nuova Giunta – L’esecutivo è stato scelto secondo criteri che sono in parte legati alla necessità di garantire continuità nei processi amministrativi e gestionali, in parte volti ad assicurare adeguata rappresentanza alle liste cui i cittadini hanno accordato la propria fiducia e, infine, connessi alla volontà di conferire maggiore funzionalità e organizzazione a determinati comparti dell’amministrazione, da cui l’accorpamento di alcune deleghe che, nella precedente legislatura, erano distribuite tra più assessori”.
A contestare il sindaco, un po’ a sorpresa, la componente civica dipietrista con Fabio Cortelli di L’Aquila oggi.
L’‘erede’ politico del suo vecchio preside, Angelo Mancini, candidato sindaco fatto fuori dal Consiglio grazie a un cavillo dell’apparentamento, ha infatti ripreso lo spirito indipendentista rispetto alla maggioranza del suo mentore.
“Ci sono solo tre donne in questa Giunta, Cialente ha già disatteso un impegno”, ha sbottato.
LA MOZIONE PER GLI IMPUTATI DEL 7 LUGLIO PASSA COME ODG
Come poi annunciato, Di Cesare ha chiesto al Consiglio di votare una mozione a sostegno dei tre ragazzi, uno dei quali aquilani, rinviati a giudizio per resistenza a pubblico ufficiale dopo il corteo di Roma del 7 luglio 2010.
Mozione contestata da Benedetti nella parte in cui il Comune si sarebbe impegnato ad assumersi gli oneri delle spese legali, che il presidente ha definito non di competenza dell’ente, imponendo quindi di modificare quella parte.
A parte questo il presidente era disponibile a inserirla all’ordine del giorno in via straordinaria se tutti fossero stati d’accordo. Ma Vito Colonna (Mpa) si è opposto, chiedendo di non inserirla “per non mettere in difficoltà gli altri consiglieri per quanto riguarda il rispetto delle regole”.
Poco male: gli “Orange” hanno ripresentato il testo sotto forma di ordine del giorno ed è stato approvato all’unanimità (mancava solo Gdm, già andato via), anche se questo tipo di atto è meno stringente di una mozione. Alberto Orsini




