L’AQUILA – “Uscire dall’Euro, ma a sinistra”.

Una cinquantina di ‘fedelissimi’ hanno preso parte lo scorso venerdì alla nona edizione del Congresso del Partito della Rifondazione comunista dell’Aquila, Circolo ‘Alfonsina Casamobile’, presso la sala conferenze della Cgil.

“Un’occasione per analizzare a 360 gradi la situazione del partito sia a livello regionale che locale – il commento di Juchich, che ha aperto il congresso – un partito che però deve cominciare a fare autocritica cominciando da ciò che accade, o non accade, in nazionale, vista l’incapacità, nonostante gli sforzi di tutti, di riportare un progetto di sinistra anticapitalista dentro i palazzi del governo”.

Presenti, tra gli altri, il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Maurizio Acerbo, il segretario comunale Prc del circolo ‘Casamobile’, Goffredo Juchich, l’assessore comunale all’Assistenza alla popolazione, Fabio Pelini, il segretario provinciale del partito, Francesco Marola e il capogruppo Prc in Consiglio comunale, Enrico Perilli.

Al termine del congresso, è stato firmato un emendamento sull’uscita dall’Euro firmato anche da Juchich.

“L’euro – si legge in un passaggio del testo – è la più completa e la più perniciosa espressione del carattere neoliberista ed antipopolare dell’Unione europea. Infatti, in quanto moneta eguale per economie notevolmente diseguali, ed in quanto moneta votata ad una granitica stabilità e contraria ad ogni fisiologica svalutazione, esso riproduce ed approfondisce automaticamente gli squilibri commerciali fra i diversi Paesi, e favorisce l’indebitamento degli uni e l’arricchimento degli altri. A prescindere dalle politiche di volta in volta adottate dall’Unione, il meccanismo dell’euro impone quindi, con la forza apparentemente oggettiva e naturale delle leggi economiche, la subordinazione dei Paesi del sud e la centralizzazione dei capitali nel centro-nord del continente”.

“Inoltre, non consentendo la svalutazione del denaro – si legge ancora – esso impone la continua svalutazione del salario, e la connessa restrizione dei diritti dei lavoratori e dei cittadini. Per tali vie le divaricazioni territoriali e le divaricazioni di classe si alimentano a vicenda: un mercato del lavoro duale (oltre a minare alla radice la possibilità di una lotta unitaria dei lavoratori europei) deprime in particolare i salari del sud; a sua volta la depressione dei salari aggiunge il calo della domanda interna al deficit di esportazioni, e contribuisce all’arretramento dei Paesi meridionali, destinati, in tempi più o meno rapidi, ad un inevitabile declino. Per tutti questi motivi ogni trasformazione delle politiche e degli stessi Trattati costitutivi dell’Unione che non elimini il sistema della moneta unica costruendo, nel rapporto tra aree economiche più omogenee, elementi significativi di sovranità monetaria e la possibilità di momentanee svalutazioni, è destinata a mostrarsi presto o tardi inefficace”.

ACERBO, ”NOI COERENTI, A L’AQUILA GIUSTE BATTAGLIE CONTRO BERLUSCONI E BERTOLASO”.

“Noto con piacere che nonostante la presenza nella maggioranza all’Aquila, il Prc mantiene la propria autonomia, la propria anima – le parole di Acerbo – d’altra parte il nostro è un partito con le idee chiare, ma è pure un cantiere sempre aperto. Sull’Aquila sarà importante continuare a dialogare con i comitati cittadini, le uniche critiche fondate sulla gestione del post-terremoto al governo dell’emergenza del duo Berlusconi-Bertolaso, l’ex premier e l’ex capo della Protezione civile, sono arrivate solo da questa parte e oggi tutti si accorgono che avevamo ragione”.