L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila dovrà sborsare sessantamila euro per pagare un lavoro mai portato a termine dall’architetto Francesco Karrer, che nel 2001 fu incaricato dall’amministrazione guidata dall’allora sindaco Biagio Tempesta di redigere il nuovo piano regolatore della città.
Con la determinazione dirigenziale numero 31 del 13 luglio scorso, infatti, l’Ente ha preso atto del decreto ingiuntivo emesso dal tribunale dell’Aquila nel novembre 2011 con cui si impone il pagamento di 60.053,60 euro.
Tutto nasce nel gennaio 2011 quando la giunta comunale deliberò il conferimento al professor Karrer, urbanista e presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, l’incarico di curare e redigere il nuovo Prg del capoluogo, di organizzare gli uffici competenti e coordinare tutte le fasi del processo di formazione dello strumento urbanistico del capoluogo, ormai datato 1974: un incarico da 250 mila euro complessivi.
In corso d’opera, come riportato nel ricorso presentato dall’avvocato Alessandra Ferri, “La Giunta comunale decise di far proprio il concetto di ‘pianificazione strutturale’ e di osservarne i criteri formativi”. Un passaggio che portò alla rimodulazione della convenzione tra Comune e professionista, che la sottoscrisse, relativamente ai compensi e alle modalità di pagamento.
Il 25 luglio 2008 il sindaco Massimo Cialente comunicò per iscritto all’esponente la revoca dell’incarico, annunciando la corresponsione di quanto dovuto ai sensi della convenzione così come era stata modificata ovvero il 38 per cento del totale, essendo ormai giunta a conclusione la terza fase dell’iter procedurale che aveva portato alla redazione del cosiddetto ‘piano strutturale’. In precedenza erano già state corrisposte a Karrer, in tre diverse tranche, le somme di 25 mila euro, 62.500 euro e 32.278.56 euro a cavallo tra il 2001 e il 2002.
Nell’ottobre 2008 fu recapitata al Comune la fattura per la liquidazione della somma spettante da Karrer ma “Inspiegabilmente – si legge nel ricorso – il Comune, che pure ha ricevuto da oltre tre anni la fattura da esso stesso richiesta, non ha effettuato il pagamento di quanto dovuto. In vero, il Comune, nelle vie brevi, ha ascritto il ritardo alle difficoltà organizzative sue proprie oltre a quelle (eccezionali) conseguenti al sisma del 2009”.
L’Ente, comunque, si preoccupò di chiedere una nuova trasmissione della fattura, che fu inviata per ben due volte nel novembre del 2010 ma “ciò nonostante – aggiunge il legale di Karrer non ha ottenuto il pagamento della somma dovuta ” ovvero 50.240,92 che tra interessi e mora sono diventati circa 60 mila.





