L’AQUILA – Arriverà oggi l’attesa certificazione di fine dei lavori a palazzo Fibbioni-Lopez, uno dei “quattro cantoni” del cuore del centro storico dell’Aquila, dove entro l’estate, in forte ritardo sulle promesse, dovrebbero tornare alcuni uffici chiave del Comune capoluogo a 6 anni dal sisma del 6 aprile 2009 che ha reso inagibile la sede centrale di palazzo Margherita.

Lo apprende AbruzzoWeb da fonti della Fondazione Fibbioni, proprietaria dello stabile compreso tra via San Bernardino, via Tempera e corso Vittorio Emanuele, per il cui restauro sono stati impiegati 4,5 milioni di euro.

L’ente ha deciso di cedere in comodato d’uso gratuito spazi all’interno da 2.500 metri quadrati per 2 anni all’amministrazione, ma l’accordo potrebbe proseguire finché non sarà conclusa la riparazione di palazzo Margherita, del quale è in corso la progettazione definitiva con i lavori che potrebbero partire in estate e durare, appunto, 2 anni.

A palazzo Fibbioni-Lopez dovrebbero trovare posto gli uffici del sindaco, del vice sindaco, della segreteria generale, dell’avvocatura e di una parte degli Affari generali.

Subito dopo la fine lavori annunciata per oggi, sarà necessario il collaudo degli impianti. Per legge ci sono 60 giorni di tempo ma, secondo quanto si è appreso, i termini saranno notevolmente più brevi, si spera nell’arco di una settimana o due.

Solo successivamente avverrà la consegna delle chiavi al Comune, in particolare alla dirigente del settore Patrimonio Enrica De Paulis, che a seconda della data effettiva deciderà come muoversi: non è escluso che se le operazioni si concluderanno troppo a ridosso delle ferie, il trasloco slitti ancora.

All’interno, l’impianto di illuminazione è già realizzato mentre non ci sono ancora mobili, se non in alcune sale di rappresentanza, già arredate a carico della fondazione, e in quello che sarà il futuro ufficio del sindaco, Massimo Cialente, proprio allo spigolo del “cantone”.

Da questa finestra il primo cittadino si è già affacciato in occasione della Perdonanza 2014, promettendo un trasferimento rapido, addirittura a settembre di quell’anno.

Ma i tempi si sono allungati a dismisura. A gennaio Cialente ha azzardato annunciare il trasferimento a marzo, pure quello saltato.

Tra gli artefici dell’operazione c’è Vincenzo Rivera, presidente della Fondazione Fibbioni, ex assessore per pochi mesi della Giunta Cialente che ha concluso il mandato nel 2012 mentre attualmente dirigente della struttura di raccordo del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

Proprio quest’ultimo, in una visita, ammirato dall’edificio, aveva ipotizzato di stanziare un ufficio dell’ente che governa all’interno, ma di quest’ultima ipotesi non si è avuta più notizia.