L’AQUILA – “Si apre una fase nuova, ci siamo riuniti e mi si è chiesto di tornare. È stato difficile, non crediate che tutti abbiano sempre il cuore di leone. Una signora in ospedale mi ha chiesto dove fosse il mio senso di responsabilità, per me è stato uno scossone. Lo facciamo e con orgoglio, ora sfidiamo tutti quanti a parlare dell’Aquila”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha confermato il ritiro delle dimissioni in un affollatissimo incontro con la stampa, questa mattina, nella sede del Consiglio comunale.

Cialente era affiancato da tutta la maggioranza e seduto accanto a lui c’era l’ex procuratore della Repubblica del capoluogo e di Pescara, Nicola Trifuoggi, 71 anni, che, come anticipato da AbruzzoWeb, entrerà nell’amministrazione e avrà il ruolo di vice sindaco.

Non sarà l’unico rimescolamento della Giunta: previsti altre uscite e altri ingressi, in particolare di chi vorrà candidarsi alle Regionali o altro. E Cialente strizza l’occhio ad altre grandi firme, come l’ex ministro Fabrizio Barca, che potrebbe avere una consulenza.

Cialente era stretto tra tutti i suoi, che lo hanno applaudito stesso, ma non è andato tutto liscio. Dall’ingresso sul retro dell’aula consiliare hanno fatto capolino alcuni esponenti dei comitati, che hanno appeso alla ringhiera immagini derisorie del primo cittadino, abbigliato come clown o sullo sfondo da foto segnaletica. “Dimissionario seriale”, lo hanno definito quelli del Comitato 3e32 (e Giorgio De Matteis ha spostato questa etichetta), lui ha risposto facendo notare che “mi ero dimesso solo un’altra volta in passato, nel 2011”.

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“RECUPERIAMO FIDUCIA CON LA CITTA’, L’ITALIA E L’EUROPA”

“Mi sono chiesto, come facciamo a dire all’Italia che siamo gente perbene? Ho pensato, e lo ringrazio, al dottor Trifuoggi, magistrato per 45 anni, conosce a fondo la nostra città, poi a Pescara – ha spiegato il sindaco in avvio – Si è occupato di tutto, della pubblica amministrazione, da servitore dello Stato, senza guardare colori e parti”.

Cialente ha rivelato di averlo “chiamato e di avergli detto che serve una persona per ricostruire il rapporto con gli italiani. È impossibile che su 20 mila atti firmati non ci sia stato nemmeno un errore, tutti sbagliano ma in buona fede – ha aggiunto – Deve dire all’Italia che questa è una città di persone per bene. Abbiamo ancora bisogno della solidarietà degli italiani, come dell’ossigeno”.

Sul ruolo di Trifuoggi, Cialente ha spiegato che “farà delle cose ma soprattutto dovrà raccontare quello che abbiamo fatto, e i nostri sacrifici. Se ci saranno errori, chiamerà il responsabile, dal sindaco in giù, e gli dirà ‘tu hai sbagliato’ – ha assicurato – Dobbiamo recuperare il rapporto con gli italiani, penso ai 17 mila volontari, o a un imprenditore che sta per suicidarsi, o a chi non ha lavoro, che leggono Il Sole 24 ore: come fa a pensare di darci un altro pezzetto di pane?”.

Cialente ha presentato le deleghe del nuovo e pesante ingresso nella sua Giunta. “Trifuoggi avrà la delega alla Trasparenza, trova un grande lavoro fatto da Betty Leone in tal senso, e assumerà la responsabilità della Centrale unica di committenza per il controllo degli appalti. Attraverso la delega alla Polizia municipale acquista inoltre anche l’ispettorato urbanistico”.

Cialente ha concluso facendo un cenno alla sua agenda. “In settimana incontrerò il ministro dell’Ecomia Fabrizio Saccomanni, sarà il passaggio decisivo – ha annunciato – È vero che dobbiamo difendere l’immagine, ma il miliardo che c’era stato riconosciuto con Mario Monti e con Enrico Letta è assolutamente necessario perché possa essere rispettato il cronoprogramma della ricostruzione. Altrimenti i tempi non saranno quelli della sopravvivenza della comunità”.

IL SINDACO A NUDO: “IL SISMA PIU’ GROSSO DI NOI, MA SIAMO ONESTI E TOSTI”

“Questa classe dirigente aquilana si è scontrata con qualcosa di troppo grande per chiunque e abbiamo dovuto fare da soli con le istituzioni a volte vicine, a volte lontane”.

Si è ripresentato con queste prime parole, a mostrare la sua debolezza, Massimo Cialente, per annunciare il suo ritorno in tolda di comando come sindaco dell’Aquila.

“Per me non è una conferenza facile, viene dopo giorni difficili per me, per la maggioranza e per la città”, ha esordito.

Cravatta a righe e volto tirato, che ha trovato un’espressione distesa solo al termine della conferenza fiume nell’aula consiliare, anche se la vista del sit-in dei comitati e delle sue immagini ritoccate a pagliaccio e foto segnalatica gliel’hanno riguastata ancora.

Un Cialente che ha scontentato i comitati e chi gli chiedeva di spingere definitivamente sull’acceleratore per rimandare al voto il Comune capoluogo.

Ha spiegato di essersi dimesso perché “su questa vicenda si è scatenata una campagna rivolta non solo su di me. Eravamo tutti pronti a sacrificarci, io e la mia maggioranza, purché l’immagine rimanesse indenne – ha proseguito – E invece no, ho visto che l’etichetta di città del malaffare, dove sono tutti corrotti, è aumentata”.

Ha proseguito raccontando di aver ricevuto “una manifestazione d’affetto che mi ha quasi sommerso, gli aquilani hanno capito che siamo stati gli unici difensori”.

Anche se l’inchiesta “Do ut des” ha travolto l’amministrazione e questo il sindaco non lo ha negato. “Non parlo di Tancredi, consigliere d’opposizione, ma il fatto che un funzionario o il vice sindaco possano aver sbagliato è come sentirsi abbandonato da un padre, questo è il senso del disorientamento della città”.

Eppure, “altro che magna magna, noi abbiamo magnato la polvere delle macerie e della distruzione”, ha rivendicato.

Di qui la nuova mission, con l’aiuto anche di uomini nuovi come Trifuoggi: “Dobbiamo difendere l’immagine di questa città nel Paese. L’articolo del Sole 24 Ore segna un salto di qualità. Non si può dire su un giornale serio, al di là degli insulti personali, che questa città chiede all’Italia 60 miliardi, è falso – ha detto anche Cialente – E poi l’attacco al magistrato della Grandi rischi (il pm Fabio Picuti, ndr). Che cosa sta succedendo, il gusto dello scoop o altre cose?”.

Spetterà al nuovo corso del Comune chiarirlo di qui ai prossimi tre anni. “Non sono Nembo Kid”, ha ammesso Cialente ripetendo quanto aveva detto di se stesso Giovanni Lolli, “però faremo la battaglia e la vinceremo perché siamo onesti e siamo anche tosti”.

E ORA GRANDI FIRME, BARCA NUOVO CONSULENTE?

Dopo il neo vice sindaco, Nicola Trifuoggi, si preannuncia un altro ingresso di peso nell’amministrazione comunale dell’Aquila guidata da Massimo Cialente: quello dell’ex ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca.

Per rafforzare l’azione dell’esecutivo, come consulente Cialente ha fatto infatti anche il nome dell’ex inviato dell’allora premier Mario Monti.

“In questo periodo molto difficile l’ho potuto sentire solo una volta perché era in viaggio in Patagonia e mi è mancato molto – ha spiegato Cialente nel corso della conferenza stampa – sicuramente è rimasto male di quanto accaduto alla città, vediamo i suoi tempi e se ci può dare una mano, penso che al di là di qualche screzio abbia capito chi siamo”.

Quanto alla Giunta, nel nuovo corso è previsto sicuramente un rimescolamento delle deleghe e probabilmente anche qualche altra sostituzione.

È emerso, infatti, che il sindaco vuole assessori assolutamente concentrati e quindi ha chiesto un passo indietro a coloro che hanno altri obiettivi, per esempio chi correrà per le elezioni regionali del 25 maggio prossimo.

In tal senso, sicuro di una candidatura è l’assessore alle Opere Pubbliche Alfredo Moroni.

ADDIO FACEBOOK, ”SENZA STO MEGLIO, RIMPIANGO IL GRUPPO IRONICO”

“Non tornerò su Facebook, continuerò a utilizzare l’ufficio stampa per le mie comunicazioni”.

Per Massimo Cialente, al ritorno come sindaco dell’Aquila non si abbinerà il ritorno sulla piazza virtuale più popolata del mondo, dalla quale si era cancellato il giorno stesso dell’annuncio delle dimissioni da sindaco, sabato 11.

“Non torno perché da quando non vado più su Facebook sto meglio – ha spiegato il primo cittadino – Molte volte leggo cose che mi fanno indignare, non contro di me ma in generale”.

“Una cosa sola mi mancherà, quelli del gruppo ‘Cialente in preda a deliri mistici mentre pedala con un mezzo improbabile’, sono troppo forti”, ha concluso, alludendo alla pagina parodistica in cui Max viene elevato a paladino e supereroe dell’aquilanità.

Sarà quel gruppo a portare avanti l’eredità di Cialente sul social di Mark Zuckerberg. Non è sfuggito, a questo annuncio di addio confermato alla rete sociale, un sospiro di sollievo del ‘fratellone’ Giovanni Lolli. (alb.or.)

TRIFUOGGI: “CITTÀ E COMUNE ONESTI, SONO A DISPOSIZIONE GRATIS”

“Ho appreso della proposta di collaborazione più o meno a quest’ora di tre giorni fa, domenica scorsa. Devo dire che ci ho pensato poco, non ci ho messo molto tempo ad accettarla con soddisfazione”, ha esordito Trifuoggi dopo essersi scambiato di sedia con il sindaco per essere a portata di microfono.

“Il primo pensiero è la stima per l’onestà di Massimo Cialente e della sua compagine amministrativa, il secondo è l’indignazione per aver letto sui giornali una rappresentazione degli aquilani presentati tutti come truffatori e speculatori – ha aggiunto – Non è questa la realtà, L’Aquila è una città di persone serie e perbene, che ha qualche pecora grigia o nera perché ci sta, esistono, in qualsiasi abitato. Deve avere la forza, anche aiutata dalle istituzioni che ci sono apposta, di liberarsi dalle pecore oscure”.

“Per 22 anni ho fatto il capo di un ufficio, ho esperienze amministrative che credo possano essere utili, le metto a disposizione dell’Aquila. L’unica condizione irrinunciabile, lavorare per il Comune totalmente gratis”, ha concluso.

DAL VICE SINDACO ADDIO ALLE REGIONALI, ”E STO CON IL CENTROSINISTRA”

“Questo nuovo impegno da vice sindaco dell’Aquila lo assumo seriamente e non potrò assumere impegni di nessun altro genere a tempo indefinito, poi vediamo che cosa succede nel tempo. Ma questo esclude altri impegni di tipo politico-istituzionale”.

Così il nuovo numero 2 del Comune capoluogo, l’ex magistrato Nicola Trifuoggi, rispondendo ai cronisti ha escluso la candidatura alle prossime elezioni regionali di maggio dopo essere entrato nell’amministrazione guidata da Massimo Cialente, che oggi ha ritirato le dimissioni.

Già in passato Trifuoggi aveva ammesso a questo giornale di essere ‘corteggiato’ politicamente dal centrosinistra e dal centrodestra. Oggi ha confermato che l’ingresso in questo Comune è una scelta di campo.

“Un mese fa a sono stato a colloquio con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, con il quale ci siamo detti tante cose. Gli ho spiegato che ideologicamente sto a sinistra, e lui mi ha detto che sapeva il contrario: gli ho risposto che era il complimento più grosso che potesse farmi, perché vuol dire che non solo ho lavorato come pm senza mai chiedere la tessera di partito, ma anche nei rapporti fuori ufficio sono stato capace di non far capire come la penso”.

Nel merito, Trifuoggi ha ripetuto che “ideologicamente sono un uomo di centrosinistra e quindi ho accolto con particolare soddisfazione la proposta che mi è venuta da un sindaco di centrosinistra. Se il primo cittadino dell’Aquila fosse stato di centrodestra – ha ipotizzato – avrei dovuto verificare un serie di condizioni che qui ho dato per scontate per via della consonanza ideologica”, ha concluso, suscitando un applauso da parte della Giunta e dei consiglieri della sua nuova coalizione.

MANIFESTI CONTRO IL SINDACO ”DIMISSIONARIO SERIALE”

Manifesti contro Massimo Cialente sono stati esposti fuori dalla sala del Consiglio comunale dov’era in corso la conferenza stampa per l’annuncio del ritiro delle dimissioni del primo cittadino.

Foto “ritoccate” hanno mostrato un Cialente-clown e la scritta “il Cialente bis all’insegna della trasparenza totale: ‘da oggi in poi solo cazzate'”.

Ma anche “Massimo Cialente dimissionario seriale”, con una falsa foto segnaletica del sindaco. (e.m.)

LE REAZIONI

VITTORINI (LCV), ”SERVIVA AZZERAMENTO GIUNTA, NON RIMPASTO”

“Nulla da dire sulla grandezza della figura di Trifuoggi, ma nomine come questa andavano fatte successivamente all’azzeramento totale della giunta. Cialente doveva dimettersi, questo in sostanza è un rimpasto”.

Così Vincenzo Vittorini, ex candidato sindaco e consigliere comunale di L’Aquila che vogliamo, in una prima reazione a caldo sul ritiro delle dimissioni da sindaco dell’Aquila di Massimo Cialente, ufficializzato questa mattina in una conferenza stampa nella sede del Consiglio comunale. Le dimissioni erano arrivate due settimane a causa dell’inchiesta su presunte tangenti legate alla ricostruzione del capoluogo terremotato.

Come anticipato da AbruzzoWeb, ad affiancare Cialente nel ruolo di vice sindaco provvisoriamente occupato da Betty Leone, entrata al posto di Roberto Riga, indagato nell’inchiesta “Do ut des”, l’ex procuratore della Repubblica del capoluogo e di Pescara, Nicola Trifuoggi.

“Era ed è necessario un cambio totale della classe politica e dirigenziale – commenta Vittorini al nostro giornale – pur ricordando che non è in discussione l’onestà di tutti, ma un’inchiesta del genere imponeva una sterzata decisiva, riportando al centro di tutto prima la trasparenza e la legalità, per poi passare alle nomine”.

“La città ha perduto un’occasione di essere protagonista con volti nuovi, ma Cialente ha voluto il rimpasto”, conclude.

DE MATTEIS, ”ORA NON DICO NULLA”

“Non rilascio dichiarazioni adesso, forse parlerò nel pomeriggio”, le parole di Giorgio De Matteis, consigliere di opposizione ed ex candidato sindaco dell’Aquila con il movimento L’Aquila città aperta, che proprio ieri si era scagliato contro Cialente, suo ex avversario nella corsa alla poltrona da sindaco. (r.s.)

PELINO (FI): ”AQUILANI VITTIME DI CALCOLI POLITICI”

“Cialente ci ripensa! I cittadini dell’Aquila sono due volte vittime innocenti: per la tragedia del terremoto e per calcoli politici”.

Lo afferma la senatrice abruzzese di Forza Italia Paola Pelino.

“In una fase così difficile e complessa, come quella della ricostruzione strutturale e sociale dell’Aquila, l’amministrazione locale, invece di agire per la comunità -afferma – agisce per mero tornaconto politico”.

“Voglio ricordare che solo pochi giorni fa il sindaco Cialente, dopo lo scandalo che ha investito la sua amministrazione – rileva la senatrice – pur essendo estraneo ai reati contestati, si era dimesso dall’incarico sia per rispetto della città e per gli aquilani, sia per un forte senso di responsabilità”.

“Lo aveva fatto – aggiunge – perché convinto che questa sarebbe stata la soluzione migliore. Oggi ritira le dimissioni  e ritorna sul suo scranno. Evidentemente ordini di partito venuti dai piani alti gli hanno imposto tale decisione”.

“Gli aquilani – conclude – in questo momento non hanno certo necessità di strategie politiche ma solo di poter contare su una amministrazione seria, sana e capace di ridare dignità a una città distrutta”.

LA PEZZOPANE (PD): “MISSIONE COMPIUTA”

“Missione compiuta. L’attestazione di sfida e d’affetto nei confronti di Massimo e il lavoro corale, condotto dall’intera coalizione di centrosinistra, che ha lavorato in questi giorni con passione e determinazione, hanno convinto il sindaco a ritirare le dimissioni e a tornare alla guida della città”.

Così la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane commenta la decisione del sindaco dell’Aquila.

“Dimissioni ingiuste – prosegue la senatrice – che avrebbero solo lusingato le mire di chi non vuole il bene della città. L’Aquila non merita di esser dipinta come una città del malaffare. Non lo siamo. Non è lo è il sindaco, che ha saputo reagire con dignità”.
 
“L’incarico affidato a Nicola Trifuoggi è un segnale importante di un’amministrazione che intende continuare a operare nella legalità, adesso ancor più di prima”, aggiunge la Pezzopane.
 
“Ora l’amministrazione può ripartire, con maggiore slancio e vigore, a testa alta. Dobbiamo far sentire a Massimo e alla sua giunta tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno, continuando a incalzare il governo nazionale a rafforzare il suo impegno per la ricostruzione dell’Aquila del cratere”.

PAGANO: “L’ENNESIMA CIALENTATA, NON E’ CREDIBILE”

“È l’ennesima ‘cialentata’ messa in atto dal sindaco dell’Aquila, il quale, anziché occuparsi dei problemi della città, e sono tanti, perde il tempo con queste pagliacciate che fanno male alla comunità aquilana. È evidente che lui non è più credibile agli occhi dei cittadini, delle istituzionali locali, né del governo nazionale, compromettendo così il percorso avviato per la ricostruzione dell’Aquila”.

Lo sostiene il presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, che interviene sul ritiro delle dimissioni del sindaco Massimo Cialente.

“Se il centrosinistra aquilano è capace solo di esprimere questa classe dirigente, cioè chiacchierona, irresponsabile e distante dai cittadini – prosegue – appare inutile e anacronistica rincorrere qualsiasi altra soluzione finalizzata a risolvere i problemi della città e rilanciare la ricostruzione dell’Aquila”.

“Il succo alla luce della conferenza stampa di oggi è sempre lo stesso”, conclude.

BLUNDO: “L’ENNESIMO GIOCO DI PRESTIGIO DI CIALENTE”

“Il rimpasto della Giunta comunale annunciato questa mattina da Massimo Cialente rappresenta l’ennesimo disperato tentativo del sindaco aquilano di salvare la sua immagine dagli scandali che nelle ultime settimane hanno travolto la sua amministrazione, un gioco di prestigio con il quale cerca di nascondere le proprie colpe e responsabilità politiche”.

A dichiararlo è la senatrice aquilana del Movimento 5 stelle Enza Blundo.

“Moltissimi aquilani sono stanchi di essere ingannati, considerati poco intelligenti e avevano sperato che Cialente, facendosi da parte, avesse riconosciuto la sua responsabilità politica, lasciando campo libero ad una gestione della cosa pubblica finalmente trasparente ed esclusivamente improntata alla tutela dei diritti di tutti gli aquilani, e non solo di alcuni di loro”.

“L’Aquila ha bisogno di una nuova classe politica che sappia rispondere ai bisogni di tutta la cittadinanza e che sia capace di ricostruire il senso di comunità tra i cittadini”, conclude Blundo.

FRATTALE: “TRIFUOGGI UNA GARANZIA, ORA IL CRONOPROGRAMMA”

“Da operatori diretti della ricostruzione, di là da valutazioni politiche, accogliamo con favore la notizia del ritiro delle dimissioni del sindaco Cialente. Andare alle elezioni ora sarebbe stata una dannosa forzatura per una città che vive un momento delicatissimo per la sua rinascita”.

Lo scrive il presidente provinciale dell’Associazione costruttori edili, Gianni Frattale.

“Messa a punto la macchina, ora bisogna trovare la benzina per rispettare il cronoprogramma al quale è appeso il destino di migliaia di persone oneste e d’imprese che svolgono correttamente il loro lavoro – ricorda – Non avremmo potuto permetterci, in un momento così particolare, il lusso di perdere cinque mesi nei veleni di una campagna elettorale e di vedere strumentalizzati temi vitali”.

Secondo Frattale, “il procuratore Trifuoggi in Giunta è per noi imprenditori un forte elemento di garanzia e un primo segnale della volontà di cambiare passo. Ci aspettano altre prove, soprattutto nella partita con Roma. Ci auguriamo che i partiti e i nostri rappresentanti, a tutti i livelli – l’appello – facciano la loro parte per convincere il governo che i soldi spesi nella ricostruzione dell’Aquila, oltre a rappresentare un diritto per i cittadini e un dovere verso l’eredità storico-monumentale del Paese, sono un investimento strategico per il rilancio dell’economia nazionale, visto che qui lavorano imprese di 93 province d’Italia”.

“Ci penseranno le inchieste a far chiarezza sulle verità. Alle istituzioni e a noi tutti spetta il compito di riabilitare al più presto l’immagine di questa città con uno sforzo ulteriore di trasparenza e di azione positiva. Torniamo tutti al lavoro. Ance L’Aquila è pronta a una piena collaborazione”, conclude.

RAINALDI: “CIALENTE SPENGA DISSIDI E GUIDI LA RICOSTRUZIONE”

“Sarà in grado il sindaco, di spegnere i tanti fuochi accesi? In un clima di reciproca delegittimazione, sarà capace il primo cittadino di ricoprire il ruolo di mediatore e, quindi, di guida della città verso la ricostruzione?”.

Se lo chiede in una nota Ezio Rainaldi, delegato per la Ricostruzione di Confindustria L’Aquila, commentando il ritiro delle dimissioni da parte del primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente.

“Gli imprenditori aquilani hanno dimostrato onestà e spirito di sacrificio e la città dell’Aquila non merita tutto questo: è giunto il momento di fare un salto di qualità, di ascoltare sul serio le parti sociali, di confrontarsi con le forze politiche e di decidere, governare, amministrare e assumersi le proprie responsabilità”, attacca.

LA NOTA COMPLETA

“Se L’Aquila è ingovernabile è meglio un commissario”… Così scriveva il Presidente di Confindustria L’Aquila il lontano 18 marzo 2011, a seguito della crisi comunale e delle dimissioni del sindaco Cialente.

“Il prossimo sindaco dell’Aquila, un unico direttore d’orchestra”… dicembre 2011, così si esprimeva Confindustria, prima delle elezioni amministrative, chiedendo senso di responsabilità e rispetto dei valori etici e morali che reggono la comunità.

Gli antichi Greci combattevano tenendosi per mano, e noi dobbiamo fare come loro: politica, forze produttive, sindacali e società civile, siamo tutti obbligati a “viaggiare” insieme.

Ora, a quasi due anni e mezzo di distanza, e a seguito degli eventi delle ultime settimane che hanno catapultato la nostra città alla ribalta delle cronache nazionali, Confindustria L’Aquila, al di là del richiamo dovuto, purtroppo inutilmente, alla tanto reclamata legalità, ha ritenuto opportuno rimanere in silenzio, nel rispetto di chi stava facendo scelte difficili, in un momento di grandi tensioni.

Silenzio responsabilmente mantenuto anche da parte del sottoscritto, in veste di consigliere delegato di Confindustria L’Aquila alla ricostruzione.

Ora che il sindaco dell’Aquila torna nuovamente sui suoi passi, diventa quanto mai attuale quell’intervento del presidente di Confindustria L’Aquila del dicembre 2011, richiamato in premessa.

Eventi giudiziari a parte, si è generato un clima di “tutti contro tutti”, in una spiccata stratificazione di interessi. Sono molteplici i “fuochi accesi” e noi imprenditori ci domandiamo: “Sarà in grado il sindaco, di spegnere i tanti fuochi accesi? In un clima di reciproca delegittimazione, sarà capace il primo cittadino di ricoprire il ruolo di mediatore e, quindi, di guida della città verso la ricostruzione?”.

Anche noi, imprenditori del territorio, rimaniamo meravigliati e amareggiati nei riguardi di quanto è apparso sulle testate di importanti quotidiani nazionali, non solo per i contenuti ma altresì per i toni utilizzati.

Ebbene, poiché il tutto ruota sempre intorno agli interessi economici, proponiamo, in una logica di trasparenza, di rendere pubblici gli importi dei lavori post sisma che ogni singola azienda ha realizzato e/o aggiudicato, siano essi pubblici che privati.

Vediamo quanti milioni sono ricaduti sulle imprese locali e quanti sono usciti dal territorio: è mai possibile che un pugno di imprese siano piombate a L’Aquila, con referenze di ogni genere, e siano riuscite ad accaparrarsi lavori per circa un miliardo di euro e poi improvvisamente siano piombate in concordati fallimentari o in fallimenti veri e propri?

Come è possibile che nessuna testata nazionale si è scandalizzata di tutto ciò? È mai possibile che la stragrande maggioranza degli appalti pubblici assegnati negli ultimi mesi (vedi l’appalto dei sottoservizi, del Teatro comunale eccetera…) sia bloccata dai ricorsi?

Abbiamo ancora una battaglia aperta circa la restituzione delle tasse, pari a circa 500/600 milioni di euro e nessuno ci ha dedicato attenzione a livello nazionale. Abbiamo i 100 milioni di euro delle Attività produttive bloccati, e nessuno si scandalizza di ciò.

Gli imprenditori aquilani hanno dimostrato onestà e spirito di sacrificio e la città dell’Aquila non merita tutto questo: è giunto il momento di fare un salto di qualità, di ascoltare sul serio le parti sociali, di confrontarsi con le forze politiche e di decidere, governare, amministrare ed assumersi le proprie responsabilità.

Il senso di responsabilità di noi imprenditori radicati nel territorio ci porta a sopportare tutto per il bene delle nostre famiglie, i cui destini dipendono dal nostro fare, ma tutto ha un limite e, questa volta, i nostri cari politici lo hanno di gran lunga superato e non sopporteremo, per il prosieguo, ulteriori prese in giro!

COMITATO 3E32: “DA CIALENTE NESSUNA ARGOMENTAZIONE”

“Il ‘dimissionario seriale’ ha ritirato le dimissioni senza neanche un’argomentazione, se non quella del ‘grande affetto della città’ che lo avrebbe spinto a tornare sui suoi passi. Una spinta che noi vediamo solo in quegli apparati corporativi e partitici che hanno tutto l’interesse a garantire l’immobilismo”.

Così il Comitato 3e32 in una nota sul ritorno in sella di Cialente.

LA NOTA COMPLETA

Oggi abbiamo assistito alla grande pantomima del ritorno di Massimo Cialente. Ha affermato che “errare è umano” dopo essersi dimesso per “aver compiuto errori”. Ha detto che il ritorno è dovuto all’attacco dei media nazionali alla città, dopo essersi dimesso per lo stesso identico motivo.

Il “dimissionario seriale” ha ritirato le dimissioni senza neanche un’argomentazione, se non quella del “grande affetto della città” che lo avrebbe spinto a tornare sui suoi passi. Una spinta che noi vediamo solo in quegli apparati corporativi e partitici che hanno tutto l’interesse a garantire l’immobilismo. Cialente oggi non ha motivato nulla di fronte alla città.

Lui e la coalizione di centro – sinistra – destra che lo sostiene, stanno in maniera del tutto irresponsabile condannando a morte una città intera, solo per mantenere il loro potere e le loro poltrone. Un potere che, tra l’altro, si sintetizza benissimo nel personalismo di Cialente, che tanto ricalca quello espresso da Berlusconi, Bertolaso e Gianni Letta.

Ma la verità è che il problema di questo territorio non è solo Cialente, ma il sistema di clientele, poltrone, favori che lo sostiene e che ha permesso che la ricostruzione materiale, economica e sociale sia un affare di pochi, mentre le fasce più deboli della città sono allo stremo, e i giovani costretti ad andarsene.

Non basta una pennellata di finta trasparenza e un magistrato come vice sindaco per camuffare il sistema che coinvolge e soddisfa i poteri forti della città, che abbracciano indistintamente centrodestra e centrosinistra.

Solo dalla partecipazione reale delle persone, dai progetti concreti di ricostruzione sociale, dalle tante idee e proposte rimaste inascoltate in questi anni, potrà prender vita un nuovo modello di ricostruzione ed un futuro diverso per questo territorio.

Siamo pronti ad andare a dirlo con forza al prossimo consiglio comunale, appena il presidente stalinista Benedetti, troppo impegnato in questi giorni a insultare e a dare del fascista a chi ha osato opporsi a questa sceneggiata, lo convocherà.

VACCA (M5S), ”ORMAI E’ UNA BARZELLETTA”

“Nessuna meraviglia dalla vicenda di Cialente, un politico di professione, da 15 anni nelle istituzioni, che ormai ha fatto delle dimissioni una barzelletta alla quale non crede più nessuno”, le parole del deputato abruzzese del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, Gianluca Vacca.

Il commento alla decisione di Cialente arriva nell’ambito di una più ampia riflessione su quella che Vacca definisce “indecente epidemia di dimissioni che sta contagiando l’Abruzzo in occasione delle imminenti plurime consultazioni elettorali: epidemia – sottolinea il parlamentare – che è figlia di una concezione della politica come carriera. Tradire il mandato degli elettori per ambire a un’altra carica elettiva è uno dei vizi peggiori della partitocrazia, così come l’essere incollati alla poltrona”.

DE SANTIS-DI NICOLA (IDV L’AQUILA), ”SEGNALE FORTE, BENE TRIFUOGGI”

Questa la nota firmata dagli esponenti dell’Italia dei Valori in Consiglio comunale all’Aquila, Lelio De Santis e Giuliano Di Nicola.

“Il ritiro delle dimissioni del Sindaco, Massimo Cialente, e la nomina del nuovo Vice Sindaco, Nicola Trifuoggi, rappresentano un segnale forte di responsabilità per rilanciare l’azione amministrativa e per garantire il massimo della legalità e della trasparenza. Come componenti dell’Idv, ritengo che non poteva esserci risposta migliore alle illazioni ed alle accuse di immoralità o di malcostume che, dopo lo scandalo che ha riguardato alcuni amministratori comunali per l’affidamento dei puntellamenti negli 2009-2010, cominciavano a serpeggiare in alcuni ambienti cittadini. Questa nomina non rappresenta la sconfitta della Politica, ma tutt’al più la sconfitta della cattiva politica, che va debellata a tutti i livelli! Questa nomina non condiziona in nessun modo l’attuale giunta comunale, che dal giugno 2012 governa la città con impegno, dedizione e trasparenza, ma al contrario rafforza e qualifica l’azione amministrativa svolta finora, dando ancora maggiore garanzia e fiducia ai cittadini sul tasso di legalità e di rigore morale che caratterizzerà il nuovo corso della Giunta Cialente. L’Idv dell’Aquila, che da sempre ha fatto della legalità uno dei suoi obiettivi prioritari, proprio in questi giorni sta aprendo un presidio nazionale di legalità proprio qui in città, in corso Federico II, per contribuire a prevenire casi e situazioni di malaffare o di malcostume. C’è da augurarsi che questo nuovo inizio, che renderà sempre più il Comune una casa di vetro, possa corrispondere alle aspettative della città e possa essere apprezzato anche da tutte le diverse Forze politiche, perché va nella direzione della tutela della onorabilità degli aquilani  e dell’onestà di tutti gli amministratori per bene”.

DE MATTEIS: ”FINO A OGGI E’ MANCATA LA LEGALITA”’

“L’unica certezza che emerge dalla conferenza stampa di Cialente è che fino a oggi al Comune dell’Aquila è mancata la legalità”.

Così in una nota il consigliere comunale di opposizione dell’Aquila Giorgio De Matteis.

LA NOTA COMPLETA

Per espressa dichiarazione del “dimissionario seriale” – come è stato definito da qualcuno – l’avvento del dr. Trifuoggi in giunta testimonia e conferma che fino ad oggi al Comune dell’Aquila è stato un vero e proprio far west.

Cialente ritira le dimissioni, ma nessuna delle motivazioni che le hanno prodotte è stata contraddetta o rimossa. Nell’ordine: la sconfessione del governo, l’abbandono da parte del vertice romano del suo partito, la richiesta di sostituzione di Trigilia. Per non parlare dell’attacco durissimo di tutta la stampa nazionale e di quella che si riconosce nel centro sinistra in particolare.

Trigilia resta al suo posto, il governo non ha emesso suono in difesa di Cialente, il Pd nazionale tace, il miliardo dalla Svizzera è come il famoso milione del signor Buonavetura e, la stampa nazionale, anche oggi “bastone” Cialente e la Città. Ma lui torna a grande richiesta.

La domanda è: a grande richiesta di chi? Della pasionaria Pezzopane, ormai assunta a ruolo di Kapò; degli amici che siedono in giunta e in Consiglio comunale e dal cui sedere la sedia non riesce a staccarsi; di qualche fantomatico gruppo di potere?

A proposito, la teoria del complotto è talmente ridicola e patetica da sembrare quasi la giustificazione di una seduta di autocoscienza di Cialente. Ma ciò che è davvero inquietante è il disprezzo delle istituzioni che, questo ormai non-Sindaco, ha dimostrato ancora una volta: si dimette contro il mondo e torna contro tutto il mondo come se niente fosse.

Nessuna autocritica, nessun tentativo di colpo d’ala, ma attraverso una banale conferenza stampa confusa e senza motivazioni forti, che fughino i dubbi sulla sua incapacità e sui danni che ha procurato.

E se oggi la nostra Città è considerata un fastidioso problema del quale davvero a pochi interessa la soluzione, è solo e soltanto responsabilità di Cialente e del suo partito il Pd. Non a caso ha sempre ribadito che la ricostruzione era ed è un fatto suo e del suo partito e, ne abbiamo ancora una volta conferma.

Siamo ormai alla ottava pantomima di dimissioni e ritiro delle stesse dell’era Cialente. La logorroica e autoreferenziale conferenza stampa di oggi non ha certo data la sensazione di aria nuova anzi, amareggia e intristisce ulteriormente gli Aquilani.

DE ANGELIS: ”TRIFUOGGI COMMISSARIA CIALENTE”

“Il ritiro delle dimissioni del sindaco Cialente era scontato”.

Così l’ex parlamentare del Popolo della libertà Marcello De Angelis, che aveva già annunciato la sua previsione su AbruzzoWeb.

“Non ci voleva la sfera di cristallo, era una cosa ovvia”, commenta.

Quanto all’ingresso in Giunta dell’ex procuratore Nicola Trifuoggi, per De Angelis si tratta di “un intervento cosmetico e anche un tantino ‘dipietrista’. Mettersi un giudice accanto – sottolinea – serve a dire che d’ora in poi c’è la garanzia che tutto filerà liscio e non ci saranno ombre sui comportamenti degli amministratori”.

“In fin dei conti, senza tanti giri di parole è quello che ha detto lo stesso Cialente in conferenza stampa. A me non sembra una scelta politicamente molto dignitosa – prosegue – È come se L’Aquila fosse stata commissariata e Cialente si sia messo sotto tutela. Come dire: se non credete a me non potete non credere a un magistrato”.

“Che poi, a mio avviso, non è così scontato. Soprattutto se si tratta di un magistrato politicamente solidale – sottolinea – Si potrebbe dire che, con Trifuoggi, Cialente abbia sottoscritto una specie di polizza assicurativa contro l’attenzione malevola di altri magistrati”.

“Speriamo che il prossimo passo non sia trovarsi Trifuoggi candidato alla presidenza della Regione. Ormai il centrosinistra sarebbe capace anche di questo”, conclude De Angelis.