L’AQUILA – “No a minestroni politici e no ad apparentamenti in caso di ballottaggio”.
Questo è quello che promette il sindaco uscente, Massimo Cialente, agli aquilani, ai quali ha rivolto un appello: “datemi la fiducia al primo turno”.
Finiti i festeggiamenti per la vittoria delle primarie del centrosinistra contro Vittorio Festuccia, candidato di Sinistra ecologia e libertà con il sostegno di Rifondazione comunista, Cialente guarda avanti in vista delle amministrative, non risparmiando però stilettate al centrodestra, definito un “torneo tra due cavalieri erranti: il conte di Celano (riferendosi al senatore Filippo Piccone, ndr) e quello di Teramo (il governatore, Gianni Chiodi, ndr)”.
L’obiettivo prioritario per Cialente è ricompattare i partiti della coalizione, a eccezione dell’Italia dei valori che correrà il 6 e 7 maggio con un proprio candidato, Angelo Mancini.
“Incontrerò Festuccia e il suo partito, Sel – ha detto – i Socialisti e Comunisti italiani ma anche Api, che mi ha appoggiato pur non partecipando alle primarie”.
Proprio alle dichiarazioni del suo ex sfidante, che ieri ha parlato di un elettorato “catechizzato”, ha replicato: “non credo proprio che sia così. Basti pensare che dove ho avuto più voti è stato nei seggi del centro storico, espressione dell’opinione pubblica della città”.
Nonostante non gli siano andate giù le dichiarazioni fatte dall’onorevole Pierluigi Mantini (“Lo invito a starsene a Milano e a non venire qui a ‘scocciare’”, ha detto) Cialente guarda anche all’Udc, a cui ha lanciato un appello: “Voglio sapere cosa ha intenzione di fare, anche perché è un partito che sta governando con me con due assessori, Giampaolo Arduini e Ermanno Lisi”.
Con questi partiti, il sindaco ha intenzione di aprire un dialogo su “programmi concreti, non solo idee ma soluzioni e tempi”, sui quali trovare la piena condivisione. “Mi candiderò solo con una coalizione coesa e unita su tutti i punti del programma. Non farò più minestroni, come in passato”.
In caso si vada al ballottaggio, il sindaco esclude qualsiasi tipo di apparentamento. “Non esiste che l’Idv, per esempio, che mi attacca tutti i giorni, mi chieda un riavvicinamento dopo il primo turno”. “Queste cose – ha scherzato – succedono nei romanzi d’amore, io amo la saggistica”.
L’invito a votarlo è motivato anche dal fatto che non vi sarebbero, secondo lui, alternative. “Il centrodestra è deflagrato – ha continuato – Da un lato c’è Pierluigi Properzi, scelto da Piccone, come ha detto ieri lo stesso Enzo Lombardi. Dall’altro c’è Giorgio De Matteis, indicato da Chiodi. Il Pdl si è quindi ‘spappolato’”.
“In questi anni – ha aggiunto – non sono riusciti a esprimere una linea politica ma si sono solo ‘appecoronati’ alla struttura commissariale”.



