L’AQUILA – Allarme tra una sessantina di famiglie aquilane che nei giorni scorsi hanno ricevuto telefonate dal settore Diritto allo studio del Comune dell’Aquila, che invita a cambiare asilo per il prossimo anno.

Questo, come riporta il quotidiano Il Centro, sembra paventare la chiusura di 2 dei 3 asili nido comunali, anche se arriva la smentita dell’assessore al ramo Emanuela Di Giovambattista, peraltro rampognata dall’opposizione civica di Appello per L’Aquila che vogliamo.

Il problema è il Jobs Act varato dal governo del premier Matteo Renzi, ieri in città tra mille polemiche, che rende impossibile la proroga dei contratti dei lavoratori: si tratterà per una soluzione, nel frattempo si preannunciano movimenti di bambini e disagi.

LE CHIUSURE

L’assessore parla di “ritardo tecnico”, certo è che a pochi giorni dall’apertura prevista per martedì 1° settembre il Comune non intende riaprire l’asilo nido “Ape Tau” della frazione di Coppito, struttura post-sisma donata dalla Comunità montana di Trento, né quello di Pile “Primo maggio”.

Al momento, tutti i bambini per i quali i genitori hanno chiesto la riconferma confluiranno al Viale Giovanni XXIII, nel modulo scolastico a uso provvisorio (Musp) di via Ficara.

Nei nidi comunali lavorano una ventina di operatori con contratti a tempo determinato assunti tramite concorsi o le ordinanze commissariali.

Negli scorsi anni si è sempre riusciti a prorogare i contratti del personale precario ma con il Jobs Act, che vieta proroghe oltre i 36 mesi, è sorto il problema, che peraltro riguarda tutti i precari del Comune.

Sono state 146 le domande presentate per il nido, a fronte delle oltre 200 degli scorsi anni.

DI GIOVAMBATTISTA: “INUTILI ALLARMISMI, NON CHIUDEREMO”

“Non è assolutamente volontà dell’amministrazione comunale quella di chiudere gli asili nido, rispetto ai quali, dunque, si sta diffondendo un inutile allarmismo – sbotta l’assessore – Non abbiamo intenzione di rinunciare a quanto costruito in questi anni con le nostre sole forze, vale a dire un sistema educativo di eccellenza, tra i migliori in Italia, che riteniamo un patrimonio da difendere”.

“Abbiamo un problema con la proroga del personale precario dell’ente, tra cui ci sono anche le educatrici con contratto di lavoro a tempo determinato, che, in questi anni, hanno lavorato negli asili comunali – conferma – Abbiamo, peraltro, posto da tempo il problema al governo e al sottosegretario Paola De Micheli. Tramite la senatrice Stefania Pezzopane, inoltre, siamo in contatto con il ministero del Lavoro per una deroga al Jobs Act”.

L’assessore annuncia che “domani ci sarà una riunione interna con il sindaco e gli assessori interessati, cui prenderà parte anche la senatrice Pezzopane, per individuare una soluzione definitiva al problema. Pertanto vi sarà solo un ritardo tecnico nell’apertura di due asili nido, laddove, invece, un terzo asilo aprirà regolarmente”.

“Ribadisco, nessuna chiusura, anzi la ferma volontà di andare fino fondo nella risoluzione del problema”, conclude.

APLCV: “SCANDALOSO CHE OCCORRANO I MUSP”

“Nella nostra città i servizi pubblici e sociali non brillano certo per la loro efficienza, anzi tutt’altro e i cittadini ogni giorno vedono che, a fronte delle tasse pagate, i servizi ricevuti sono pessimi – premette l’opposizione civica – Ma un settore fa eccezione, quello degli asili nido, un vanto nazionale del nostro territorio. Merito delle operatrici e operatori che ci lavorano e, per una volta, dell’amministrazione e dei dipendenti del Comune”.

“Ebbene anche questa eccellenza rischia concretamente di essere cancellata con la chiusura di due asili comunali su tre! E le motivazioni sono veramente paradossali: i soldi a disposizione ci sono, ma per il Jobs Act non è possibile prolungare i contratti alle maestre – prosegue – È incedente buttare cosi all’ortiche la riconosciuta professionalità e dedizione delle educatrici per norme sul lavoro assurde che dovrebbero invece valorizzare quel prezioso capitale umano formatosi negli anni”.

Secondo Aplcv, “il rimedio, in attesa di sapere se arrivi qualche deroga dal governo, sarebbe quello di trasferire i bambini dei due asili chiusi nel Musp di via Ficara. Sì, a oltre 6 anni dal sisma succede l’incredibile: i bambini da asili “veri”, in muratura, vengono trasferiti in dei container! Ci si aspetterebbe logicamente il contrario”.

“L’amministrazione deve fare del tutto per scongiurare questa situazione paradossale, salvare gli asili nido e soprattutto garantire ai nostri figli luoghi salubri dove trascorrere gran parte del loro tempo. La soluzione Musp prospettata sarebbe l’ammissione dell’ennesimo fallimento dell’amministrazione cosi come lo è l’aumento delle tariffe per i servizi mensa – scrive il gruppo –
Provvedimento realmente scandaloso se si pensa che, proprio per i costi maggiorati delle mense, sono citati a giudizio dalla Corte dei conti per danno erariale il sindaco Cialente e l’allora assessore Pezzopane”.

“Avrebbero riconosciuto alla Vivenda, ditta affidataria del servizio implicata in Mafia Capitale e con recente interdittiva antimafia, soldi non dovuti. Ma tanto a pagare sono sempre le famiglie”, conclude.