L’AQUILA – ”In attesa di ricorrere in appello, continueremo a dialogare con l’Università dell’Aquila, per cercare di ricollocare a lavoro i 19 precari. Oltre per non creare nuova disoccupazione, l’Ateneo ha proprio bisogno di queste persone per il buon funzionamento dei vari uffici”.

È il commento del segretario provinciale aquilano della Cgil Umberto Trasatti e di Cinzia Angrilli di Cgil-Università, questa mattina in conferenza stampa, nel commentare la sentenza del giudice del lavoro Anna Maria Tracanna, con la quale ha bocciato la stabilizzazione di 19 lavoratori precari del settore tecnico-amministrativo, accordando, però, un rimborso di 20 mensilità per ognuno: in totale fanno 600 mila euro.

”Nei vari uffici dell’Università – hanno continuato Trasatti e l’Angrilli – i precari hanno svolto un ruolo decisivo. Un esempio: presso la segreteria studenti ora c’è solo un impegato e quindi si creeranno delle lunghe file degli universitari che attendono il loro turno per risolvere le loro pratiche. Insomma il personale effettivo non riesce da solo a smaltire tutto il lavoro. Non parliamo di lavoro strardinario ma di quello ordinario”.

Alla conferenza stampa era presente anche una delegazione dei 19 precari che dallo scorso aprile sono a casa.

”È compromesso – ha dichirato Francesca Iorio in rappresentanza dei precari – il funzionamento di tutti gli uffici tecnico-amministrativi. Va ricordato che è ridotto il personale a tempo determinato dell’Ateneo, perché 30 dipendenti hanno chiesto e ottenuto un trasferimento temporaneo in altri enti ai quali si aggiungono quelli che sono andati in pensione.  Questo gruppo di preocari lavorava da almeno 4 anni nell’Università ed è perfettamente integrao. Non ci consideravamo precari. Il nostro gruppo è composto da giovani che hanno l’età compresa da 30 a 40 anni”.

La sindacalista Angrilli ha ricordato che ”dal 2007, insieme alla Cisl stiamo portando avanti la stabilizzazione dei lavori a tempo determinato, ma l’ex governo di Silvio Berlusconi ha interrotto questo processo. Per ricorrere in appello interesseremo gli avvocati della segreteria nazionale della Cgil. Il caso strano della sentenza, che stiamo studidando, è che i precari non possono essere assunti, ma possono godere di un forte rimborso, perché non sono stati assunti definitivamente. Confidiamo di poter ottenere con il ricorso,  un posto di lavoro a questi giovani, anche a tempo determinato. Tra l’altro per l’Università c’è un aggravio di spese senza avere una prestazione”.

Trasatti ha concluso affermando che ”sarebbe quasi inutile ricordare che nel capoluogo abruzzese c’è stato un  terremoto e c’è bisongo di lavoro per tutti. Le colpe sono di tutta la classe poltica regionale, iniziando dal Commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, che non si è battuto subito dopo il sisma per avere una deroga sul patto della stabilità. Tuttli gli enti avevano la possibilità di confermare le persone al lavoro. L’esempio è del nuovo Governo che ha concesso questo strumento alle popolazione dell’Emilia colpite dal terremoto”.