L’AQUILA – Il terremoto del 2009 ha abituato gli aquilani a tanti cambiamenti: stili di vita, ritmi, abitudini ma, soprattutto, a vedere il territorio in continua evoluzione.
Ne è un esempio la zona tra Bazzano e Sant’Elia, un tempo quasi tutta campagna e oggi “riempita” dagli alloggi del progetto C.a.s.e. e dalle nuove infrastrutture, come la variante Sud della strada statale 17 che sta per rimpiazzare la vecchia “Superstrada” che collega il “contado” all’ingresso Est della città e viceversa.
Da un paio di giorni, infatti, svetta il nuovo cavalcavia che supererà la ferrovia per passare dietro l’abitato di Onna e ricollegarsi con il contestato terzo lotto che congiungerà San Gregorio a Castelnuovo, frazione di San Pio delle Camere, tre centri colpiti con violenza dal sisma che saranno uniti dall’arteria che ambisce a diventare “veloce”, certamente più di quanto non lo siano stati i lavori finora, caratterizzati da una lentezza quasi imbarazzante.
Quelle due mega-travi di ferro posate sui pilastri che andranno a sorreggere le carreggiate sono una specie di monumento moderno al trascorrere del tempo. Basterebbe solo di andare indietro di quattro anni per ricordare un rettilineo fatto solo di alberi, natura e qualche svincolo, in luogo di rotatorie, brulicare di persone e traffico.
Una sorta di “storia della via Gluck” all’aquilana: là dove c’era l’erba ora c’è una città, in attesa di quella vera. (pi.bi.)



