L’AQUILA – L’epoca delle casette di legno di legno ‘facili’ sta per chiudersi. Alla fine della scorsa settimana la Giunta del Comune dell’Aquila ha votato il ritiro della delibera 58/2009, in virtù della quale tutti i proprietari delle abitazioni inagibili potevano realizzare abitazioni in legno.
La competente commissione consiliare, la seconda, dovrà esaminare il provvedimento sul quale l’ultima parola spetta al Consiglio comunale: fino a quel momento, almeno in linea teorica, i cittadini con i requisiti potrebbero ancora presentare i progetti e la comunicazione d’inizio lavori ma secondo il consigliere comunale di Prc, Enrico Perilli, gli uffici tecnici dell’ente non accetterebbero più le comunicazioni da parte dei cittadini residente negli alloggi del progetto C.a.s.e. e nei Map (moduli abitativi provvisori).
Accuse sono volate all’interno della stessa maggioranza, tra il consigliere comunale del Pd ed il sindaco Cialente, accusato di aver predisposto la delibera in maniera non conforme “a quanto concordato”.
Sulla vicenda si era scatenata una vera e propria ridda di accuse voci e indiscrezioni da parte dei consiglieri comunali dell’Aquila, che avevano ricordato, come Luigi D’Eramo de La destra “che l’unico organo competente ad esprimersi sul ritiro della delibera sulle casette in legno è il Consiglio comunale”.
Angelo Mancini dell’Idv, invece, valori parlò di “una vera e propria ansia a quelle persone e imprenditori” a seguito dell’annuncio dato dall’assessore all’urbanistica Riga sul ritiro della delibera 58, mentre Enrico Verini di Fli criticò l’ipotesi dell’assessore affermando che si volesse “bloccare il ritorno delle persone che ancora sono sulla costa o negli alberghi”.



