L’AQUILA – La palla passa al governo.
La Corte dei conti dell’Aquila non si esprime, ritenendosi incompetente in merito, sulla legittimità degli atti con cui vengono disposti i trasferimenti al Comune delle somme da erogare per il pagamento del contributo di autonoma sistemazione (Cas) per i terremotati dell’Aquila che ne hanno diritto.
Toccherà quindi alla ragioneria dello Stato esprimersi e poi girare tutto al governo centrale cui spetterà l’erogazione del Cas, ormai fermo allo scorso luglio e invischiato nella melma del passaggio dalla gestione commissariale dell’emergenza post-sisma alla fase di transizione guidata da Aldo Mancurti, braccio destro del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca.
Lo scorso venerdì c’era stato un incontro per trovare una via più rapida alla soluzione della questione tra il magistrato della Corte dei conti Lucilla Valente, l’assessore all’Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila Fabio Pelini, il segretario comunale del circolo di Rifondazione ‘A. Casamobile’ Goffredo Juchich e, in rappresentanza dei cittadini, l’avvocato Pieluigi Pezzopane, ex assessore comunale.
Incontro proficuo, perché la Corte dei conti ha velocizzato l’iter e promesso una risposta per oggi dopo la riunione in camera di consiglio.
“Vanno fatti i complimenti alla Corte dei conti per aver rispettato i tempi velocissimi promessi venerdì – ha commentato Pelini ad AbruzzoWeb – ora la ragioneria dello Stato ha 15 giorni di tempo per esprimere un parere sulla copertura finanziaria e dare l’ok al governo”.
“In termini puramente procedurali – ha aggiunto – per tutti noi è un buon passo avanti, perché d’ora in poi non sarà necessario passare per la Corte dei conti, un passaggio in meno, ma restano i ritardi dovuti al vuoto lasciato dal passaggio dal commissariamento alla gestione Mancurti, che non è un commissario, ma occupa una posizione intermedia. Ribadisco la necessità di avere una legge organica che eviti gli intralci di leggi e ordinanze poco chiare e limitate”.
Sulla vicenda è tornato anche Juchich.
“Adesso è chiaro che la responsabilità dei ritardi è imputabile al governo – ha commentato – Eserciteremo il massimo della pressione per far sì che la ragioneria dello Stato non si prenda tutti i 15 giorni che le spettano, agendo fin da subito per far sbloccare i fondi e passare all’erogazione immediata”.



