L’AQUILA – I lavoratori dei punti vendita Carrefour dell’Aquila fanno quadrato, dopo il vespaio di polemiche che si è innescato a causa del licenziamento di una dipendente, che ha portato la Cgil a denunciare “pressioni di ogni genere (trasferimenti, turnazioni, ripetitività degli orari domenicali e continue lettere di contestazione disciplinare)” da parte dell’azienda e ad annunciare “un ricorso ex art. 28 legge 300, ovvero per attività antisindacale” e indire una manifestazione.
I dipendenti in una nota, da un lato accusano il sindacato, che “non ha mai, in questi anni, richiesto un incontro esplicativo con il resto dei lavoratori Carrefour, ma si è limitato a tutelare solo i propri iscritti, e le loro personali esigenze”, dall’altro difendono l’azienda.
E parlano di “correttezza e rispetto contrattuale che l’azienda, a mezzo dei suoi due direttori, ha sempre avuto, nel corso dei quindici anni di presenza sul territorio, nei nostri confronti”, pur esprimendo solidarietà alla lavoratrice licenziata.
Interpellato da AbruzzoWeb, Maurizio Panepucci, il direttore del supermercato di via Panella, primo per fatturato in Italia, preferisce non rilasciare dichiarazioni, limitandosi ad augurarsi che le tensioni che serpeggiano non spingano Carrefour a lasciare L’Aquila.
Il colosso francese dei supermercati ha tra l’altro di recente rilanciato la presenza nel capoluogo con la trasformazione in gourmet del punto vendita di via Vicentini, e non è escluso che possa triplicare con un’apertura in centro storico.
“Rivendichiamo la vicinanza dell’azienda alle tante associazioni benefiche e di volontariato del territorio – scrivono poi i lavoratori nella nota – i tanti investimenti fatti sulla piazza di L’Aquila, i tanti posti di lavoro creati negli ultimi anni, le donazioni fatte a favore di tutti i lavoratori aquilani dopo il sisma del 2009, e quelle fatte quest’anno a favore delle popolazioni colpite a dal sisma del centro Italia ed abbracciamo i lavoratori del Carrefour di Cascia che stanno attraversando un momento difficile”.
A difesa della lavoratrice licenziata si erano espressi nei giorni scorsi la senatrice del Movimento cinque stelle Enza Blundo e il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci.
La Cgil, intanto, insieme a Cisl e Uil ha annunciato che mercoledì 23 dicembre, dalle ore 11 alle ore 13, effettuerà un presidio nel piazzale del supermercato Carrefour in via Panella.
“Tale iniziativa – si legge in una nota della triplice – si inquadra nella vertenza che i sindacati hanno aperto con la società commerciale, che all’Aquila da tempo pone in essere comportamenti discriminatori nei confronti di alcuni lavoratori, culminati con il licenziamento di una lavoratrice (iscritta al sindacato, in particolare alla Filcams-Cgil) da noi ritenuto illegittimo”.
LA NOTA COMPLETA DEI LAVORATORI
Siamo stanchi di dover ribadire a distanza di due anni che la presa di posizione della Cgil di L’Aquila espressa a mezzo stampa, seppur lecita, non rappresenta la realtà dei fatti.
Essa, al massimo, rappresenta il quadro espresso dai 4 iscritti su 70 lavoratori nel punto vendita di via Panella e dai 2 iscritti su 30 lavoratori del punto vendita di via Vicentini, meritevoli sicuramente di essere rappresentati, anche se ne fosse solo uno, ma che non può e non deve far pensare ad un malessere che non c’è.
Vorremmo, inoltre, chiarire che il suddetto sindacato non ha mai, in questi anni, richiesto un incontro esplicativo con il resto dei lavoratori Carrefour, ma si è limitato a tutelare solo i propri iscritti, e le loro personali esigenze .
Quanto espresso dalla Cgil non rappresenta la realtà vissuta giornalmente nei due mercati aquilani e dei loro dipendenti, che rivendicano con orgoglio l’appartenenza a Carrefour, la correttezza e il rispetto contrattuale che l’azienda, a mezzo dei suoi due Direttori, ha sempre avuto, nel corso dei quindici anni di presenza sul territorio, nei nostri confronti.
Rivendichiamo la vicinanza dell’azienda alle tante associazioni benefiche e di volontariato del territorio, i tanti investimenti fatti sulla piazza di L’Aquila, i tanti posti di lavoro creati negli ultimi anni, le donazioni fatte a favore di tutti i lavoratori aquilani dopo il sisma del 2009, e quelle fatte quest’anno a favore delle popolazioni colpite a dal sisma del centro Italia ed abbracciamo i lavoratori del Carrefour di Cascia che stanno attraversando un momento difficile.
La lavoratrice licenziata gode di tutta la nostra solidarietà e se come afferma la Cgil “le motivazioni del licenziamento sono infondate” ed “il licenziamento è illegittimo”, confidiamo e speriamo in un esito positivo della vicenda e in un pronto reintegro della signora e, naturalmente, ci aspettiamo che sia premura del sindacato di informare la stampa per far dare adeguato risalto dell’esito della controversia.
La solidarietà espressa dalla signora Blundo, alla dipendente licenziata è la stessa che esprimiamo tutti noi, e sapere che c’è una senatrice della Repubblica di cosi alto profilo che si mette a disposizione dei lavoratori, attivandosi in prima persona per salvaguardare i nostri diritti, ci fa sentire particolarmente sereni e protetti.
Concordiamo pienamente con il consigliere Pietrucci, sull’affermazione che “i diritti dei lavoratori non si toccano, nessuno deve calpestarli, i lavoratori vanno difesi, i loro diritti sono sacri e sono sanciti, a cominciare da quello di svolgere attività sindacale”.
Tutti noi conosciamo i nostri diritti, che fortunatamente in Carrefour ci vengono riconosciuti con la massima trasparenza, e conosciamo altrettanto bene i nostri doveri che con la massima correttezza e impegno mettiamo nel nostro lavoro quotidiano e nel nostro rapporto con i direttori e con l’azienda.
Speriamo di non averne mai bisogno, ma se un giorno dovessimo aver bisogno di sentirci tutelati e difesi, saremo noi stessi a contattare le due figure politiche sperando di avere analogo supporto e aiuto.
Ricoprire in maniera non corretta il ruolo sindacale sminuisce la funzione stessa, utilizzarla solo per interessi personali fa perdere credibilità al ruolo e al sindacato stesso, e non avvicina, anzi allontana, i lavoratori al mondo sindacale che non viene riconosciuto come interlocutore credibile (in particolare se non vi sono seri e reali motivi di malessere nel posto di lavoro).
Queste considerazioni muovono dal fatto che la realtà rappresentata e pubblicizzata non ritrae la realtà dei fatti realmente vissuti e se siamo (azienda, direttori e dipendenti) il primo o il secondo Carrefour d’Italia vuol dire che tutti hanno operato nel migliore dei modi, come gruppo coeso e vincente.
E questo primato, che ci rende orgogliosi, vogliamo continuare ad averlo e difenderlo contro ogni strumentale attacco.
Nella speranza di aver fatto chiarezza e ribadendo con forza che questa presa di posizione rappresenta solo ed esclusivamente la prospettiva di 100 lavoratori, auguriamo a tutti ed in particolare a tutti i nostri clienti un Buon Natale.



